Target ambientali più vicini. Grazie alla crisi

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Diego Carmignani

FOCUS. Il rapporto dedica un capitolo agli obiettivi 2020. Sul fronte della sostenibilità, passi in avanti nel taglio delle emissioni. Urgono impegni politici per rinnovabili ed efficienza energetica.

L'Italia dipinta dall’Istat arranca. E le lacune sul piano socio-economico ricadono, con effetti differenti, anche sul fronte sostenibilità. L’ultimo dei cinque capitoli del Rapporto sulla situazione del Paese è dedicato al comportamento del nostro Paese rispetto alla Strategia Europa 2020, che delinea le direttrici politiche per stimolare sviluppo sostenibile e occupazione nell’Unione europea. E circa le questioni ambientali, i punti centrali riguardano le emissioni di gas serra, l’energia da fonti rinnovabili e l’intensità energetica.

Cresce l’energia pulita

Alessandro De Pascale

RAPPORTO. L’Istat pubblica uno studio per «delineare un quadro delle caratteristiche energetiche del Paese in vista del raggiungimento degli obiettivi prefissati per il 2020». Aumentano le rinnovabili, invariato il petrolio.

La disponibilità di energia prodotta da fonti rinnovabili, nel nostro Paese è arrivata al 10,7% del consumo interno lordo. Il dato è contenuto nel rapporto “Il sistema energetico italiano e gli obiettivi ambientali al 2020”, diffuso ieri dall’Istituto di statistica nazionale (Istat).

Atomo e importazione di energia. L’Italia non rispetterà i target Ue

Alessandro De Pascale

BRUXELLES. La Commissione pubblica le stime sul raggiungimento del 20 per cento di produzione da fonti rinnovabili entro il 2020. L’Europa ce la farà. Ma non il nostro Paese che ha scelto di acquistarla all’estero e di tornare al nucleare.

La Commissione europea ha diffuso ieri le stime preliminari sugli obiettivi energetici. Realizzate sulla base dei documenti programmatici inviati a Bruxelles dai singoli Paesi membri. L’Ue nel suo insieme riuscirà a superare il target del 20 per cento di produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2020. Anche se di poco. In totale a livello comunitario dovrebbe arrivare al 20,3 per cento. Perché non tutti i Paesi dell’Unione raggiungeranno l’obiettivo. Il nostro Paese potrà farlo solo comprando l’energia verde da altri Paesi.

Voglia italiana di Olimpiadi Roma spera nel 2020

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Lorenzo Maria Ticci

OLIMPIADI Della Capitale come sede dei Giochi olimpici si iniziò a parlare già nel 1908, ma si dovette attendere il 1960 per realizzare l’obiettivo. Ora Roma è pronta a fare il bis, a cinquant’anni di distanza. Ma deve vincere la concorrenza di Milano.

Assegnati i Giochi olimpici del 2016 a Rio De Janeiro, ecco che si comincia a parlare del 2020. E si parla soprattutto di Roma, con le voglie a cinque cerchi di Milano che restano sempre sullo sfondo. Ma se candidatura italiana ci sarà, sarà quella della Capitale. Dopo Atene, era la sede ideale per i giochi, secondo il barone De Coubertin, che l’aveva designata per ospitare i giochi della IV Olimpiade, quelli del 1908.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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