La pace di Assad viene siglata con trenta morti

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Susan Dabbous

SIRIA. Dilaga lo scetticismo per l’accordo raggiunto tra il regime di Damasco e la Lega araba. Il piano prevede la normalizzazione del Paese, ma l’esercito continua a bombardare i ribelli ad Homs.

Cessate il fuoco, ritiro dell’esercito dalle città, liberazione dei detenuti politici e monitorazione della la fine delle violenze in Siria. A vigilare saranno sia le organizzazioni umanitarie, che la stampa araba e internazionale, per poi dare avvio a un dialogo nazionale tra governo e opposizione. È un accordo diviso in quattro punti quello approvato dal delegato siriano di Bashar al Assad durante la riunione della Lega Araba al Cairo di mercoledì scorso. Tempo di applicazione due settimane.

La conferenza di Istanbul prova a raddrizzare le sorti di Kabul

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Emanuele Giordana

AFGHANISTAN. Accordo tra 14 Paesi dell’area per creare un clima di stabilità regionale che aiuti Karzai a uscire dal tunnel. Ma la strada resta in salita nonostante gli sforzi della Turchia.

Quattordici Paesi hanno deciso di cooperare per la rinascita di un Afghanistan «stabile e sicuro» nell’ambito di un’iniziativa che è stata battezzata, sulle rive del Bosforo, «Processo di Istanbul». E’ il risultato della Conferenza internazionale per l’Afghanistan co-organizzata da Turchia e Afghanistan dal titolo “Conferenza di Istanbul sull’Afghanistan: sicurezza e cooperazione nel cuore dell’Asia”.

Le manovre di Eni bloccano il gas dalla Russia

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Pietro Dommarco

ENERGIA. Dopo solo un mese dall’accordo di Sotchi, la multinazionale italiana resiste alla cessione a Geostock delle concessioni in Basilicata.

Nuovo stop italiano per South Stream, il colossale gasdotto che dovrebbe collegare la Russia con l’Europa, attraverso il nostro Paese. Un progetto da oltre 20 miliardi di euro e 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno, da mettere in funzione nel 2015. Dopo le proteste dei cittadini di Sulmona ora tocca alla Basilicata, ma questa volta non per mano dei cittadini. Perché potrebbe essere proprio l’Eni a far “saltare” gli accordi.

Sui negoziati ecco la ricetta del Quartetto

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Lettera22

MEDIO ORIENTE. Dopo i discorsi all’Onu di Abbas e Netanyahu, la diplomazia propone trattative entro un mese e un accordo per il 2012.

Trattative bilaterali dirette entro un mese, per raggiungere un accordo entro la fine del 2012. La prima conseguenza della richiesta palestinese di riconoscimento, presentata venerdì all’Onu da Mahmoud Abbas, è che il Quartetto (Usa, Ue, Russia e Onu) si è svegliato e prova a fare un massaggio cardiaco ai negoziati, incagliati da settembre 2010 sulla secca degli insediamenti dei coloni in Cisgiordania.

Tasmania, firmato accordo per salvare le foreste native

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Marco De Vidi

AUSTRALIA. L’intesa punta a superare l’impasse dell’industria del legno. Previsti finanziamenti per 200 milioni di euro, aiuti ai lavoratori che perderanno il lavoro e nuove riserve naturali.
 

Australia firma un importante accordo per salvare le foreste native della Tasmania. Più di 430mila ettari di territorio boschivo saranno posti sotto protezione, mentre il governo federale fornirà ingenti finanziamenti alle popolazioni locali per agevolare la transizione che seguirà al ridimensionamento delle industrie del legname.

Usa, alla fine c’è l’accordo. Scongiurato il default

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Emanuele Bompan

ECONOMIA. Il presidente Obama annuncia il deal sul debito. L’intesa però lascia scontenti democratici e repubblicani. Soddisfatto invece il Tea party, che blocca qualsiasi incremento fiscale.

Deal, accordo. È la parola magica che ha messo fine all’incubo default Usa. «Mancano ancora delle importanti votazioni al Congresso, ma voglio annunciare che i leader dei due partiti, nelle due Camere, hanno raggiunto un accordo che ridurrà il deficit ed eviterà il default», ha dichiarato domenica in serata Obama.

Usa, conto alla rovescia per scongiurare il default

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Emanuele Bompan

ECONOMIA. A due giorni dalla dead-line di martedì, il Congresso è ancora lontano da un accordo sull’innalzamento del tetto del debito pubblico. In caso di stallo, Obama potrebbe agire d’imperio.

Mancano 2 giorni, e ancora non c’è un accordo definitivo per aumentare il tetto del debito pubblico Usa. Venerdì lo speaker repubblicano John Boehner, dopo numerosi tentativi, ha trovato in tarda serata i voti necessari per far passare alla Camera il piano da lui ideato, alternativo alla strategia Obama. Un testo, come previsto, dalla vita breve. Due ore dopo il Senato, controllato dai democratici, lo ha respinto, 59-41. Ieri è stato il turno del senatore democratico e leader Henry Reid, che ha tempo fino a domani mattina per arrivare al voto finale.

Debito Usa, parte il conto alla rovescia per evitare il default

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Emanuele Bompan

MERCATI. Non ancora raggiunto l’accordo tra democratici e repubblicani per alzare il tetto legale del debito pubblico. Il nodo resta il rifiuto della destra all’abolizione degli sgravi fiscali per i ricchi.

E' iniziata la settimana finale dello scontro totale tra democratici e repubblicani per aumentare il tetto del debito pubblico americano. Ieri a Capitol Hill sono proseguite le discussioni sull’economia dopo che venerdì lo Speaker of the House John Boehner si era allontanato dal tavolo dei negoziati, sbattendo la porta rumorosamente. Poco gradita la proposta in extremis del Presidente Obama di aggiungere 400 miliardi in nuove entrate.

Cercasi accordo per banche, ordini e ticket

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Giuliano Rosciarelli

LE MISURE. Trattative fino a notte inoltrata sugli emendamenti di Pd, Idv e Udc. Anticipati i tagli ai costi della politica, ridotte le tasse sui conti correnti, liberalizzati benzinai e farmacie.

Privatizzazioni e liberalizzazioni delle professioni, ritocchi alle pensioni, riscrittura progressiva dell’aumento dell’imposta di bollo sui depositi titoli e modifiche mirate al patto di stabilità. Queste le direttrici principali su cui si muovono le richieste di modifica alla manovra avanzate dalle opposizioni (Pd e Idv) e contenute in 26 emendamenti al vaglio della commissione Bilancio del Senato che entro oggi dovrà licenziare il provvedimento. Escluso, dal ministro Tremonti, qualunque intervento sui tagli agli enti locali che quindi rimarranno tali.

Ilva, dopo l’accordo scoppiano le polemiche

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Vincenzo Mulè

AMBIENTE. La Conferenza dei servizi ha rilasciato l’autorizzazione integrata ambientale che autorizza il colosso siderurgico ad aumentare la produzione dell’acciaio, diminuendo i controlli.

Aumento della produzione dell’acciaio fino a 15 milioni di tonnellate, eliminazione della rete di monitoraggio esterno alla cokeria, depotenziamento del sistema di videoregistrazione delle emissioni diffuse e fuggitive, aumento dei limiti per i macroinquinanti (tra cui polveri, ossidi di azoto e di zolfo). Non è un bel giorno per Taranto. Ieri, infatti, si è chiuso il procedimento relativo al rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per lo stabilimento Ilva.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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