Il reattore 2 di Fukushima “affoga” nell’acqua radioattiva

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Paolo Tosatti

NUCLEARE Le autorità giapponesi costrette ad ammettere il fallimento: oltre 20mila tonnellate nel nocciolo e il livello non scende. L’accusa della rivista Nature: emergenza gestita malissimo

 

«Il nucleare? Non è una tecnologia sicura»

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Luca Bonaccorsi

L'INTERVISTA. Parla l’ingegnere Alex Sorokin: «I reattori non si spengono, il problema è il calore di decadimento. è questo il tallone d’Achille delle centrali quando saltano i sistemi». I tecnici che restano al loro posto per salvare il salvabile sono eroi. Ma sono condannati

Alex Sorokin, ingegnere nucleare, di origini russe, ha lavorato per decenni dentro le centrali nucleari e da giorni analizza le informazioni che arrivano dal Giappone producendo previsioni che finora si sono dimostrate drammaticamente accurate.
Dott. Sorokin qual’è, secondo le informazioni in suo possesso, la situazione nella centrale nucleare di Fukushima?
Ci sono un numero di reattori con il nocciolo parzialmente fuso per mancanza del liquido di raffredamento.
Perchè manca il liquido di raffreddamento?

Il colpo basso di Veronesi

Roberto Della Seta (Senatore del Partito democratico)

POLEMICHE. Un rinomato oncologo, noto in tutto il mondo per la sua attività clinica e di ricerca, in queste ore è al centro del dibattito sulla politica energetica italiana: senatore del Pd, potrebbe diventare presidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare.

Un rinomato oncologo, noto in tutto il mondo per la sua attività clinica e di ricerca, in queste ore è al centro del dibattito sulla politica energetica italiana: senatore del Pd, potrebbe diventare presidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare.

Il decreto oltre la Corte

Giuliano Rosciarelli

IL CASO I Vas, Verdi ambiente e società, denunciano il provvedimento del governo per superare i rilievi della Consulta. Guido Pollice: «La nuova norma è di una gravità estrema sul piano politico-istituzionale»

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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