Giochi del Commonwealth, gli alloggi non sono pronti

Paolo Tosatti

INDIA. La manifestazione prende il via il 3 ottobre ma le abitazioni per ospitare i 7mila atleti che prenderanno parte all’evento devono ancora essere ultimate. E quelle finite versano in pessime condizioni igieniche.

Sporchi, antigienici, ancora lontani dall’essere completati. In sintesi completamente inadatti a ospitare esseri umani al loro interno.

Tutti i numeri di un fallimento. La realtà oltre lo spot del premier

Angelo Venti da L’Aquila

RICOSTRUZIONE Berlusconi festeggia il suo compleanno in Abruzzo. Solito show, solite frasi a effetto. Ma, dopo aver costretto per sei mesi 35mila persone a vivere in tenda o in albergo, ha consegnato le chiavi di casa solo a 400 famiglie.

Per Berlusconi ieri è stata la giornata dei numeri. Il presidente, nel corso della sua 22esima visita nelle zone colpite dal sisma del 6 aprile, ha festeggiato il suo 73esimo compleanno, mentre in 2 dei 19 siti dove 5.000 operai di 16 ditte stanno realizzando 4.700 mini alloggi del Piano Case sufficienti a ospitare 16mila persone, il premier ha consegnato - dopo aver costretto per 6 mesi 35mila persone a vivere in tenda e altrettante negli alberghi sulla costa - le chiavi di casa a solo 400 famiglie.

Nel disastroso dopo tendopoli il tessuto sociale è terremotato

Angelo Venti da L'Aquila

ABRUZZO La prima verifica delle rassicurazioni di Bertolaso, quella di settembre, è un fallimento. La ricostruzione effettiva non parte, ristrutturazioni e consegne degli alloggi in forte ritardo. Il rilancio socioeconomico è compromesso.

La fine di settembre si avvicina e la Protezione civile assomiglia sempre di più all’Armata Brancaleone. Le scuole non sono pronte, l’ultimazione del progetto Case slitta di mesi, le tendopoli chiudono e la politica di spopolamento sta devastando le comunità locali. «Il terremoto si sconfigge solo se si salva la coesione sociale», ha commentato un ex terremotato umbro, ricordando la visita in una microcomunità nei dintorni de L’Aquila.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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