Cina, è boom di uteri in affitto. Per un maschio si paga di più

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Susan Dabbous

DEMOGRAFIA. Sette madri surrogate vengono inseminate con lo stesso sperma. Il cliente-papà paga 100mila euro un figlio mentre per le femmine si obbliga all’aborto. Scoperto un «traffico di culle».

Scegliere il sesso del bebé? In Cina si può. Anche se la pratica non è legale. Nel Paese, infatti, la maternità surrogata non è permessa e men che meno la pratica che si sta diffondendo tra i cittadini facoltosi, disposti a pagare fino a un milione di yuan (100.000 euro) per un figlio maschio. In Cina è ancora in vigore la politica demografica del figlio unico e soprattutto nelle aree rurali permane una cultura fortemente maschilista legata al diritto eriditario.

Aborti in calo, merito della contraccezione

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Federico Tulli

DOSSIER. Depositata in Parlamento, con 5 mesi di ritardo, l’annuale relazione ministeriale sulla legge 194. Prosegue il calo delle interruzioni volontarie di gravidanza, 7 su 10 i medici obiettori.

Dalla introduzione della legge 194 a oggi, ancora una volta va sottolineata la costante diminuzione dell’Interruzione volontaria di gravidanza nel nostro Paese». Con cinque mesi di ritardo rispetto a quanto prevede l’articolo 16 della legge sull’aborto del 1978, il ministero della Salute ha presentato in Parlamento la Relazione annuale 2011 sull’applicazione della norma. Il dato relativo alla costante flessione delle Ivg è quello che per primo balza agli occhi.

Aborto, il papa contro chi applica la legge 194

Federico Tulli

SALUTE. Benedetto XVI alla Pontificia accademia per la vita: l’interruzione di gravidanza non è mai terapeutica, i medici non ingannino le donne. La replica della ginecologa Elisabetta Canitano.

Prima, il testamento biologico e la pillola anticoncezionale del giorno dopo. Ora l’aborto. Con governo e maggioranza in grave difficoltà nel tenere insieme la componente cattolica a causa dei “bunga bunga” di Arcore, sale in continuazione il prezzo della moneta di scambio con il Vaticano.

La protesta alla Regione

Rossella Anitori (Terra Lazio)

MANIFESTAZIONE. Vita di donna lancia un sit-in per garantire i diritti riconosciuti dalla legge 194.

Dopo il primo caso di somministrazione, nel Lazio la RU486 rischia di tornare nel cassetto. Il governatore della Regione Renata Polverini, infatti, vuole mettere le briglie alla pillola antiabortiva. Dopo il ricovero ospedaliero obbligatorio di tre giorni per chi ne faccia richiesta, la neopresidente vincola ulteriormente l’assunzione del farmaco, che dovrà compiersi solo ed esclusivamente negli ospedali autorizzati e con posti letto dedicati
 

«In Italia è ricominciata la caccia alle streghe»

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Federico Tulli

SAGGISTICA. Due importanti novità editoriali pubblicate da L’Asino d’oro e firmate da Carlo Flamigni e Corrado Melega. Per fare chiarezza sull’importanza del farmaco abortivo e sulla sua differenza con la pillola del giorno dopo.

Paese dei paradossi l’Italia. Mentre negli Stati Uniti viene approvata una riforma che non è esagerato definire storica e che contiene delle venature mutualistiche chiaramente ispirate al nostro sistema sanitario, le istituzioni nostrane sono impegnate in una frenetica attività di scardinamento di alcuni dei capisaldi che hanno portato la Sanità italiana all’avanguardia nel mondo.

L’aborto torna clandestino

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Riccardo Bottazzo (Terra Nordest)

SANITA'. In Veneto, numeri alla mano, per i medici definirsi abortisti significa compromettersi pesantemente la carriera.

Consultori, chi li ha visti?

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“Donne in Movimento” Venezia Treviso Padova (Terra Nordest)

DENUNCIA. In Veneto cosa trovano le donne? Sempre più spesso personale obiettore e associazioni antiabortiste.

Cytotec, per disperazione

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r.b.

IL CASO. L’assunzione in forti dosi di questo medicinale provoca forti contrazioni dell’utero fino all’espulsione del feto

Ru486, la notizia che striscia

Federico Tulli

BIOETICA E SANITA'. Nell’Italietta di oggi asservita al Vaticano e alle sue ferree regole socio-economiche, Nicola Blasi non è un medico come tutti gli altri.

Nell’Italietta di oggi asservita al Vaticano e alle sue ferree regole socio-economiche, Nicola Blasi non è un medico come tutti gli altri. Infischiandosene del fatto che per fare carriera nella sua professione bisogna fondamentalmente dichiararsi obiettori di coscienza, come previsto dalla legge 194 sull’aborto, il dottor Blasi è l’unico medico strutturato non obiettore del Policlinico di Bari.
 

«La battaglia è vinta»

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Susan Dabbous

L'INTERVISTA. A colloquio con Mirella Parachini, ginecologa e presidente della Federazione internazionale degli operatori di aborto e contraccezione. «Contro chi ostacola la Ru486 si può aprire la via legale».

Dottoressa Parachini, le Regioni hanno il potere di decidere in autonomia se introdurre o meno il farmaco?

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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