al Qaeda

Nel Pakistan alluvionato i talebani fanno proseliti

Susan Dabbous
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CATASTROFI. Oltre 1.600 morti e 13 milioni di persone coinvolte. Questo il drammatico bilancio dell’Onu sui danni provocati dalle piogge. 700mila ettari di coltivazioni distrutte. Intanto al Qaeda si infiltra tra i disperati.

Il grano, le strade, i ponti e le infrastrutture. Tutto è andato perso». Mohsin Leghari, membro dell’assemblea regionale del Punjab, Pakistan, lancia l’allarme sulle perdite nella produzione del cotone, dello zucchero, del riso e del tabacco. Secondo la Fao sono andati distrutti oltre 700mila ettari di coltivazioni. Per il momento il livello dei fiumi è sceso e le condizioni meteo sono buone, la dimensione dei danni durerà peserà nel lungo periodo.
 

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L’ombra di Monaco ’72 sui Mondiali di calcio

Alessio Nannini
TERRORISMO. Un gruppo vicino ad al Qaeda minaccia attentati durante la partita fra Usa e Inghilterra. Nel mirino anche l’Italia. Il ministro Maroni: «Stiamo seguendo la situazione».

La CBS, rete televisiva statunitense, ha riportato la notizia secondo cui il gruppo terrorista Mushtaqun Lel Jannah, vicino ad al Qaeda, starebbe preparando un attentato da mettere in atto durante il mondiale in Sudafrica.

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Yemen, liberati 178 ostaggi

Annalena Di Giovanni
MEDIO ORIENTE. I ribelli del nord del Paese hanno liberato i civili e i soldati governativi che tenevano prigionieri. L’azione arriva un giorno dopo le accuse rivolte da Sana’a di non rispettare l’accordo di pace. Nella zona resta forte la presenza di al Qaeda.

Raggiungeranno Sana’a, finalmente liberi, i 178 prigionieri rilasciati ieri dai ribelli sciiti del nord dello Yemen, guidati dall’imam Abdel Malik al-Houthi. La situazione non fa che peggiorare nella repubblica yemenita, ma quantomeno la liberazione di più di cento prigionieri (soldati, civili, operatori umanitari) è per ora l’unico segno tangibile del cessate il fuoco dichiarato lo scorso 12 febbraio fra ribelli ed esercito. E Arabia Saudita.

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La nuova guerra santa di Osama Bin Laden. L'ambiente

Annalena Di Giovanni
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TERRORISMO. Il capo di al Qaeda dal suo rifugio segreto elabora una nuova delirante fase del pensiero jihadista e diventa ecologista. Alle solite sparate su Bush si aggiungono le citazioni di Chomsky e i rimpianti sul trattato di Kyoto.

Osama goes green: I tempi cambiano e anche per lo sceicco del terrore sembra sia giunto il momento di riporre il Kalashnikov per occuparsi di clima. O, almeno, è quello che ha fatto lui ieri, nel suo ultimissimo video, avvertendo: «Parlare di riscaldamento globale non è un lusso da intellettuali. È un dato di fatto». Attenzione.

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Gli scheletri di Blair

Susan Dabbous
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INGHILTERRA. Saddam Hussein non aveva armi di distruzione di massa. L’ex premier inglese ha dovuto spiegare davanti a una commissione d’inchiesta perché attaccò l’Iraq. Ad attenderlo l’urlo dei pacifisti: «Sei un criminale di guerra».

Appena ha iniziato a deporre dentro il Queen Elisabeth centre, oltre duecento pacifisti hanno dato le spalle al palazzo in segno di protesta urlando «crimanale di guerra». Un uomo ha letto i nomi di civili e militari morti in Iraq.

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Yemen, continua l’offensiva. Arrestati membri di al Qaeda

Susan Dabbous
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MEDIO ORIENTE. Riaperte le ambasciate occidentali nella capitale. Giallo sul fermo, smentito da un giornale locale, del leader terrorista Ahmed al Hanak. Il governo: «Andiamo avanti da soli, aiutati dagli Usa ma senza interventi diretti».

