LUOGHI PRECARI. Walter Grossi, 33 anni, romano, coordinatore dell’Associazione nazionale archeologi, racconta le peripezie di una categoria composta da 10mila persone senza tutele e riconoscimenti. Eppure stiamo parlando dell’Italia, il Paese che per la sua storia dovrebbe fare dell’archeologia una risorsa perfino economica. Ma il piacere per il proprio lavoro aiuta a resistere e a fare belle esperienze, come all’indomani del terremoto in Abruzzo. E poi c’è la voglia di cambiare una situazione insopportabile.
Tutta colpa della nonna. «Sai quelle brutte cose che ti capitano da bambino? Che ti vengono quelle passioni e non le domini più? Beh, a me la passione per l’archeologia l’ha fatta venire mia nonna». Ride, si diverte Walter Grossi, 33enne romano, archeologo, a ricordare la sua infanzia. La nonna di Walter lo viziava. Non con i giocattoli, però. «Con i libri di storia, ce li ho ancora tutti», rivela.