Quattro conti sulla morte di Bin Laden

BINLADEN.
Luca Bonaccorsi

L'ANALISI. La missione in Afghanistan costa sempre di più, mentre la sicurezza e l'economia locale sono un disastro. Gli Usa devono scappare appena possibile. E la morte del capo di Al Qaeda sembra portare un messaggio quanto mai utile al ritiro.

Che il temuto Osama sia morto proprio ora è davvero una fortuna. Perché? A volte i numeri aiutano a capire. Nella loro freddezza forniscono informazioni che altrimenti si perdono tra analisi geopolitiche e retroscena, opinabili, dell’attività dei servizi segreti di Paesi come il Pakistan. Il costo cumulato delle guerre al “terrore” degli Usa, ovvero Iraq e Afghanistan, quest’anno supererà quota 1,3 trilioni di dollari (1.300 miliardi). E parliamo del solo costo militare. Esclusi quindi i contratti per la ricostruzione di Usaid e affini.

Blitz Usa in Pakistan. Ucciso Bin Laden

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Susan Dabbous

STATI UNITI. Il leader di al Qaeda si trovava in un accampamento ad Abbottabad, fuori Islamabad. Morti anche altri membri della sua famiglia. I cittadini americani festeggiano.

«Come comandante in capo non potrei essere più fiero dei nostri uomini e delle nostre donne in uniforme». Nel suo breve discorso, pronunciato a dodici ore dall’annuncio della morte di Bin Laden, Obama, ieri, ha reso omaggio ai militari Usa. Osama Bin Laden è morto, lunga vita a Barack Obama. Il presidente americano firma il più grande successo militare e mediatico di tutti i tempi: la cattura e l’uccisione ad Abbottabad, in Pakistan, del principe del terrore ricercato da 10 anni.

I violenti fanatici della jihad globale

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Annalena Di Giovanni da Beirut

SALAFITI Non vogliono liberare la Palestina, vedono Hamas come un branco di eretici che ha tradito la religione. è questo il fenomeno salafita che, ancora una volta, confonde l’Occidente

 

Fawzia Koofi una vita per le donne

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Paolo Tosatti

INTERVISTA. Ha 35 anni ed è stata la prima donna ad essere eletta vice speaker del Parlamento afgano. E' in Italia per presentare il libro autobiografico Lettere alle mie figlie

«Care Shuhra e Shaharzad, oggi andrò a Faizabad e Darwaz per un incontro politico. Spero di tornare presto e di rivedervi, ma devo dirvi che potrebbe non succedere. Ho ricevuto minacce di morte a causa di questo viaggio; forse stavolta quelle persone riusciranno nel loro intento. Essendo vostra madre, mi addolora moltissimo dirvi questo. Ma, vi prego, sforzatevi di capire che sacrificherei di buon grado la mia vita per un Afghanistan pacifico e un futuro migliore per i bambini di questo Paese”.

Nel Pakistan alluvionato i talebani fanno proseliti

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Susan Dabbous

CATASTROFI. Oltre 1.600 morti e 13 milioni di persone coinvolte. Questo il drammatico bilancio dell’Onu sui danni provocati dalle piogge. 700mila ettari di coltivazioni distrutte. Intanto al Qaeda si infiltra tra i disperati.

Il grano, le strade, i ponti e le infrastrutture. Tutto è andato perso». Mohsin Leghari, membro dell’assemblea regionale del Punjab, Pakistan, lancia l’allarme sulle perdite nella produzione del cotone, dello zucchero, del riso e del tabacco. Secondo la Fao sono andati distrutti oltre 700mila ettari di coltivazioni. Per il momento il livello dei fiumi è sceso e le condizioni meteo sono buone, la dimensione dei danni durerà peserà nel lungo periodo.
 

L’ombra di Monaco ’72 sui Mondiali di calcio

Alessio Nannini

TERRORISMO. Un gruppo vicino ad al Qaeda minaccia attentati durante la partita fra Usa e Inghilterra. Nel mirino anche l’Italia. Il ministro Maroni: «Stiamo seguendo la situazione».

La CBS, rete televisiva statunitense, ha riportato la notizia secondo cui il gruppo terrorista Mushtaqun Lel Jannah, vicino ad al Qaeda, starebbe preparando un attentato da mettere in atto durante il mondiale in Sudafrica.

Yemen, liberati 178 ostaggi

Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. I ribelli del nord del Paese hanno liberato i civili e i soldati governativi che tenevano prigionieri. L’azione arriva un giorno dopo le accuse rivolte da Sana’a di non rispettare l’accordo di pace. Nella zona resta forte la presenza di al Qaeda.

Raggiungeranno Sana’a, finalmente liberi, i 178 prigionieri rilasciati ieri dai ribelli sciiti del nord dello Yemen, guidati dall’imam Abdel Malik al-Houthi. La situazione non fa che peggiorare nella repubblica yemenita, ma quantomeno la liberazione di più di cento prigionieri (soldati, civili, operatori umanitari) è per ora l’unico segno tangibile del cessate il fuoco dichiarato lo scorso 12 febbraio fra ribelli ed esercito. E Arabia Saudita.

La nuova guerra santa di Osama Bin Laden. L'ambiente

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Annalena Di Giovanni

TERRORISMO. Il capo di al Qaeda dal suo rifugio segreto elabora una nuova delirante fase del pensiero jihadista
e diventa ecologista. Alle solite sparate su Bush si aggiungono le citazioni di Chomsky e i rimpianti sul trattato di Kyoto.

Osama goes green: I tempi cambiano e anche per lo sceicco del terrore sembra sia giunto il momento di riporre il Kalashnikov per occuparsi di clima. O, almeno, è quello che ha fatto lui ieri, nel suo ultimissimo video, avvertendo: «Parlare di riscaldamento globale non è un lusso da intellettuali. È un dato di fatto». Attenzione.

Gli scheletri di Blair

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Susan Dabbous

INGHILTERRA. Saddam Hussein non aveva armi di distruzione di massa. L’ex premier inglese ha dovuto spiegare davanti a una commissione d’inchiesta perché attaccò l’Iraq. Ad attenderlo l’urlo dei pacifisti: «Sei un criminale di guerra».

Appena ha iniziato a deporre dentro il Queen Elisabeth centre, oltre duecento pacifisti hanno dato le spalle al palazzo in segno di protesta urlando «crimanale di guerra». Un uomo ha letto i nomi di civili e militari morti in Iraq.

Yemen, continua l’offensiva. Arrestati membri di al Qaeda

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Susan Dabbous

MEDIO ORIENTE. Riaperte le ambasciate occidentali nella capitale. Giallo sul fermo, smentito da un giornale locale, del leader terrorista Ahmed al Hanak. Il governo: «Andiamo avanti da soli, aiutati dagli Usa ma senza interventi diretti».

Mentre negli aeroporti internazionali è caccia alla bomba, continua l’offensiva anti terrorista nello Yemen. Il governo di Sana’a ha mandato migliaia di soldati e uomini dei servizi di sicurezza in tre province (Shabwa, Maarib e Abyan) per combattere la cellula locale di al Qaeda, nata ufficialmente all’inizio del 2009 per volontà di Nasir al-Wouhayshi, uno yemenita meglio noto come ex “segretario” di Osama Bin Laden.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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