Nigeria, il petrolio scorre dove la Terra sanguina

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redazione

AMBIENTE. Esce oggi il dossier di Crbm (Campagna per la riforma della Banca mondiale) sul devastante impatto delle multinazionali petrolifere che operano nel Delta del Niger. Non solo Shell ma anche Eni, attiva nel Paese da oltre 40 anni.

Amnesty International, Campagna per la riforma della Banca Mondiale (Crbm) e Aktivamente promuovono stasera dalle 20,30 al cinema Aquila a Roma una serata-evento dedicata ai diritti umani e all’ambiente nel Delta del Niger. Si tratta della regione della Nigeria più ricca di petrolio, ma anche la più povera e degradata dal punto di vista ambientale.

Genova, oggi il corteo Tra timori e polemiche

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Rossella Anitori da Genova

MOBILITAZIONI. Centinaia di migliaia di persone in piazza per «tessere reti di solidarietà». Grande spiegamento di forze dell’ordine ma il comitato promotore assicura: «Manifestazione pacifica».

Diaz, Bolzaneto, Piazza Alimonda. Tre luoghi simbolo della violenza che fu perpetrata dieci anni fa a Genova, in occasione della manifestazione di contestazione per il G8 che in quei giorni si svolgeva nel capoluogo ligure. Dieci anni di ingiustizie e mancate assunzioni di responsabilità. Dieci anni in cui un movimento di centinaia di migliaia di persone, che oggi torna a incontrarsi a Genova, non ha mai smesso di reclamare verità.

Italia, Paese dei diritti negati

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Federico Tulli

L'EVENTO. Alla sala della Polveriera (ore 14,30) Amnesty international presenta il Rapporto annuale 2011. Il dramma dei migranti.

C'è anche l’Italia tra i Paesi che Amnesty international mette sul banco degli accusati per una cattiva politica di gestione e tutela dei diritti umani. «Richiedenti asilo e migranti hanno continuato a essere privati dei loro diritti, in particolare per quanto riguarda l’accesso a una procedura di asilo equa e soddisfacente. Le autorità non li hanno adeguatamente protetti dalla violenza a sfondo razziale e, facendo collegamenti infondati tra immigrazione e criminalità, alcuni politici e rappresentanti del governo hanno alimentato un clima di intolleranza e xenofobia».

La vita pericolosa di chi difende i diritti umani

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Dina Galano

RAPPORTO AMNESTY. L’associazione celebra i suoi cinquant’anni con una nuova campagna di solidarietà: «Migliaia di persone rischiano anche per noi». Luci e ombre nel bilancio del 2010.

Quella di Amnesty international, contenuta in oltre 700 pagine di rapporto, non è soltanto una ricostruzione affidabile delle violazioni dei diritti umani che si sono verificate nel 2010. In occasione dei cinquant’anni di attività, l’associazione festeggia anche i risultati ottenuti nel campo della abolizione della pena di morte, della consegna alla giustizia internazionale dei colpevoli di crimini contro l’umanità, la mobilitazione dei difensori dei diritti umani nel mondo.

«Battisti a rischio torture»

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Susanna Marietti (L'inkontro.info)

INTERVISTA. Carlos Lungarzo di Amnesty International, tra i promotori della campagna brasiliana contro l’estradizione.

Continuano gli aspri dibattiti sulla decisione del governo brasiliano di non estradare Cesare Battisti. Decisone che in Italia ha riaperto polemiche mai sopite sul terrorismo degli anni Settanta. In merito a questa controversa decisone, abbiamo sentito Carlos Lungarzo, autorevole attivista di Amnesty International, nonché uno dei promotori della campagna brasiliana contro l’estradizione di Battisti.
 

Così la crisi umanitaria espone le donne a continue violenze

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Dina Galano

HAITI. La denuncia di Amnesty international: «Gli stupri sull’isola sono all’ordine del giorno».
A raccontare i dettagli di ciò che avviene nei campi sono le stesse vittime, il più delle volte minori.

Dopo il tramonto le donne haitiane sono prese dal terrore. «Di notte non possiamo dormire a causa delle continue violenze. Perché gli aggressori non dormono, non smettono di sparare, per tutta la notte. Ieri abbiamo lasciato il campo raggiungendo la strada, senza avere un posto dove andare. E mi sono corsi dietro, colpendomi al piede. Noi non possiamo dormire, dobbiamo stare sveglie accanto ai nostri bambini».
 

Tra il Nobel e le mine

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Diego Carmignani

GIRADISCHI. Nei digital stores, il brano di Luca Bussoletti “A solo un metro” con Dario Fo. Una ballata contro gli ordigni anti-uomo i cui proventi andranno ad Amnesty International.

l numero di mine anti-uomo che vengono collocate ogni anno nel mondo supera il milione”, “Gli ordigni neutralizzati ogni anno nelle operazioni di sminamento non sono più di duecentomila”, “Il 30 per cento delle vittime delle mine anti-uomo sono bambine e bambini”.

Detenuti eritrei, si muove Amnesty

MIGRANTI. Amnesty International ha lanciato un’azione urgente chiedendo al governo della Libia di non rimpatriare in Eritrea un gruppo di oltre 200 eritrei che si trovano attualmente nel centro di detenzione di Sabha, nel sud della Libia, in condizioni drammatiche.

Amnesty International ha lanciato un’azione urgente chiedendo al governo della Libia di non rimpatriare in Eritrea un gruppo di oltre 200 eritrei che si trovano attualmente nel centro di detenzione di Sabha, nel sud della Libia, in condizioni drammatiche.

Amnesty bacchetta l’Italia. Ma Frattini non ci sta

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Paolo Tosatti

DIRITTI. Il rapporto annuale presentato ieri a Roma non risparmia critiche alle grandi potenze, Usa, Russia e Cina in testa. Dito puntato anche contro l’Italia, colpevole di gravi violazioni. E il ministro degli Esteri si infuri.

Nelle oltre 600 pagine di dossier presentate ieri a Roma l’organizzazione traccia un quadro preciso e puntuale della situazione dei diritti umani nel mondo, passando in rassegna 159 Paesi.

«Corte penale internazionale, Usa, Cina e Russia diano l’ok»

Paolo Tosatti

INTERVISTA. A colloquio con Christine Weise, presidente della sezione italiana di Amnesty. «La Cpi deve poter ampliare il proprio raggio d’azione. Tutti i membri del G20 ratifichino lo statuto».

Christine Weise, presidente della sezione italiana di Amnesty international, parla a Terra dei prossimi appuntamenti che vedranno impegnata la comunità internazionale sul tema dei diritti umani. Con un’occhiata specifica alla situazione italiana. 
 
A settembre si terrà la conferenza delle Nazioni unite sugli Obiettivi del millennio. Il quadro tracciato dal vostro rapporto suggerisce però che questi traguardi sono ancora molto lontani dall’essere raggiunti...

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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