alluvioni

Dal clima alle infrastrutture, le priorità delle associazioni

Daniele Di Stefano
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AGENDA. Wwf, Legambiente, Greenpeace, Lipu e Lav ci anticipano un’ideale agenda verde per il nuovo anno. Dalle grandi attese sul global warming dopo il fallimento di Copenaghen fino all’amianto. Senza dimenticare l’alimentazione.

Un accordo mondiale sul clima che sia degno di questo nome? Il boom, anche in Italia, della green economy?

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L’Italia tagliata in due

Alessandro De Pascale
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MALTEMPO. Nei giorni di Natale le forti piogge hanno provocato frane e alluvioni in tutto il Nord. Migliaia le persone evacuate e isolate. Ora le perturbazioni si spostano al Sud, creando i primi disagi. Numerose strade e ferrovie interrotte

Dopo settimane di freddo, temperature sotto zero e abbondanti nevicate al Nord, ora il maltempo si sposta al Sud. Lasciandosi alle sue spalle esondazioni, frane e numerose strade interrotte. Migliaia le persone evacuate. La Protezione civile ha lanciato ieri una nuova allerta meteo per il Centro-Sud: «Precipitazioni a carattere di rovescio e temporali di forte intensità si stanno accentuando in tutto il Sud», ha spiegato Bernardo De Bernardinis, vicecapo dipartimento.

 

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Territorio martoriato

Massimo Serafini
IN FONDO. L’intensità delle piogge degli ultimi giorni e gli enormi disagi sofferti dai cittadini italiani dimostrano ancora una volta l'estrema vulnerabilità del nostro territorio. Il governo dovrebbe investire denaro nel riassetto idrogeologico del suolo e non in inutili grandi opere che aggiungono cemento a cemento

E' normale che a dicembre ci siano perturbazioni con nevicate e temporali. Meno normale è che maltempo e piogge abbiano sempre conseguenze così devastanti e drammatiche. Di fronte al ripetersi di quelle che una classe dirigente affaristica e incolta si ostina a chiamare “calamità naturali”, un interrogativo a chi governa il Paese, ma anche all’opposizione, va posto: perché mai qualsiasi pioggia cada, normale o eccezionale che sia, le conseguenze per le persone e le cose sono sempre e comunque le più gravi?

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L’Italia va ancora a due velocità: in ritardo il Sud, va meglio al Nord

Alessandro De Pascale
PAGELLA. Conquistano un dieci solo due città del Settentrione. Male Calabria, Campania e Lazio.

Secondo l’indagine di Legambiente, i due comuni che hanno fatto di più sono al Nord. Nella pagella conquistano un dieci solo Canischio (To) e Palazzolo sull’Oglio (Bs). Sul loro territorio «in seguito a interventi di delocalizzazione non esistono insediamenti antropici in aree a rischio idrogeologico - si legge nel rapporto - e viene realizzata un’ordinaria attività di manutenzione delle sponde e delle opere di difesa idraulica».

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Ancora frane e alluvioni E nessuna prevenzione

Alessandro De Pascale
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DOSSIER. Presentata ieri “Ecosistema rischio”, l’indagine di Legambiente sulle attività svolte dai sindaci nei territori più esposti a calamità naturali. Un quadro scoraggiante.

Dopo le tragedie di Messina e Ischia è sempre più urgente un Piano complessivo di riassetto idrogeologico. Soprattutto in un’Italia che si allaga e cade a pezzi. Incuria, abusivismo edilizio, problemi nella pianificazione urbanistica e carenza di manutenzione del territorio fanno crescere i pericoli. I cambiamenti climatici sempre più tangibili con l’alternanza di piogge molto concentrate a lunghi periodi di siccità, fanno il resto.

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L’Italia frana e si allaga. Il governo cerca i fondi

Alessandro De Pascale
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DISSESTO. A Matera si parlerà oggi di come intervenire, agire ed evitare le catastrofi a cinquant’anni dall’alluvione del 1959. Intanto l’esecutivo pensa a un Piano nazionale.

In Italia si interviene solo dopo stragi e morti. Prevenire, evitare e agire in caso di disastri idrogeologici sono le parole d’ordine del convegno “Magna acqua” che si terrà oggi a Matera.

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Giampilieri, il mistero del milione di euro stanziato e sparito nel nulla

Giorgio Frasca Polara
RETROSCENA. La Finanziaria 2006 aveva previsto fondi per «opere di mitigazione rischio idrogeologico nel centro abitato». Denaro pubblico sparito nel buio. L’interrogazione del deputato del Pd Giuseppe Berretta chiede chiarimenti al governo.

Tre anni addietro era stato stanziato un milione di euro - poco, ma meglio di niente - per fronteggiare almeno in parte il già notissimo, tanto precario, assetto idrogeologico di Giampilieri, la frazione di Messina sconvolta da piogge e frane. Questi soldi sono poi letteralmente spariti: quindi, un mese e mezzo fa, ecco la tragedia, con la semidistruzione del piccolo borgo e con più di trenta morti, alcuni dei quali non saranno più trovati.

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Da Lombardo un pieno d’ipocrisia

Valerio Ceva Grimaldi
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INTERVISTA Francesco Ferrante, esponente degli ecodem, lancia il suo j’accuse contro il governatore siciliano: «È curioso che il primo firmatario di un progetto che aumenta le cubature edilizie si faccia ora paladino del suo ritiro».

«Sulla tragedia di Messina stiamo assistendo a un caso emblematico. Un presidente di Regione, Raffaele Lombardo, che ritira un Piano casa di cui è primo firmatario. Che dire: un pieno d’ipocrisia ».

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Piogge che uccidono

Paolo Tosatti
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INDIA Almeno 300 morti e 2,5 milioni di sfollati. È il bilancio, destinato probabilmente ad aumentare, delle violente alluvioni che hanno colpito il Paese. Quasi 400 i villaggi rimasti isolati. Si stimano danni per circa 4 miliardi di euro.

Dopo il Sud Est Asiatico, anche il sub continente indiano fa i conti con il maltempo. Solo la scorsa settimana le autorità avevano annunciato che l’India era alle prese con la peggiore siccità degli ultimi quarant’anni; nel giro di poche ore però la situazione è drasticamente cambiata.

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Tutta l’Italia è a rischio. E per la Sicilia sono spariti 105 milioni

Simonetta Lombardo
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DISSESTO Un decimo del nostro territorio è ad alta criticità idrogeologica e otto Comuni su dieci fanno i conti con situazioni pericolose. Ma il governo taglia i fondi, quelli che erano stati stanziati dall’esecutivo precedente.

La mancata gestione del territorio e i soldi sottratti alla difesa del suolo: sono questi i killer dei morti di Messina. Per la difesa del suolo dalle frane e dalle alluvioni (ormai sono la stessa cosa) alla Sicilia il governo Prodi aveva destinato, nel 2008, circa 105 milioni di euro. Assieme a quelli assegnati alla Calabria, formavano un pacchetto da oltre 151 milioni da cui attingere per tutelare questa risorsa preziosa che è il suolo, un bene che siamo costretti a riscoprire ogni volta che succede quello che è successo a Messina.

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