Spiagge di cemento, il nuovo look della costa Adriatica

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Massimo Serafini

REPORTAGE. Dalle Marche al golfo di Venezia, tra scempi paesaggistici, idee folli e inquinamento. Il confronto, anche aspro, con le amministrazioni locali e i pescatori in difficoltà per il blocco ittico.

Raggiungo, dalla stazione, il lungomare di Pesaro, felice di imbarcarmi su Goletta Verde ormeggiata nel porto canale. Mentre in lontananza già si intravedono le bandiere gialle di Legambiente, nella mia mente si addensano i ricordi della mia prima visita nella cittadina marchigiana. Era l’agosto di quasi cinquant’anni fa e, per amore di una ragazza, avevo lasciato Ravenna su una lambretta, quella con i due sedili, sfidando le insidie della statale 16.

Pesca, “fermo biologico” per arginare il collasso

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Diego Carmignani

EMERGENZA. Per favorire il ripopolamento ittico e riequilibrare l’ecosistema, unità con licenza a strascico o volante inattive fino al 30 settembre in Adriatico. Poi sarà la volta di Tirreno e Ionio.

Il punto di non ritorno è vicino. E se a prendere le inevitabili contromisure è pure l’addormentato e poco ambientalista governo italiano, significa che la questione sta assumendo contorni drammatici e rilevanza pubblica.

Un’estate anti-trivelle

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Diego Carmignani

MOBILITAZIONI. Amministrazioni locali e ambientalisti fanno ricorso al Tar contro le ricerche d’idrocarburi in Adriatico. Polemica sulla scelta della Regione Abruzzo di non seguire la stessa strada.

La minaccia nera che incombe sulla costa adriatica è sempre più preoccupante da che, nell’aprile scorso, il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha rilasciato parere positivo circa la compatibilità ambientale di un programma di lavori per la ricerca di idrocarburi nel mare Adriatico da parte della società irlandese Petroceltic. Per scongiurare lo scempio del patrimonio costiero, la scorsa settimana è stato avviato il ricorso al Tar contro le ispezioni sismiche.

«Serbatoi di biodiversità»

Giannandrea Mencini (Terra a Nordest)

INTERVISTA. Luca Mizzan, biologo e direttore del Museo di Storia naturale di Venezia, spiega l’importanza della tutela.

Incontriamo  Luca Mizzan, biologo marino e direttore del Museo di Storia Naturale di Venezia.
 

Il governo e la falla adriatica

Dina Galano

IMMIGRAZIONE. Da Lecce il sottosegretario all’Interno Mantovano afferma che «gli sbarchi in Salento sono triplicati». Ma in otto mesi sono arrivati 822 irregolari, di cui molti minori. La maggior parte richiedenti asilo.

Aumentano gli sbarchi in Salento ed è subito emergenza. Per il governo, che questa volta parla per bocca del sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, in Puglia «gli arrivi si sono triplicati rispetto allo scorso anno, anche se il fenomeno non è paragonabile al passato».

Mediterraneo e meduse. Allarme invasione

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Alessio Nannini

MARE Aumentano in Adriatico e nel Tirreno le segnalazioni di grandi sciami, con rischi per la balneazione. Colpa della tropicalizzazione delle acque e della scarsa presenza dei suoi predatori, cetacei e tartarughe

 

Pescare, non depredare

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Mattia Orlando (Terra a Nordest)

IL QUADRO. La situaizone del prelievo ittico nell’Adriatico è preoccupante. L’importanza di progetti come l’Adri-Fish.

Non v’è certamente più ombra di dubbio: le tecniche di sfruttamento delle risorse naturali hanno raggiunto picchi tecnologici che si rivelano evidentemente non sopportabili da parte dell’ambiente. La pesca, mettendo in rapporto le capacità dell’uomo con le risorse del mare, ne è un esempio significativo.

L’onda lunga del Lambro

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Diego Carmignani

AMBIENTE. I veleni minacciano il Delta del Po. Parma è stata raggiunta, Veneto e Guardia costiera dell’Adriatico in allarme. Intanto, sul sabotaggio spunta la pista della speculazione edilizia. Fedreghini: «Viviamo in un Paese dove inquinare conviene».

Il disastro del Lambro si allarga a macchia d’olio. In diversi sensi. Sul piano ambientale, l’onda nera si sta rapidamente diffondendo alle tante ramificazioni collegate al fiume, una corsa inarrestabile frenata con contromisure che devono ora vedersela anche con la rassegnazione che inizia a serpeggiare tra gli addetti ai lavori. Il riversamento nel Po ha comportato la contaminazione di numerose aree, la fine della vita dei fiumi e della fauna, il rischio di infiltrazione nelle campagne e nelle falde.
 

Pozzi petroliferi in Adriatico «Rischio frane nei fondali»

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Valerio Ceva Grimaldi

INTERVISTA. Il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Enzo Boschi illustra i potenziali pericoli legati alle operazioni di ricerca sottomarina degli idrocarburi. «Alcune aree sono state soggette a fenomeni franosi».

Rischio trivellazioni petrolifere al largo del basso Adriatico, zona in cui alcune multinazionali petrolifere stanno effettuando apposite indagini sottomarine. Il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, a colloquio con Terra, spiega: «In zona il rischio sismico è basso, ma man mano che ci si avvicina alla costa albanese i pericoli aumentano».

Il fiume dell’azoto e dei metalli pesanti

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Giorgio Frasca Polara

BONIFICHE. Il Lambro porta il suo carico di veleni fino all’Adriatico. I Radicali: «Prelevano acqua per irrigare». Il ministro non risponde nonostante i ricoveri dei residenti della zona.

Dobbiamo essere grati a Io Donna (il settimanale femminile del Corriere della Sera) per il reportage che ha ricordato le dimensioni dello scandalo dell’inquinatissimo Lambro e nuovamente documentato come il “limpidissimo fiume” cantato dal Petrarca nel 1353 sia oggi come ieri una f

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

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