L’Aia che scontenta tutti. Anche l’Ilva alza la voce

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Fulvio Colucci

IL CASO. «Strizza l’occhio all’azienda siderurgica», avevano protestato ad agosto gli ambientalisti. Ora si scopre che l’autorizzazione del ministero dell’Ambiente non va bene neanche al gruppo Riva.

Come la tela di Penelope. L’Ilva è pronta a far ricorso contro l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) rilasciata dal ministro Prestigiacomo il 6 agosto scorso. L’annuncio dell’azienda risale al 31 agosto ed è contenuto in una lettera raccomandata indirizzata al ministero dell’Ambiente e al commissario straordinario dell’Ispra. Il Gruppo Riva non ha perso tempo se si pensa che solo otto giorni prima, il 23 agosto, il decreto veniva pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Verdi ed ecologisti: «Ilva, ora intervenga l’Europa»

Saverio Carriero da Taranto

TARANTO. II leader del Sole che ride Angelo Bonelli, ieri in città, ha annunciato «l’impugnazione della concessione dell’Aia» e sollecitato interventi dell’Ue. Di parere opposto la Regione Puglia.

«Mi batterò affinchè Taranto non abbia un cimitero più grande della stessa città». Angelo Bonelli, presidente nazionale della Federazione dei Verdi, non utilizza perifrasi per descrivere la situazione dell’Ilva di Taranto. «Al di là delle suggestioni semantiche e delle metafore più o meno indovinate, quello di Taranto è divenuto, ormai, un caso nazionale. Una pagina oscura dei grandi interessi economico-politici coltivati a danno dei cittadini», aggiungono gli esponenti delle associazioni ambientaliste.

Albano e gli appetiti degli imprenditori

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Rossella Anitori

RIFIUTI Domani il Consiglio comunale dovrà decidere se convertire oltre 60 ettari di terreno agricolo ad uso industriale. Un’operazione che potrebbe dare il via libera alla speculazione

Inquinamento di Stato

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Erasmo Venosi

NORME. La bocciatura del Tar delle nomine delle Commissioni del ministero dell’Ambiente provoca una vacatio legis circa la limitazione delle attività inquinanti della grande industria. A pagare le conseguenze maggiori, ancora la Puglia.

L’ultima sentenza del Tar sulle nomine dei componenti delle Commissioni indicate dal ministero dell’Ambiente rischia di consegnare alla confusione più totale i vincoli normativi predisposti per limitare le attività inquinanti dell’industria. Una vacatio legis che potrà provocare enormi danni all’ambiente e al territorio.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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