Papandreou agli sgoccioli. Ora governo di unità nazionale

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Ellis Pirakis

GRECIA. Il voto di fiducia della scorsa notte ottenuto in Parlamento al piano di aiuti alla Ue ha tutto il sapore di un’onorevole uscita di scena. La Grecia verso una coalizione guidata da un tecnico.

Il referendum greco sulle misure anti crisi concordate con l’Unione europea e il Fondo monetario internazionale non ci sarà. La marcia indietro di Atene sulla consultazione popolare da tenersi entro dicembre è stata annunciata ieri dal ministro delle Finanze, Evangelos Venizelos. Già mercoledì il responsabile dell’economia ellenica era stato il primo a rompere l’intesa sulla proposta avanzata lunedì dal premier, Georgios Papandreou, che aveva gettato nel panico i mercati.

Grecia/crisi, il giovedì nero di Georgiou Papandreu

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Enrico Campofreds

ATENE. Marcia indietro clamorosa e a sorpresa del premier: il referendum popolare sugli aiuti dell’Europa non si farà più. Ora c’è chi vuole la sua testa. Ma le dimissioni restano nel cassetto.

Peggio delle fibrillazioni delle Borse le notizie provenienti dai palazzi ateniesi hanno registrato altalenanti colpi di scena su cui la speculazione finanziaria può ulteriormente giocare. Il premier greco Georgiou Papandreu ha innescato una retromarcia disdicendo quel eferendum popolare sugli aiuti dell’Europa che aveva lanciato quarantott’ore prima e che aveva provocato il catastrofico sisma dei mercati internazionali.

Stop agli aiuti al falso Made in Italy

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Susan Dabbous

COLDIRETTI. Bresaola uruguaiana e culatello statunitense, ecco dove vanno i soldi della Simest, la controllata dal ministero dello Sviluppo.

Guerra aperta tra Coldiretti e governo. L’oggetto del contendere sono gli aiuti statali al made in Italy prodotto all’estero e venduto con marchio nostrano. Gli esempi sono vari e vanno dalla bresaola uruguaiana al salame toscano fatto negli States. Per produrre queste leccornie taroccate la Parmacotto, denuncia l’associazione degli agricoltori, si sarebbe appena aggiudicata 11 milioni di euro.

Cooperazione addio, in una sola legislatura

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Dina Galano

IL RAPPORTO. A rischio il 90% dei fondi per gli aiuti allo sviluppo entro il 2013. La denuncia di ActionAid: «L’Italia scomparirà dal 60% del mondo».

Si dissolve all’orizzonte l’impegno italiano alla cooperazione. Il rischio che nella nube dei tagli indiscriminati si perda ogni traccia del contributo italiano alla lotta alla fame e alla povertà nel mondo non è così remoto. «Se non verranno prese misure al termine della XVI legislatura i fondi saranno di fatto azzerati», ha riassunto il segretario generale di ActionAid, Marco De Ponte, illustrando il rapporto “L’italia e la lotta alla povertà nel mondo” presentato ieri a Roma.

La Freedom Flottilla non parte. Sabotaggi alle navi pro Gaza

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Enrico Campofreda

MEDIO ORIENTE. Si moltiplicano i danni alle imbarcazioni di aiuti per i palestinesi della Striscia. Da 22 ne sono rimaste una decina, molte delle quali ferme in Grecia senza autorizzazione.

La flottiglia vuole arrivare a Gaza nonostante tutto: ostacoli diplomatici, divieti e minacce. Da ventidue, prospettate a maggio, le imbarcazioni pro palestinesi pronte ad attraversare il Mediterraneo, restano una decina. Numerosi i sabotaggi. Nei giorni scorsi la nave greco-svedese “Juliano” ha subìto seri danneggiamenti all’elica e all’albero motore, poi s’è scoperta la manomissione dell’imbarcazione irlandese “Saoirse” ormeggiata sulle coste anatoliche.

