Petrolchimico di Gela. Una fabbrica di veleni

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Diego Carmignani

AMBIENTE. Idrocarburi sversati in mare e finiti nell’impianto antincendio. Indagati i vertici della raffineria siciliana, dove è stata inoltre messa sotto sequestro una vasca con 7 tonnellate di amianto.

Casualmente, durante una verifica effettuata nel 2010, nell’impianto antincendio del pontile principale della raffineria Eni di Gela, vennero trovate tracce di idrocarburi nell’acqua di mare utilizzata per le esercitazioni. In seguito, le indagini appurarono che l’evenienza era dovuta ad un incrocio tra la linea antincendio e i tubi utilizzati per caricare e scaricare il petrolio da e sulle navi cisterna.

Processo Eternit. L’accusa chiede 20 anni

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Rossella Anitori

AMIANTO. Il pm Guariniello ha chiesto la pena massima per i dirigenti della multinazionale. «Gli imputati non si sono limitati a calcolare il rischio del disastro, ma lo hanno accettato».

Vent’anni di reclusione. È la condanna chiesta dal pubblico ministero Raffaele Guariniello per i top manager della multinazionale elvetica Eternit Spa, il miliardario svizzero Stephen Schmideiny e il barone belga Jean Louis Marie Ghislain de Cartier de Marchienne, nel corso del maxi-processo che si celebrato ieri a Torino. I due sono accusati di disastro ambientale doloso e omissione volontaria di cautele nei luoghi di lavoro. Stando alle indagini, le vittime, tra lavoratori e cittadini deceduti o ammalati, sarebbero oltre 3mila.

Montedison, le prove che inchiodano i vertici

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Giorgio Mottola

MANTOVA. Operai in mezzo alle polveri di amianto: nuove prove contro i dirigenti dello stabilimento chimico accusati della morte di 72 operai. Per anni l’Asl ha finto di non sapere.

La Montedison di Mantova è stata per anni una zona franca. Gli operai lavoravano a contatto con sostanze nocive, mortali, senza alcuna garanzia sulle norme di sicurezza sul lavoro. Lo sapevano tutti, compresa l’Asl e l’ispettorato del lavoro. Che non si è limitata a chiudere un occhio. Per vent’anni ha fatto finta di non vedere. Nella Montedison non si facevano controlli: ai dirigenti veniva concesso tutto. Anche se queste concessioni, a distanza di qualche anno, avrebbero comportato la morte di centinai di lavoratori.

L’amianto continua ad uccidere

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Anna Pellizzone (Terra Milano)

SALUTE. La Regione presenta la Giornata mondiale delle vittime che si terrà il prossimo 28 aprile. Solo in Lombardia 800 morti l’anno.

Circa 2 milioni e 800mila metri cubi ancora da bonificare. Ma soprattutto 800 morti l’anno per mesotelioma, altri tipi di neoplasie polmonari e asbestosi. I dati che parlano di amianto in Lombardia fanno paura e il peggio deve ancora arrivare, perché il picco di decessi causati dalla fibra killer è atteso tra il 2015 e il 2020.

Una scuola insicura e insostenibile

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Diego Carmignani

DOSSIER. Legambiente presenta il rapporto annuale sull’edilizia scolastica italiana. Più di un terzo degli edifici ha urgente bisogno di manutenzione. Oltre la metà è in area a rischio sismico.
 

Le infelici uscite del nostro premier in merito alla scuola pubblica hanno sollevato un inevitabile vespaio di polemiche, dichiarazioni e controffensive. Alla breve vita delle parole, si suole rispondere con la solidità dei fatti. Giunge così come un risveglio sulla nuda realtà il rapporto annuale che Legambiente dedica allo salute dell’edilizia scolastica italiana.

L’emergenza amianto nel nostro Paese. Le norme, i ritardi, le proposte

Maria Angela Amato

COMMENTI. Trani, 2 dicembre 2010. Il circolo locale di Legambiente divulgava in una nota i siti in cui è stata rinvenuta la presenza di amianto, evidenziando quelli particolarmente pericolosi per la vicinanza a scuole e a residenze.

Trani, 2 dicembre 2010. Il circolo locale di Legambiente divulgava in una nota i siti in cui è stata rinvenuta la presenza di amianto, evidenziando quelli particolarmente pericolosi per la vicinanza a scuole e a residenze. L’Italia è stato uno dei produttori ed utilizzatori di amianto più rilevanti, sino alla fine degli anni ‘80.

Amianto, niente bonifica

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Anna Pellizzone (Terra Milano)

ALER. A due anni dalle promesse di rimozione, le case in via Russoli hanno ancora i rivestimenti tossici.

Quattro edifici impacchettati da oltre 30 anni da 136 tonnellate di amianto, 8 morti di mesotelioma nel giro di pochi anni e circa 200 famiglie esposte alle fibre killer tanto in voga negli anni ’70 e ’80. Nelle palazzine dell’Aler di via Russoli, zona sud di Milano, a pochi passi dalla frequentatissima università Iulm, si continua a morire di amianto. Gli edifici, ricoperti dal velenoso materiale sia sulle pareti esterne, sia all’interno dei condotti di aerazione degli ascensori, potrebbero avere silenziosamente avvelenato per decenni centinaia di persone.

Uno sportello contro l’amianto

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Massimo Andreozzi (Terra Lazio)

INIZIATIVE. E' stato presentato a Roma nel locale Beba do Samba il progetto di consulenza sul problema per cittadini e lavoratori.

L'amianto continua a fare le sue vittime e per non dimenticarlo domenica scorsa, 8 gennaio, è stato presentato al Beba do Samba, storico locale di San Lorenzo, il progetto “Sportello Amianto”, un servizio a vantaggio dei cittadini e dei lavoratori per informare sul problema, documentare casi e fornire una consulenza legale. L’inaugurazione dello sportello, avvenuta durante la seconda assemblea nazionale “Calpestare l’oblio”, si è svolta di fronte ad un folto pubblico interessato alla questione.

La lotta di Crema contro l’amianto

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Ylenia Sina

PROTESTA. La discarica dovrà aspettare. Il Tar di Brescia rinvia la decisione sulla sua realizzazione a data da destinarsi.

La realizzazione della discarica di amianto di Cappella Cantone è rimandata a data da destinarsi. È questa la decisione del Tar di Brescia che il 27 ottobre ha rinviato l’udienza sulla realizzazione dell’opera nociva. Una vittoria importante, anche se non definitiva, per i cittadini che sabato 23 ottobre, proprio in occasione dell’udienza, hanno manifestato in due presidi, uno davanti alla sede del Comune di Cappella Cantone e uno fuori dal sito della discarica.
 

L’amianto di Bagnoli a processo

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Pierluigi Schiano Moriello (Terra Campania)

IL CASO. Iervolino e Bassolino, testimoni nel procedimento a Torino, confermano le preoccupazioni per ambiente e salute nell’area flegrea.

Lunedì scorso si sono aperte le porte del tribunale per il sindaco Rosa Russo Iervolino e l’ex-presidente della Regione Antonio Bassolino, convocati in qualità di testimoni negli ultimi incontri in corso a Torino per il caso Eternit.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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