Veleni lunghi un anno

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Vincenzo Mulè

ECOMAFIE. Saranno noti martedì i risultati delle analisi sulle sostanze presenti nel torrente Oliva. Il procuratore Giordano: «Dati molto gravi». E domenica ad Amantea un incontro chiederà nuove indagini.

È passato un anno, ma la caccia ai veleni non è ancora terminata. Anzi, verrebbe quasi da dire che il peggio deve ancora venire. Saranno infatti pronti martedì e consegnati al procuratore capo di Paola Bruno Giordano, i risultati delle analisi dei prelievi effettuati sul letto del fiume Oliva, nei comuni di Serra D’Aiello ed Aiello Calabro, in provincia di Cosenza. «Sono risultati preoccupanti – anticipa il procuratore – sotto al fiume Oliva c’è di tutto: arsenico, metalli pesanti e sostanze chimiche altamente nocive».

Delitti ambientali, serve la legge

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Valerio Ceva Grimaldi

L’INTERVISTA. Gianfranco Amendola, Procuratore della Repubblica di Civitavecchia e autore di diverse inchieste, dalla malasanità romana fino a Radio Vaticana: «Da anni chiediamo di migliorare la nostra normativa sui rifiuti, molto carente». Ma ci sono da combattere fortissimi interessi.

Gianfranco Amendola è uno dei padri nel nostro ordinamento del diritto per l’ambiente. È stato procuratore aggiunto alla Procura della Repubblica di Roma, deputato europeo dei Verdi nel 1999, vicepresidente della Commissione per la protezione dell’ambiente e autore di numerosi libri in materia di legislazione penale ambientale (tra cui il notissimo In nome del popolo inquinato). È stato anche membro dei direttivi di Legambiente, Wwf e Italia Nostra.

Basta veleni, i calabresi ora chiedono giustizia

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Luca Bonaccorsi da Amantea (Cs)

CORTEO. In migliaia sfilano sotto la pioggia. Tantissimi gli studenti. Il governo sarà costretto ad agire, nonostante l’imbarazzo polemico del ministro Prestigiacomo.

Non è bastata la pioggia battente. E neanche le onde giganti che spazzavano il lungomare. Ieri ad Amantea insieme agli elementi naturali a urlare rabbia e indignazione c’erano pure migliaia di persone. C’erano i calabresi, certo. Ma anche cittadini venuti dal resto del Paese per unirsi alla denuncia di quella che potrebbe rivelarsi una delle più gravi catastrofi ambientali d’Italia. È la storia della Cunski, della Rigel e della Michigan. Ma è anche la storia di Aiello calabro e di Crotone.

La verità venga a galla

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Vincenzo Mulè

SCANDALI. Numerose prove certificano la colpevole sottovalutazione del caso "navi dei veleni". Oggi ad Amantea una grande manifestazione per chiedere che sia fatta piena luce. Tra faccendieri, affari e punti oscuri, ancora troppi i misteri.

«Facciamo un patto: lei deve rispondere alle domande che io le faccio, senza divagare, perché non serve. A noi non interessano i complotti e le altre cose, ci interessa la conoscenza dei fatti ». Nell’ottobre del 2004, in qualità di presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, Carlo Taormina ascolta in audizione pubblica Giampiero Sebri, un ex trafficante di rifiu- ti tossici.

Scorre veleno nel Sud

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Vincenzo Mulè

INCHIESTA A San Pietro, Amantea, Malito, Cleto, Serra d’Aiello, Foresta e in molti altri paesi calabresi la morte arriva dai fiumi, dalle falde e dai terreni contaminati con materiale tossico e radioattivo. Nuove indagini della magistratura.

«Con l’attuale disponibilità di informazioni in possesso dello scrivente si può senz’altro confermare l’esistenza di un eccesso statisticamente significativo di mortalità nell’area del distretto sanitario di Amantea rispetto al restante territorio regionale, dal 1992 al 2001, in particolare nei comuni di Serra d’Aiello, Amantea, Cleto e Malito».

Anche l’Aspromonte e la Basilicata nel dossier dei veleni

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Vincenzo Mulè

RIFIUTI TOSSICI La scoperta del relitto nei fondali al largo di Cetraro costringe tutti a tornare a riconsiderare le dichiarazioni di Francesco Forti, il pentito della ’ndrangheta grazie al quale è stato possibile risalire alla nave.

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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