Acea, Ama e Atac. La grande svendita delle Spa romane

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Giorgio Mottola e Andrea Palladino

IL FOCUS. L’articolo quattro della manovra costringerà il Comune di Roma a liquidare le sue munipalizzate che valgono oltre 4 miliardi di euro.

La manovra finanziaria rischia di scatenare nella Capitale un vero e proprio terremoto. Oltre al taglio di trasferimenti per 250 milioni di euro, il Comune di Roma potrebbe essere costretto a dire addio alle sue più importanti aziende pubbliche. L’articolo 4 del decreto Tremonti impone infatti la vendita ai privati di tutte le municipalizzate, purché il loro fatturato annuo sia al di sopra dei 900mila euro all’anno e a condizione che il settore di attività non sia né quello idrico né quello energetico.

Acea sotto accusa per i suoi depuratori

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Alessandro De Pascale

LAZIO. L’impianto di Roma nord è sotto sequestro. Per l’accusa «parte dei liquami e dei rifiuti finivano direttamente nel Tevere». Problemi anche a quelli di Santa Marinella (Rm) e Alatri (Fr).

Acea è nell’occhio del ciclone. La multiutility capitolina che si occupa dei servizi idrici, energetici e ambientali, è sotto accusa per la gestione dei suoi depuratori. Il 17 giugno un guasto all’impianto di Santa Marinella, nota località balneare della costa laziale verso Civitavecchia, ha causato lo sversamento in mare dei liquami. Nei pressi della frequentata spiaggia “La Toscana”.

Il Pdl e le eresie di Rampelli

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Emanuele Rigitano (Terra Lazio)

POLITICA. Acqua pubblica e no al nucleare: fanno scalpore le interviste rilasciate dal deputato romano.

«Io sono per l’Acea pubblica». Sembra quasi un pesce fuor d’acqua, il deputato del Popolo della Libertà (Pdl) Fabio Rampelli, nel prendere questa posizione nei confronti della società che gestisce l’acqua a Roma e in alcune zone dell’Italia centrale. Non sono passate inosservate le sue prese di posizione contro il sindaco di Roma Gianni Alemanno e contro il nucleare, rilasciate in alcune interviste.

«L'acqua avvelenata noi non la paghiamo»

Rossella Anitori

CASTELLI ROMANI. I dati del gestore confermano lo sforamento dei livelli di arsenico per il 2010 e nello scorso gennaio. Oggi un sit-in davanti all’Acea per chiedere la soluzione del caso.

«Se l’acqua non è potabile non possiamo pagarla come se lo fosse». Oggi davanti alla sede romana di Acea spa, società che controlla gli acquedotti della Capitale e di gran parte dei comuni della provincia è previsto un presidio di protesta. Il sit-in è stato convocato dal coordinamento contro l’inceneritore di Albano, dal comitato acqua pubblica di Velletri e da quello da Genzano. L’appuntamento è fissato per le ore 11 a piazzale Ostiense.
 

Acea, acqua all’arsenico e bollette avvelenate

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Rossella Anitori

SALUTE. Oggi a Roma si riunisce la Conferenza dei sindaci dell’Ato 2. All’ordine del giorno non ci sono le strategie per risolvere il problema della contaminazione, ma un nuovo aumento delle tariffe.

ll problema arsenico non è all’ordine del giorno. Invece di discutere gli interventi per eliminare la pericolosa sostanza dall’acqua potabile, oggi alla Conferenza dei sindaci dell’Ato2, l’ambito idrico della provincia di Roma gestito dalla multinazionale Acea, si parlerà di introiti e nuove prospettive di guadagno.

Incompatibile Pelaggi

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Giorgio Mottola

RICORSI. L’Associazione dei piccoli azionisti di Acea ha presentato alla Consob un esposto sul conflitto di interesse del capo della segreteria tecnica al ministero dell’Ambiente che siede anche nel Cda della società.

Potrebbero annunciarsi tempi duri per Luigi Pelaggi, capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente con una decina di altri incarichi di nomina governativa sulle spalle. I piccoli azionisti dell’Acea, la società semipubblica che si occupa di acqua ed energia, ha annunciato un ricorso alla Consob contro l’avvocato tuttofare della Prestigiacomo, che dallo scorso anno siede nel Cda dell’azienda.

Velletri-Acea uno a zero

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Rossella Anitori

ACQUA. Il garante regionale accoglie la richiesta del comitato e chiede al gestore di sospendere i distacchi.

Fermi tutti: l’acqua non si taglia. Il garante regionale del servizio idrico ha accolto l’appello del comitato per l’acqua pubblica di Velletri e ha inviato richiesta formale all’Acea, all’autorità d’ambito dell’Ato 2 e alla segreteria tecnica operativa affinché i distacchi nei confronti dei cittadini che hanno contestato la bolletta vengano sospesi. 
 

Per l’acqua pubblica

Nando Bonessio (Responsabile della Federazione dei Verdi del Lazio; Terra Lazio)

IL CASO. I rischi che derivano dalla cessione di quote azionarie di Acea ai privati.

Con l’approvazione da parte del Parlamento del Decreto Fitto-Ronchi (Dl 135/09), che ha definito i servizi idrici locali come prestazioni di rilevanza economica, in Italia l’acqua potabile pubblica è stata sottratta ai cittadini per consegnarla, a partire dal 2011 ed entro il 2013, agli interessi delle grandi multinazionali e farla diventare un nuovo business per i privati.
 

La Roma del mattone fa acqua

Sara Picardo

PRIVATIZZAZIONI. Sindacati e movimenti organizzano presidi contro la decisione di cedere altre quote di Acea a Caltagirone.

Se a Parigi l’acqua è appena ridiventata pubblica, come già era successo in altre capitali europee negli anni passati, a Roma il sindaco Alemanno decide di accelerare i tempi per la privatizzazione di Acea. Ieri, infatti, il primo cittadino della Capitale ha portato in Consiglio comunale la proposta di ridurre ulteriormente la partecipazione del Comune di Roma dall’attuale 51% al 30% entro la fine del 2010.

L’eco di Copenaghen a Roma

r.a.

PROTESTA. Presidio sotto l’Acea per dire no alla privatizzazione dei servizi essenziali

Mentre decine di migliaia di persone sfilano in corteo a Copenaghen per protestare contro le decisioni dei potenti della terra alla conferenza sui cambiamenti climatici, a Roma RdB, Cobas, Sdl intercategoriale, Attac e il Forum italiano dei movimenti per l’acqua, hanno indetto, ieri, un presidio sotto l’Acea, «multiutility emblema della privatizzazione dei servizi essenziali in Italia» sottolinea Fulvio Vescia, responsabile RdB Energia Acea.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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