Troppa acqua sprecata. Un rischio per il pianeta

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Salvo Secondini

BENI COMUNI. Il rapporto del Sustainable Europe Research Institute per “Amici della Terra/Europa” dice che l’eccessivo consumo di materie prime incide pesantemente sulle riserve di oro blu.

Bere un bicchier d’acqua, innaffiare l’orto, scaricare lo sciacquone o, ancor di più, pompare enormi quantità di acqua in un sistema di raffreddamento industriale. L’eccessivo uso e consumo di materie prime non è solo uno “spreco”: mette a rischio le risorse idriche del pianeta.

La diga sull’Irrawaddy, un affare solo per la Cina

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Sonny Evangelista

BIRMANIA. L’enorme invaso di Myitsone, alla confluenza di due fiumi, allagherà 750 kmq di terreni fertili per alimentare una centrale idroelettrica. Ma tutti i vantaggi andranno alla Cina.

Una grande colata di cemento, per costruire una diga di proporzioni gigantesche, minaccia i pescatori birmani. Minaccia il loro grande fiume, l’Irrawaddy, che dà vita e sostentamento a milioni di persone. Ma è anche la scintilla che riaccende le voci e le speranze di poeti, giornalisti e monaci birmani, proprio nei giorni dell’anniversario della “rivoluzione zafferano”, repressa nel sangue quattro anni or sono.

I rubinetti di Napoli all’Acqua Bene Comune

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Alessandro De Pascale

RISORSE. La giunta de Magistris trasforma l’Arin spa, che gestiva il servizio idrico, nella società comunale Abc. L’assessore al Bilancio Realfonzo: «Primi in Italia a dare seguito al referendum».

La giunta comunale di Napoli, guidata dal sindaco Luigi de Magistris, ieri ha approvato la ripubblicizzazione dell’acqua. La gestione del servizio idrico integrato passerà così dall’Arin spa alla nuova società di diritto pubblico Abc (Acqua Bene Comune). «È la prima delibera con cui si dà attuazione alla volontà referendaria che ha cancellato il principio che il servizio idrico integrato andava affidato a una società per azioni», spiega fiero Riccardo Realfonzo, assessore al Bilancio.

L’agricoltura è in ginocchio. Dal governo solo silenzio

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Alice Morrosini

ECONOMIA. Crescono poco i prezzi dei prodotti finali mentre i costi per le aziende lievitano. Dai dati diffusi dall’Istat il settore agricolo è in stallo. Le associazioni: «Servono politiche mirate».

Il settore agricolo arranca. Se crescono, ma a ritmi lenti, i prezzi dei prodotti agricoli, i costi per i produttori lievitano velocemente. Secondo la periodica rilevazione dell’Istat, nel secondo trimestre dell’anno l’indice dei prezzi dei prodotti venduti dagli agricoltori è aumentato soltanto dello 0,4 per cento rispetto allo stesso trimestre del 2010. Il dato, che pesa sulle tasche dei consumatori, risulta insufficiente a coprire i costi delle aziende agricole.

Bologna, la monorotaia che non va

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Vittorio Marletto (Terra Emilia Romagna)

TRENI VELOCI. E' polemica tra i fautori del cosiddetto “People Mover” e chi la considera una spesa eccessiva e inutile per la città.

In un certo senso bisogna ringraziare i ritardi nella costruzione della nuova stazione tav di Bologna. Com’è noto a Bologna il terminale sotterraneo di accesso ai treni veloci doveva essere già operativo alla fine dell’anno scorso e invece la grande voragine che da anni occupa il posto di quelli che un tempo erano gli ultimi binari della stazione è ancora lì, e non sappiamo per quanto ancora.

La ricerca è al collasso. In calo studi e scoperte

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Dina Galano

IL RAPPORTO. Mai così male negli ultimi trent’anni. Secondo un dossier pubblicato su Research Policy, la scienza italiana «ha iniziato il suo declino». In un anno perse dodicimila pubblicazioni.

«La scienza italiana ha iniziato il suo declino». Il giudizio impietoso arriva da uno studio, recentemente pubblicato sulla rivista Research Policy, in cui è analizzato il contributo italiano alla produzione scientifica mondiale sin dal 1980. L’anno dell’inversione di rotta è il 2007, a partire dal quale la ricerca italiana incomincia ad annaspare fino ad arrivare, due anni dopo, a bruciare la crescita realizzata nel quinquennio precedente.

Antartide, è scattata la caccia ai giacimenti

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Bruno Picozzi

RISORSE. Il monito dell’Istituto Lowy: l’Australia potrebbe non essere più capace di difendere le proprie pretese di sovranità. E le grandi potenze sono pronte a sfruttare le ricchezze del territorio.

E' la terra di nessuno ma non lo sarà a lungo. Parliamo dell’Antartide e dell’allarme sollevato dall’Istituto Lowy, un influente think tank australiano attivo nel campo della politica internazionale. Nell’ultimo Policy brief, il fascicolo edito dall’Istituto, viene chiesto a gran voce al governo di Canberra un cambiamento di strategia e un aumento degli investimenti nelle immense distese che circondano il Polo Sud.

Il Dragone cinese riduce le importazioni di uranio

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Paolo Tosatti

RISORSE. Il programma nucleare di Pechino va avanti ma le importazioni del combustibile atomico si contraggono. Un dato incongruente causato dai tentennamenti delle compagnie acquirenti.

La sua fame di energia nucleare è insaziabile al punto che neppure il disastro di Fukushima ha potuto arrestarla. Nei suoi progetti di sviluppo l’atomo ha un posto d’onore ed è visto come una delle fonti che consentirà al Paese di ottenere la quantità necessaria di energia per garantire un più ampio ed esteso benessere a tutta la popolazione. Le sue autorità puntano a costruire 100 centrali pienamente operative entro il 2020, trasformando la nazione in una delle principali potenze atomiche mondiali.

Pesca, “fermo biologico” per arginare il collasso

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Diego Carmignani

EMERGENZA. Per favorire il ripopolamento ittico e riequilibrare l’ecosistema, unità con licenza a strascico o volante inattive fino al 30 settembre in Adriatico. Poi sarà la volta di Tirreno e Ionio.

Il punto di non ritorno è vicino. E se a prendere le inevitabili contromisure è pure l’addormentato e poco ambientalista governo italiano, significa che la questione sta assumendo contorni drammatici e rilevanza pubblica.

Smart grid, in Europa oltre 200 progetti

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Paolo Tosatti

RISORSE. Un rapporto del centro di ricerca della Commissione Ue analizza in dettaglio lo stato dell’arte dei programmi portati avanti in ciascuno dei Paesi membri dell’Unione.

Oltre duecento progetti in ventisette Paesi e più di 5 miliardi di euro investiti. La scommessa dell’Unione europea sulle smart grid, le rivoluzionarie reti intelligenti destinate a gestire nel prossimo futuro la distribuzione dell’energia elettrica in tutto il pianeta, poggia su basi più che solide.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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