Borsa, titoli senza entusiasmi. Ancora ombre sulla crescita

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Carlo Freboudze

FINANZA. Solo a metà pomeriggio si è registrato qualche dato positivo, ma dopo poche ore la doccia fredda: indici in flessione. E c’è attesa per gli esiti dell’incontro tra Sarkozy e Merkel.

Dopo il lungo week-end di ferragosto i mercati europei aprono mentre le piazze asiatiche chiudono senza variazioni di rilievo. Di prima mattina la Germania annuncia che nel secondo trimestre dell’anno la crescita del Pil è stata quasi pari a zero, con debolezza nei consumi privati e nelle costruzioni, dato simile a quello francese di venerdì scorso. I mercati temono che il meglio della crescita in Europa sia già dietro le spalle, e che le attese sul 2011 debbano essere riviste. Per prime reagiscono le borse.

Il fantasma che si aggira per l’Europa

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Bruno Picozzi (Inserto domenicale)

MONDO. Grecia verso il default? Dei 340 miliardi di euro di debito complessivo, che fa suppergiù 30mila euro a testa per ogni cittadino, compresi neonati e ultracentenari, 46 miliardi in buoni del tesoro sono nelle banche francesi e tedesche. Questo spiega perché Angela Merkel e Nicolas Sarkozy sono così solerti nel volere fortissimamente il salvataggio di Atene. Anche la Banca centrale europea è esposta per 120 miliardi di euro. E sono a rischio Portogallo, Italia e Spagna. È il patatrac della globalizzazione in salsa europea?

Il mondo è depresso! Nel senso di depressione economica. Paperoni e Rockerduck del pianeta sono stati messi alle corde dalla crisi che spazza il pianeta fin dal 2006. Riusciranno forse, loro, a salvare depositi e portafogli ma, dopo l’Islanda, anche la Grecia rischia il fallimento. Questo in soldoni, anzi in euro, è quanto tutti abbiamo ormai imparato dopo anni di spiegazioni tecniche e paralipomeni al crollo dei mutui subprime negli Usa.

La lezione di Berlino. Così vive una città verde

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Tullio Berlenghi

EVENTI. Nella città tedesca si è svolto il quinto meeting europeo degli eletti Verdi negli enti locali. Per rilanciare con forza la condivisione di un progetto politico che non conosce confini.

Si capisce subito chi è abituato ad andare in bicicletta. Bici su un lato, mani sul manubrio, piede opposto sul pedale, lieve spinta col piede a terra per agevolare il mantenimento dell’equilibrio e rapido movimento della gamba per superare il sellino e permettere al piede di raggiungere l’altro pedale. Michael Cramer, classe 1949, ex parlamentare Verde europeo, ripete con grande disinvoltura un movimento che avrà fatto migliaia di volte.

La Germania dice addio al nucleare per sempre

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Susan Dabbous

ENERGIA. La decisione è irreversibile. Il ministro dell’Ambiente Röttgen: «Chiusura immediata per le 8 centrali più vecchie, le altre 9 chiuderanno entro il 2022». I Verdi: disarmo atomico subito.

Tempo scaduto. La pausa di riflessione iniziata dopo l’incidente di Fukushima è finita. La Germania abbandona il nucleare per sempre. Ad annunciare la decisione storica, che fa del Paese la prima potenza industriale a sbarazzarsi dell’atomo, è stato, ieri notte, il ministro dell’ambiente Norbert Rottgen, in seguito alla riunione straordinaria dei leader della coalizione di governo con la cancelliera Angela Merkel. Poco più che trentenne, Rottgen dopo aver annunciato la decisione che costerà alla Germania 40 miliardi di euro, se ne è andato via in sella alla sua bicicletta.

L’incubo Fukushima spegne i reattori europei

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Dina Galano

NUCLEARE. La Cancelliera Merkel decide per una sospensione di 3 mesi del prolungamento della vita delle centrali. Anche la Svizzera è per lo stop. Austria, Belgio e Finlandia avviano una riflessione.

Ai connazionali che si trovano in Giappone, i governi europei consigliano il ritorno in patria. L’Europa evacua, in reazione al crescente allarme radioattività. E sospende i programmi nucleari attivi sul proprio territorio.

Economia con la G

Paolo Tosatti

SUMMIT Accordi sugli obiettivi ma non sulla strada da percorrere per raggiungerli. Il doppio vertice canadese si chiude con molte divisioni

Tutti d’accordo sugli obiettivi, nessuna intesa sulla strada per raggiungerli. Alla fine del doppio vertice in Canada i Grandi del pianeta hanno sottolineato che «la ripresa prende piede», che l’economia mondiale è arrivata a un «crocevia», che la «speranza e l’ottimismo» che iniziano a vedersi devono essere sfruttati per costruire società «più eque, partecipate e sostenibili in tutto il mondo».

L’euro debole fa bene all’Europa, anzi alla Merkel

Luca Bonaccorsi

MERCATI. Un brivido freddo ha attraversato la schiena di molti operatori, ieri mattina all’apertura dei mercati. Il lunedi asiatico è una schifezza difficile da digerire: Tokyo giù del 4%, strozzata da uno yen troppo forte, dai dubbi sulla robustezza dell’Europa e dalla brutta sorpresa di venerdì (i dati sull’occupazione Usa) ancora da digerire.

Un brivido freddo ha attraversato la schiena di molti operatori, ieri mattina all’apertura dei mercati. Il lunedi asiatico è una schifezza difficile da digerire: Tokyo giù del 4%, strozzata da uno yen troppo forte, dai dubbi sulla robustezza dell’Europa e dalla brutta sorpresa di venerdì (i dati sull’occupazione Usa) ancora da digerire. L’Asia in generale ha chiuso in profondo rosso, e l’Europa ha aperto la settimana andandole dietro.

Merkel affossa le Borse

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Luca Bonaccorsi

MERCATI. Unilaterale e improvviso, il divieto di vendita allo scoperto per una serie di azioni e obbligazioni deciso ieri dal governo tedesco ha gettato i mercati nel panico. Dopo la Grecia, Berlino sbaglia ancora.

Non c’è pace tra i politici tedeschi e i mercati finanziari.

Clima, potere alle donne

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Simonetta Lombardo e Emanuele Bompan da Copenaghen

COPENAGHEN. L’accordo è di nuovo possibile. Un fondo comune per i paesi più poveri, subito, e un trattato legale tra sei mesi. Questi i due pilastri per rilanciare i negoziati che si concludono oggi. A sbloccare lo stallo, Hillary Clinton e Angela Merkel.

L’accordo è di nuovo possibile. Un fondo comune per i paesi più poveri, un “cappello politico”, un trattato legale tra sei mesi. Sono due donne di polso a lanciare il cuore al di là dell’ostacolo e a galvanizzare il morente vertice di Copenaghen, restringendo il numero delle opzioni in campo e aggregando i fronti negoziali.

Berlusconi senza freni

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO Il premier attacca «il partito dei giudici» e accusa il capo dello Stato e la Consulta di essere istituzioni di parte. Napolitano: «Preoccupato per il violento attacco». E ora potrebbe pretendere un chiarimento.

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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