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Tutti gli affari con il Cav

Valerio Ceva Grimaldi
POLEMICHE. Durissime le reazioni politiche alla visita show del Colonnello Gheddafi a Roma: «L’Italia è come Disneyland», attaccano i finiani. I Verdi: «Berlusconi tutela solo un enorme conflitto d’interessi».

«Se l’Italia è diventata la Disneyland di Gheddafi, il parco-giochi delle sue vanità senili, la ragione è purtroppo politica.

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Quando scoppiò il primo scandalo della Repubblica

Giorgio Frasca Polara
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MEMORIA. Risale addirittura al febbraio 1947 la prima denuncia sui rapporti tra politica e affari, virus tutt’altro che debellato come dimostrano le vicende dei nostri giorni. La fa Finocchiaro Aprile, leader del Movimento per l’indipendenza della Sicilia, nel corso dell’Assemblea costituente. L’indice è puntato contro due ministri democristiani. Cronaca di una giornata parlamentare davvero particolare e delle successive polemiche.

Qui oggi si racconta di come, quando e perché - grazie anche ad una violazione della “sacralità” dell’aula di Montecitorio - Andrea Finocchiaro Aprile, oggi semidimenticato leader del Movimento per l’indipendenza della Sicilia, poté lanciare all’Assemblea costituente roventi accuse di malaffare politico nei confronti di due ministri democristiani.

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Gli affari su Palermo

Giorgio Mottola
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RIFIUTI. La spazzatura continua a invadere la città. Ma per molti, non è emergenza. Solo una strategia della maggioranza. Si vuole infatti mettere nei punti chiave dell’Amia persone vicine al senatore Dell’Utri.

Non bastano i cassonetti traboccanti e qualche tonnellata di percolato di troppo a fare un’emergenza. Serve qualche sforzo in più. Per questo, da diversi mesi, il sindaco di Palermo Diego Cammarata si è caricato sulle proprie spalle la missione di persuadere gli increduli. «L’emergenza rifiuti c’è», giura ogni volta che parla con un giornalista o con qualche esponente del Governo. L’opposizione, invece, fa il controcanto.

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Ora la crisi rischia di incancrenirsi

Valerio Ceva Grimaldi
DENUNCIA. L’ex presidente della Provincia Amato Lamberti: «Spezzare il legame tra clan e affaristi».

Il governo ci ha solo propinato slogan. In realtà hanno solo aperto buchi e ci hanno buttato dentro i rifiuti non trattati, militarizzando i territori e manganellando la gente». Maurizio Fraissinet è l’ex presidente del Parco nazionale del Vesuvio, ambientalista della prima ora. Commenta l’ennesima crisi con un tono amaro, per una terra che viene ciclicamente avvelenata, ferita, mortificata. Fino a prevedere la beffa di  «invasi “fuorilegge” anche in aree protette.
 

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Retroscena sull’archivio Genchi. Come bloccarono De Magistris

Pietro Orsatti
WHY NOT. Magistrati con relazioni pericolose, uomini politici che fanno e disfanno nomine e affari. Le carte del consulente fotografano intrecci non narrabili, dove chi indaga spesso lo fa su se stesso o sui propri amici e parenti.

Nei palazzi di giustizia di Roma e Catanzaro e in altri uffici e palazzi del potere politico e giudiziario staranno maledicendo il momento in cui è stata aperta l’inchiesta a carico di Gioacchino Genchi, chiamato a rispondere di violazione della privacy, abuso d’ufficio e “costituzione illecita di archivio”.

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Viaggio in Mongolia Terra di nomadi e di affari

Elena Dalla Massara
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MONDO. Ricco di tradizioni millenarie e di risorse naturali, l’ex impero di Gengis Khan fa gola a molti per le sue risorse minerarie. Se il Paese - stretto tra i colossi Russia e Cina - sembra cavalcare l’onda del successo diplomatico e degli investimenti esteri, una classe politica corrotta e una povertà diffusa ne impediscono il decollo.

Il National Geographic l’ha inserita tra le mete più affascinanti del pianeta. Sconfinata, mistica e selvaggia, la Mongolia stupisce ed emoziona per i suoi cieli azzurri, le pianure ghiacciate d’inverno e bruciate dal sole d’estate, i riti sciamanici e i canti di gola che i nomadi intonano per simulare il suono del vento.

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Un porto per il sultano

Pietro Orsatti
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AFFARI. A Palermo la riqualificazione urbanistica passa per un lucroso piano di “sviluppo” dello scalo marittimo che stravolgerà l’ambiente. Ignorato perfino dal Comune siciliano. All’orizzonte, alberghi, grandi navi e l’ombra dell’Oman.

La parola chiave è “bersaglio”. Per l’esattezza parliamo delle “aree bersaglio” legate al nuovo piano regolatore del porto di Palermo.

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Il partito di Sandokan

Pietro Orsatti
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CAMORRA. Sei pentiti, centinaia di pagine di verbali e riscontri, uno scenario raggelante, un vortice di affari, voti, appalti. Anche la crisi rifiuti e la gestione dell’emergenza entrano nell’inchiesta. Era Schiavone a controllare tutto.

Si gioca sul filo delle testimonianze dei collaboratori di giustizia la richiesta di custodia cautelare per il sottosegretario Nicola Cosentino. Una richiesta che coinvolgerebbe, alla lettura del documento consegnato alla giunta per le Autorizzazioni della Camera, anche altri esponenti di spicco dello scenario politico campano e nazionale. Sono sei i collaboratori di giustizia che hanno parlato di Cosentino: Domenico Frascogna, Michele Froncillo, Carmine Schiavone, Dario De Simone, Michele Orsi e Gaetano Vassallo.

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Gli affari dei pasdaran

Annalena Di Giovanni
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DIPLOMAZIA. È una Teheran lacerata sul fronte interno quella che ha aperto ieri la seconda fase dei negoziati sul nucleare a Vienna. Il vertice si conclude mercoledì. Per ora Ahmadinejad ribadisce il diritto ad arricchire l’uranio in casa.

Un passo avanti e due indietro. La questione nucleare iraniana, ormai, sembra avere il suo ritmo fisso, adesso che il dialogo con le potenze occidentali iniziato a Ginevra il primo ottobre sembra arenarsi di nuovo a Vienna, dove le trattative iniziate ieri andranno avanti fino a mercoledì.

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Birmania, terra d’affari

Beniamino Bonardi
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ENERGIA La Francia è tra le nazioni che hanno più protestato dopo le nuove sanzioni a Aung San Suu Kyi, ma per l’Eliseo Myanmar significa soprattutto Total. La multinazionale sfrutta da anni il gas e il petrolio del Paese asiatico.

Da Parigi continua ad esserci un veto, nei confronti di Bruxelles, all’inclusione del settore energetico, come invece richiesto anche dal governo birmano in esilio (Ncgub). Di mettere sotto sequestro i 125 milioni di euro di royalty che Total paga ogni anno al regime birmano, l’Eliseo non vuol sentir parlare. La principale attività di Total in Birmania è costituita dallo sfruttamento del gas di Yadana, dopo la costruzione del gasdotto che collega i giacimenti birmani con la centrale di Ratchaburi, in Thailandia.

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