Editoriali

Che bella Unione

Luca Bonaccorsi
IN FONDO. La piazza di Roma era gremita all’inverosimile. Non una piazza monocolore, con tutto il rispetto per gli amici viola, ai quali a più riprese dal palco è stato riconosciuto di aver dato una scossa all’opposizione tutta. La piazza era coperta letteralmente di bandiere di ogni colore e forma.

Ci sono vari modi di raccontarlo questo sabato romano di lotta. Uno potrebbe essere: qui giace il Pd di Veltroni, quello maggioritario, dell’autosufficienza. Ieri, infatti, in piazza c’erano i Verdi, i Socialisti, i comunisti federati, Sinistra ecologia e libertà, l’Idv e il Pd (quello di Bersani). 

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In piazza per ambiente e legalità

Angelo Bonelli (Presidente dei Verdi)
IN FONDO. I Verdi sono in piazza in nome del popolo inquinato, perché non c’è tutela dell’ambiente e della salute senza il rispetto delle regole e delle leggi.

I Verdi sono in piazza in nome del popolo inquinato, perché non c’è tutela dell’ambiente e della salute senza il rispetto delle regole e delle leggi. Proprio l’ambiente, la qualità della vita, la lotta al dissesto idrogeologico, la sicurezza alimentare sono le prime vittime di chi, Berlusconi, negli oltre dieci anni in cui è stato al governo ha legalizzato l’illegalità, attraverso i condoni e le leggi ad personam. Di chi ha cercato di imporre, con tutti i mezzi, la legge della prepotenza sul rispetto delle regole.

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In piazza con la Cgil

Luca Bonaccorsi
SCIOPERO. Non c’è futuro nelle politiche economiche che il Paese subisce, ma solo un miscuglio indigesto di elementi del passato: cemento, nucleare, precarietà. Non c’è ricerca, non c’è conoscenza, non ci sono le nuove energie e i nuovi lavori. Non c’è domani.

Quello di oggi è uno sciopero importante. è importante perché avviene in un paese colpito da una crisi economica congiunturale profonda che si innesta, accelerandone gli esiti disastrosi, in una crisi strutturale ormai decennale. E' importante perché non si scorgono, all’orizzonte di questo governo senza futuro, azioni e politiche che concedano il lusso della speranza.

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A caccia con il boomerang

Gianpaolo Silvestri
IDEE. Il dato più clamoroso del sondaggio Ipsos delinea una stragrande maggioranza di cittadini italiani contrari alla caccia, esattamente il 79%: una enormità, una sensibilità verso gli animali e la natura volutamente ignorata.

Evviva il divo Giove Pluvio che ha accolto i portatori di doppietta ululanti nelle vie della Capitale, con violenti scrosci di pioggia, vento da Bora triestina e gelo invernale. Freddissima accoglienza più che meritata - non solo meteorologicamente parlando - specialmente se valutiamo i consolanti risultati del sondaggio elaborato dalla Ipsos e diffuso in questi giorni.

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Appello ai Radicali

Luca Bonaccorsi
IN FONDO. La candidatura di Emma Bonino a governatrice del Lazio ha tagliato il panorama politico come lama il burro. Dirle di no si è rivelato impossibile, eccezion fatta per quattro teocon fuori dal mondo e dal tempo.

Gli italiani devono molto ai Radicali. E non parliamo delle battaglie storiche di trent’anni fa. Parliamo di oggi, dei cittadini che votano centrosinistra nella regione Lazio.

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Lezioni ateniesi

Luca Bonaccorsi
EUROPA. L’Europa non può permettersi neanche di considerare, realmente, il rischio di rottura dell’unione monetaria. Tantomeno può considerarlo per un Paese poco rilevante dal punto di vista economico, come la Grecia.
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Io, ambientalista per necessità

Antonio Marfella (Oncologo e tossicologo)
IN FONDO. Gli effetti delle decisioni prese per o contro la collettività (industria, trasporti, energia) hanno oggi peso e conseguenze sulla salute di tutti.

Da quando per la prima volta vidi i fusti di diossina aperti e sversati senza alcun rispetto nelle tombe vuote della necropoli sannita di Calabricito (Acerra), provo un autentico dolore quando vedo immagini come quelle del petrolio nel Lambro, o le ecoballe stoccate in Campania. Ho l’onore e l’orgoglio di lavorare in uno degli Istituti di eccellenza sanitaria per la cura del cancro in Italia, il “Pascale” di Napoli.

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La scuola atomica

Gianpaolo Silvestri
IN FONDO. La nuova crociata di Mariastella Gelmini, titolare del ministero all’Istruzione, si prefigge l’obiettivo di far cadere nelle scuole il tabù del nucleare, tema impopolare soprattutto tra i giovani. «Bisogna fare una corretta informazione sui rischi, che sono davvero limitati. Riteniamo che il nucleare debba entrare a pieno titolo anche nelle conoscenze dei ragazzi».

I siti dei quotidiani associano in un curioso puzzle le news collaterali: «Studenti disabili alle scuole private? Per favore iscriveteli alle statali»; «Sorpresa: salta il liceo musicale»; «Finti manifesti antinucleari della Polverini diffusi da Greenpeace». E poi, finalmente, l’ultima trovata della figlia dell’ex sindaco democristiano di Milzano, Mariastella Gelmini, titolare del ministero all’Istruzione.
 

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Gli untori dell’euro

Luca Bonaccorsi
MERCATI. L’annuncio di un potenziale abbassamento del rating di Atene ha aggiunto benzina alla campagna anti-euro che arriva dalla city londinese, e che vede nel Financial Times il capofila degli “untori”.

La giornata sui mercati era iniziata male in Europa, tra scandali telecom e questione greca. A creare allarmismo sulla Grecia è stata l’agenzia di rating Moody’s. L’annuncio di un potenziale abbassamento del rating di Atene ha aggiunto benzina alla campagna anti-euro che arriva dalla city londinese, e che vede nel Financial Times il capofila degli “untori”.
 

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Liberi dalle marmitte

Paolo Hutter
IN FONDO. Il partito della libera marmitta, che trova la sua piena espressione in Libero e nel Giornale, è uno spontaneo partito trasversale che sembra quasi orchestrare una campagna mediatica quando enfatizza, come flop della domenica a piedi, la mancata adesione dei Comuni della Provincia di Milano.

L’avvicinarsi della domenica a piedi del 28 febbraio procede in mezzo ad assordanti colpi di clacson. Il partito della libera marmitta, che trova la sua piena espressione in Libero e nel Giornale, è uno spontaneo partito trasversale che sembra quasi orchestrare una campagna mediatica quando enfatizza, come flop della domenica a piedi, la mancata adesione dei Comuni della Provincia di Milano.
 

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