Greenpeace boccia le analisi dell’Ue sulla sicurezza atomica

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Susan Dabbous

DOSSIER. Gli stress test sui reattori voluti da Bruxelles sono «incompleti e approssimativi». La Ong presenta un mappa con le criticità delle centrali. In Svizzera ce n’è una uguale a quella di Fukushima.

"Clicca la tua centrale”. Tra le tante funzioni di google maps da ieri ce n’è una nuova che permette di vedere quanto vecchi e insicuri siano i 143 reattori nucleari europei. Dopo mesi di analisi, Greenpeace ha presentato una cartina che restituisce agli utenti i risultati degli stress test effettuati sulle centrali del Vecchio continente imposti da Bruxelles all’indomani del disastro di Fukushima. La mappa è consultabile su www.greenpeace.org/eu-unit/en/stress-tests-map.

Strade al posto degli alvei, così il cemento uccide

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Franco Ortolani

ANALISI. Il geologo: «Con il genio ingegneristico contadino gli abitati erano separati dai torrenti». Poi, in nome dello “sviluppo”, sono stati tombati.

I centri abitati delle Cinque Terre, Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore, sono state riconosciute dall’Unesco, nel 1997, Patrimonio Mondiale dell’Umanità (582 siti in tutto il mondo). La motivazione che ha riconosciuto le Cinque Terre un monumento dell’uomo e della natura è la seguente: «La regione costiera ligure nella zona delle Cinque Terre costituisce un patrimonio di alto valore paesaggistico e culturale.

Acquaria, in mostra l’acqua che si salva

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Samantha Catini

APPUNTAMENTI. Il 25 e 26 ottobre prende il via a Verona la rassegna delle tecnologie per l’analisi, la distribuzione e il trattamento dell’oro blu.

La si potrebbe chiamare la biennale di Verona, anche se non si parla di arte, è ACQUARIA. A pochi passi dal lido più famoso del mondo, infatti, il 25 e 26 ottobre si svolgerà negli spazi di Veronafiere la Mostra Convegno delle tecnologie per l’analisi, la distribuzione e il trattamento dell’acqua e dell’aria.

L’incubo della recessione

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Tommaso Antonucci (Terra L'Inkontro)

ANALISI. Al via una serie di punti di vista sul rischio default dell’Italia. «Riforma fiscale e green economy le priorità».

Il percorso di default pilotato non corrisponderebbe ad una via di uscita dalla crisi, ma ad una delle possibili soluzioni alle pressanti richieste del mondo finanziario. Nello scenario post default, per quanto pilotato possa essere, con tutta probabilità il PIL decrescerebbe, l’Italia tornerebbe ai margini dell’Europa e non ci sarebbero, per molti anni, le condizioni per nuovi investimenti pubblici.

L’arrembaggio dei corsari che imbarazza Verdi e Linke

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Enrico Campofreda

ANALISI. Identikit del movimento dei “pirati” - la Piratenpartei - che alle amministrative di Berlino ha sottratto consensi agli ecologisti e alla sinistra. Ma che ha intercettato preferenze anche a destra.

La vela del logo, più vichinga che nibelunga, era dispiegata da cinque anni. Nelle elezioni del 2009 conseguendo un 2% nazionale la Piratenpartei ricevette anche la visita di cortesia della cancelliera Merkel. Alle elezioni locali di domenica scorsa a Berlino, ha attraccato sulle rive della Sprea con un fragoroso 8,9% definito dai media un arrembaggio. Ma il movimento, sicuramente di rottura, non mostra velleità di saccheggio piuttosto si autodifende.

Com’era già “verde” il Cantico di Francesco

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Mimmo De Cillis

ANALISI. Chiesa e ambiente. Quella del papa in Germania è stata una “svolta ecologista”? Semmai il richiamo alla sua dottrina sulla “legge morale naturale”. Con un occhio a giovani e Grunen.

C'è la “teologia verde” di Francesco di Assisi; c’è il riconoscimento politico di un movimento, quello verde, oggi significativo sulla scena politica tedesca; c’è l’urgenza di parlare “la lingua dei giovani”; c’è la volontà precisa di coniugare i temi della pace e dello sviluppo a quelli, non meno pressanti, della salvaguardia dell’ambiente.

Il fantasma ottomano

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Eric Salerno

ANALISI. Sfida mediterranea e strategia globale: la Turchia suscita preoccupazioni e spavento. Ma la politica di Erdogan colma un vuoto frutto di miopia e interessi di bottega.

Il Mediterraneo sta cambiando e rischia di travolgere, diplomaticamente ed economicamente, chi non ha voluto comprendere segnali di evoluzione neanche tanto nascosti. La primavera araba ha colto di sorpresa Europa e Mondo arabo solo perché, da un lato e dall’altro di questo grande lago che ci unisce, la miopia faceva comodo. Tranne, ovviamente, che ai popoli costretti da decenni a vivere sotto il peso di dittature repressive sostenute politicamente ed economicamente, dall’Occidente.

Un po’ di quiete in mezzo alla tempesta

Luca Bonaccorsi

La sensazione di fine settimana scorsa era corretta. La scia di pessime notizie aveva causato danni limitati ai mercati, e questo di solito è il segno che gli investitori sono, in gergo, “scarichi”. Nel senso che hanno venduto il vendibile e sono molto liquidi. In queste condizioni il mercato diventa suscettibile a rally inattesi, tipici short squeeze. Ieri il copione si è ripetuto.
 

Ecologia dell’Apocalisse. Nuovi millenaristi all’attacco

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Luca Bonaccorsi

ANALISI. L’insoddisfazione per il presente e l’ansia per un mondo più giusto precipitano nella storia in costrutti catastrofisti. Breve rassegna dalla fine del mondo al “comunistambientalismo”.

La distruzione del mondo presente è imminente, e prelude ad un nuovo ordine. In cui gli oppressi saranno finalmente liberati dai loro oppressori». Quante volte la storia è stata attraversata dall’attesa messianica, tipica dei millenaristi d’ogni tempo. Da coloro che attendevano (e attendono) la seconda venuta di Cristo, a chi aspettava i cavalli dell’armata rossa abbeverarsi in piazza San Pietro, passando per i giovani socialisti rivoluzionari che volevano impiccare “l’ultimo Papa con le budella dell’ultimo Re”.

Così i mercati (tardivamente) provano ad aggiustare il tiro

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Carlo Freboudze

ANALISI. Il settore finanziario del mondo occidentale è praticamente fallito da tre anni. A tenerlo in piedi, i sussidi statali. Ma a spese della collettività. Ora puntare sulla vera crescita.

Finalmente una svolta nell’andamento dei mercati, che dopo mesi di oscillazioni quasi casuali sembrano riprendere il contatto con la realtà. Il settore finanziario del mondo occidentale è praticamente fallito da tre anni. I sussidi statali lo tengono in piedi a un prezzo carissimo pagato dalla collettività. Si sa che si può uscire da questo buco solo con una crescita robusta che permetta negli anni di ripagare i debiti.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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