La neve a Napoli. Tanti disagi e un miracolo

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Francesco Servino

Ieri la neve è arrivata anche nel capoluogo campano. Tanti disagi, specie sulle strade piu disastrate. Nel beneventano un cumulo di neve salva un giovane da un tentativo di suicidio attutendo la caduta.

E la neve cadde anche a Napoli: ieri, alle 4,30 del mattino, un manto bianco ha ricoperto le colline dei Camaldoli, la parte più alta della città. Si registrano disagi per la circolazione, a causa del fondo stradale scivoloso. In via precauzionale sono state chiuse alcune strade nel capoluogo partenopeo, poi riaperte, presidiate dalla polizia municipale.

Scavi di Longola a rischio abbandono

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Francesco Servino

ABBANDONO. Nella valle del Sarno uno scavo risalente all’Età del Ferro è a rischio chiusura: si tratta del villaggio protostorico di Longola, nel comune di Poggiomarino.

Nella valle del Sarno uno scavo risalente all’Età del Ferro è a rischio chiusura: si tratta del villaggio protostorico di Longola, nel comune di Poggiomarino, testimonianza importante di un insediamento terramare dell’Italia Meridionale, una “Venezia” di 3.500 anni fa. Lo scavo fa capolino da un territorio invidiabile per la varietà di risorse, fiore all’occhiello dell’agro nocerino sarnese: se ne accorsero per primi gli antichi Sarrasti, provenienti dal Peloponneso, che in questa fertile pianura decisero di stanziarsi.

Land grabbing. Un nuovo colonialismo?

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Luca Puddu

AFRICA. Una superficie ampia otto volte la Gran Bretagna. Questo il bottino delle multinazionali dopo 11 anni di accaparramento di terre africane. La comunità scientifica tenta di arginare il fenomeno. Tra i "pasdaran" del neoliberismo e gli oppositori altermondialisti, si affaccia una terza via che propone la ristrutturazione degli accordi di scambio internazionali e riforme agrarie redistributive.

Aumenta la pressione commerciale sugli appezzamenti agricoli nel Sud del mondo. L'entità del fenomeno, che implica dal 2000 ad oggi il trasferimento di terre per una superficie pari a circa otto volte il territorio della Gran Bretagna, è tale ormai da suggerire una profonda ristrutturazione della filiera globale del cibo, le cui ricadute si rifletteranno tanto sui Paesi presi di mira dagli investimenti, Africa sub-sahariana in primis, che sui consumatori finali nel Nord industrializzato.

Assad alla nazione: «Non mi dimetto. I ribelli sono traditori»

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Viola Cremaschi

MEDIO ORIENTE. Il presidente siriano rimanda le elezioni legislative a maggio ed esclude l'ipotesi di lasciare il potere. Le violenze nel Paese sarebbero state provocate «da un complotto straniero». Dure parole di delegittimazione anche verso la Lega araba.

Nel suo primo discorso pubblico del 2012, il presidente siriano Bashar al-Assad è apparso sicuro e sorridente ma per il giovane rampollo della casa alawita (una setta sciita) si avvicina l'uscita di scena seppure, come si è capito dalla resistenza negli ultimi mesi di vero e proprio pressing internazionale, venderà molto cara la pelle. Ufficialmente, per il momento, nessun passo indietro. Aanzi, le «dimissioni» sono state formalmente «escluse» perché «il popolo siriano mi sostiene».

Un brasiliano al vertice della Fao. Da Silva si prepara a combattere la fame nel mondo

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Susan Dabbous

FAO. Dimezzare la fame nel mondo, regolamentare l'acquisto di terra nei paesi poveri e decentrare il lavoro della Fao. Questi gli obietivi del neo direttore José Graziano Da Silva che sugli agrocombustibili dice: «Come disse Lula, il biofuel è come il colesterolo c'è quello buono e quello cattivo».

Dimezzare il numero delle persone che nel mondo patiscono la fame dando la priorità all'Africa. È questo il principale obiettivo del nuovo direttore generale della Fao (Food and agricolture organization), Josè Graziano da Silva, succeduto il primo gennaio scorso al senegalese Jacques Diouf in carica da 18 anni.