Mentre negli aeroporti internazionali è caccia alla bomba, continua l’offensiva anti terrorista nello Yemen. Il governo di Sana’a ha mandato migliaia di soldati e uomini dei servizi di sicurezza in tre province (Shabwa, Maarib e Abyan) per combattere la cellula locale di al Qaeda, nata ufficialmente all’inizio del 2009 per volontà di Nasir al-Wouhayshi, uno yemenita meglio noto come ex “segretario” di Osama Bin Laden.

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Le richieste degli Usa a Sana'a

Emanuele Bompan
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SICUREZZA. Il segretario di Stato Hillary Clinton pretende uno sforzo maggiore nella lotta contro al Qaeda. «Solo con azioni di rilievo si avrà la pace». Il Pentagono programma attacchi con aerei senza pilota nelle zone occidentali dello Yemen

Dopo le azioni dell’esercito yemenita, che ha colpito nei giorni scorsi alcune cellule di al Qaeda nel nord del Paese, sono state riaperte ieri le ambasciate occidentali nella capitale Sana’a. In un comunicato apparso sul sito della rappresentanza diplomatica americana, gli Usa ringraziano il governo dello Yemen per gli attacchi condotti contro al Qaeda nella Penisola Arabica.

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Chiusura diplomatica a Sana’a

Susan Dabbous
YEMEN. Dopo le ambasciate statunitense e britannica anche quelle giapponese, tedesca e francese hanno deciso di tenere le porte sigillate. L’Italia resta cauta e auspica una decisione europea. Intanto le truppe governative attaccano e uccidono due miliziani

Effetto domino diplomatico a Sana’a, capitale dello Yemen. Paese ormai bollato da tutta la stampa occidentale come «nuova frontiera del terrorismo jiadista». Dopo la decisione di Usa e Gran Bretagna di chiudere le sedi diplomatiche, hanno seguito ieri Giappone, Francia e Germania (al momento solo con la chiusura del consolato). Dimenticandosi, queste ultime, che esiste un’istituzione superiore chiamata Unione europea dotata ormai anche di un alto rappresentante della Politica estera: la neoeletta Catherine Ashton.
 

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Usa, la sfida yemenita

Emanuele Bompan
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TERRORISMO. Concluse le vacanze Obama affronta il nodo al Qaeda, tornato ormai a dettare l’agenda politica per la gioia dei Repubblicani, che accusano di debolezza il presidente. Per il momento si esclude una nuovo fronte di guerra

Il nuovo fronte della guerra asimmetrica è ufficialmente aperto. Le forze yemenite, su esplicita richiesta americana, hanno attaccato Arhab, 40 chilometri a nord della capitale Sana’a, uccidendo due miliziani, ferendone altri tre ma lasciandosi sfuggire Nazih al-Hanq, sospettato di essere il leader di un gruppo affiliato ad al Qaeda e collegato alle minacce di un attacco imminente alle ambasciate americane inglesi ed americane pervenute all’intelligence nei giorni scorsi.
 

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La coppia di italiani rapiti nelle mani di un gruppo di al Qaeda

Pietro Orsatti
TERRORISMO. Il gruppo potrebbe essere lo stesso che ha sequestrato e ucciso a giugno scorso un cittadino britannico in Mali. Il ministro Frattini prima è cauto, poi mostra i muscoli: non vuole cercare contatti per una soluzione negoziata

Il ministro degli Esteri Frattini ancora definisce «verosimile» l’ipotesi che i due italiani rapiti in Mauritania siano effettivamente nelle mani di un gruppo affiliato ad al Qaeda. Prudenza, quindi, dalla Farnesina, nonostante le immagini trasmesse dal canale satellitare al Arabiya siano inequivocabili.

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