L’Ocse denuncia: la crisi ha appesantito i bilanci

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Giuliano Rosciarelli

DOSSIER. Per far fronte agli effetti collaterali del più devastante shock economico dal 1929 ad oggi, i governi hanno messo mano alle casse pubbliche e elargito aiuti, difficilmente sostenibili a lungo.

E' nei bilanci degli Stati che la crisi economica ha lasciato le sue tracce più evidenti: per far fronte agli effetti collaterali del più devastante shock economico dal 1929 ad oggi, i capi di governo, lì dove possibile, hanno messo mano alle casse pubbliche e elargito aiuti, difficilmente sostenibili ancora per lungo tempo. A sostenerlo è l’Ocse nel suo rapporto “Uno sguardo sulla pubblica amministrazione 2011”, presentato ieri a Parigi.

Accoglienza “in affitto”. Ecco i costi dell’esodo

Dina Galano

SICILIA. La Regione chiede misure straordinarie per alloggi e cure agli immigrati. Lupo, Pd: «Manca un piano del governo». Oggi si apre il contestato “Villaggio della solidarietà” di Mineo con 2.000 posti.

Per l’Europa, un Paese da 60 milioni di abitanti «non può aver problemi a fronteggiare qualche migliaio di immigrati». Peccato che il governo italiano, sul fronte interno, abbia già imposto oneri di solidarietà molto alti. Prima, e finora unica, ad essere chiamata ad affrontare lo sforzo solidaristico resta la regione Sicilia. Non sono sufficienti i suoi circa 1.800 posti disponibili e vanno potenziate al massimo le sue capacità di accoglienza.
 

Dublino accetta gli aiuti. I Verdi: elezioni anticipate

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Susan Dabbous

IRLANDA. I cittadini manifestano davanti al Parlamento mentre gli alleati di Cowen chiedono le dimissioni del suo governo. I sindacati: «Per salvare le banche tagliano il welfare». Per i lavoratori addio salario minimo.

Tensioni fuori e dentro il Parlamento. Dublino finisce sotto la bufera dopo la decisione di accettare il piano di salvataggio da 90 miliardi di euro, voluto da Unione europea e Fondo monetario internazionale. Ieri, mentre un gruppo di manifestanti si ribellava davanti alla sede istituzionale al nuovo piano di austerità, i Verdi (The Green Party), alleati della coalizione di maggioranza del primo ministro Brian Cowen, hanno chiesto di  andare alle urne il prossimo gennaio, sostenendo che il popolo irlandese ha bisogno di «fermezza politica».
 

Mercati, la paura dilaga. L’Europa aiuterà l’Irlanda

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Susan Dabbous

UNIONE EUROPEA. Germania, Francia, Italia, Regno Unito e Spagna dal G20 assicurano: pronti tutti gli strumenti necessari per un eventuale salvataggio. Un segnale per ripristinare la fiducia verso Dublino.

Dublino come Atene. Il debito degli Stati più indebitati fa innervosire le borse e l’Unione europea corre ai ripari. Così ieri ha fatto quadrato attorno all’Irlanda per assicurare che ci sono «tutti gli strumenti necessari» per un eventuale “salvataggio”.

Gli aiuti annacquati

Diego Carmignani

VENETO. Berlusconi promette 300 milioni per le zone alluvionate. Ma oltre alle spese correnti, ci sono gli interventi strutturali. Un’ennesima dimostrazione della grande sciagura dell’Italia: la mancata prevenzione.

ll maltempo si sposta dal Veneto e si lascia alle spalle i numeri della catastrofe: i danni provocati dall’alluvione, secondo la stima della Regione inviata al dipartimento della Protezione civile, ammontano ad oltre 500 milioni di euro. Lo ha detto il ministro Elio Vito, rispondendo ad un’interrogazione rivolta al ministro dell’Economia sulle iniziative a favore del disastro, con particolare riferimento all’istituzione di un contributo nazionale di solidarietà.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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