Hanno sfidato la mafia. Ma lo Stato li dimentica

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Vincenzo Mulè

FOCUS. Secondo l’ultima relazione al Parlamento italiano nel 2008, nel nostro Paese sono poco più di 70 i testimoni di giustizia. L’accusa di Angela Napoli: «Sono considerati dei pesi».

Sono poco più di 70 in tutta Italia, ma per lo Stato è come se non esistessero. A volte sopportati, a volte dimenticati del tutto: sono i testimoni di giustizia. Cittadini italiani che hanno scelto di combattere la criminalità senza esserne mai stati organici, al contrario dei collaboratori al quale è stato equiparato fino al 2001, quando una legge dello Stato ne ha riconosciuto lo status, prevedendo misure di tutela e assistenza. Si tratta di cittadini che hanno visto cambiare in maniera radicale la loro vita in seguito alla loro scelta.

«Basta silenzi e omertà». L’urlo di Ignazio Cutrò

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Vincenzo Mulè

LA STORIA. Con la sua testimonianza ha messo in ginocchio la mafia in provincia di Agrigento. Oggetto di ritorsioni e minacce, l’imprenditore non può più lavorare per colpa della burocrazia.

E' l’unico testimone di giustizia in Italia che ha scelto di rimanere nei luoghi dove ha subìto minacce, ritorsioni e attentati. Quella di Ignazio Cutrò è la storia di un uomo che ha deciso di non abbassare la testa di fronte a Cosa Nostra. Anzi, l’ha sfidati a viso aperto. Siamo a Bivona, nell’entroterra agrigentino, in piena terra di mafia.

Pompei, 2012 cruciale: «Così si ferma l’agonia»

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Valerio Ceva Grimaldi

IL CASO. Dopo il crollo di due giorni fa la sovrintendente Cinquantaquattro ammette: «Il rischio di cedimenti riguarda in maniera diffusa tutta l’area archeologica». L’esperto: «Ecco le priorità».

Con il 2011 si chiude un annus horribilis per Pompei. L’ultimo allarme, che segue di poche ore il crollo nella domus di Loreio Tiburtino, è della soprintendente per i Beni archeologici di Napoli e Pompei, Teresa Elena Cinquantaquattro: «Il rischio di cedimenti riguarda in maniera diffusa tutta l’area archeologica ed è proprio su questo punto che deve cambiare un po’ tutta la strategia».

Mutui “razzisti”, la Bank of America pagherà 335 milioni

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Luca Bonaccorsi

FINANZA. La Countrywide indirizzava i clienti ispano e afro americani verso mutui subprime, più costosi e pericolosi. Oltre 200mila persone, in 41 Stati, discriminate verranno indennizzate. L’ex manager, grande finanziatore di Bush, non è stato riconosciuto colpevole. Le vittime erano “grate” per i prestiti.

Che il “sogno americano” fosse disponibile con “tariffe” diverse, a seconda del colore della pelle, era noto agli analisti della società statunitense. Ma il menù “razziale” dei tassi sui mutui non era mai stato analizzato nel dettaglio, come ha fatto ora il Dipartimento di Giustizia, dipartimento Diritti Civili, nella causa contro Bank of America.

Mario & Mario salvano le banche d’Europa

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Luca Bonaccorsi

FINANZA. Va a buon fine la maxi operazione di rifinanziamento del sistema europeo: quasi 500 miliardi di euro all’1% per tre anni. Sollievo tra gli operatori anche se resta la paura per la recessione. Gli istituti italiani si tuffano nei “Monti bonds”: oltre 40mld di euro di titoli emessi e consegnati a Francoforte.

La reazione dei mercati di ieri davvero non rende giustizia alla dimensione e al significato di quello che è accaduto. Ieri Mario & Mario, i due italiani alla guida rispettivamente della Bce e del governo italiano hanno sistemato le banche per l’intero 2012. E se consideriamo il fatto che l’euro stava fallendo, l’Europa sprofondava nella recessione e l’Italia flirtava con il baratro, essenzialmente per l’incipiente fallimento del sistema bancario, è difficile non asserire: fuori uno.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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