Saharawi, la dura vita di un popolo che non ha più diritti

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Bruno Picozzi

AFRICA. Dopo lo sciopero della fame dell’attivista Aminatou Haidar, nella terra contesa tra indipendentisti e autorità del Marocco è scoppiato lo scandalo degli aiuti alimentari ai profughi. Secondo Rabat i ribelli li rivendono per comprare armi.

I 32 giorni di sciopero della fame dell’attivista saharawi Aminatou Haidar hanno riportato sotto i riflettori la questione del Sahara Occidentale. Quasi a orologeria è scoppiato in Marocco lo scandalo, tale o presunto, degli aiuti alimentari ai profughi saharawi che, elargiti in quantità da agenzie e Ong internazionali, verrebbero rivenduti sul mercato nero dai ribelli indipendentisti del Frente Polisario, per finanziare l’acquisto di armi e per mantenere i profughi in uno stato di bisogno utile a fare pressioni sulla comunità internazionale.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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