Si moltiplicano le idee. Alfano cerca la quadra

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Eloisa Covelli

MANOVRA. Il segretario del Pdl incontra oggi “frondisti” e “scajoliani” per tentare una sintesi. Silvio Berlusconi vede Umberto Bossi lunedì. L’Udc apre, ma a patto che la Lega venga isolata.

Se da un lato si disgregano, dall’altro si aggregano. Il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, uno dei “ribelli”, incontra prima a cena e poi a pranzo il segretario del Pdl, Angelino Alfano. Alcuni di loro non gradiscono l’iniziativa («Non so a che ora si incontreranno», dice Stracquadanio a Terra, «si tratta di un incontro privato»). Dall’altra parte i malpancisti cercano un fronte comune con l’ex ministro Claudio Scajola (e i suoi), che vuole tornare a galla dopo lo scandalo della casa con vista sul Colosseo.

Nitto Palma dopo Alfano. E Bossi evita il premier

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. L’ex sottosegretario agli Interni è il nuovo ministro della Giustizia. Anna Maria Bernini alle Politiche comunitarie. Via al rimpasto, ma salta il chiarimento con la Lega.

Francesco Nitto Palma è il nuovo ministro della Giustizia e Anna Maria Bernini è la nuova titolare del dicastero delle politiche comunitarie. Silvio Berlusconi è salito sul Colle del Quirinale alle 17 e ha incassato il sì del Capo dello Stato sui due nuovi ministri. Che la giornata buona per il completamento della squadra di governo fosse ieri, nonostante i funerali del caporalmaggiore Davide Tombini ucciso in Afghanistan fissati nel pomeriggio, si è capito in mattinata.

E' iniziato il dopo Silvio. Brutta aria nel Palazzo

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Augusto Romano

SCENARI. Dopo il voto su Papa a Montecitorio si è certi che il governo non arriverà a fine legislatura. Si discute se si andrà al voto o ad un nuovo esecutivo. Voci su una nuova guerra di dossier.

Il governo provvisorio di Napolitano – così ormai lo chiamano a Montecitorio – non può durare fino alla fine della legislatura. Il ruolo di “supplenza” svolto negli ultimi mesi dal presidente della Repubblica ha consentito l’approvazione della manovra finanziaria e la partecipazione italiana alle missioni in Libia. Scansato per un pelo, almeno per ora, il rischio di un attacco speculativo e con Berlusconi tornato a farsi vivo dopo la sentenza Cir e una manovra su cui non voleva mettere la faccia, si riaprono i giochi.

«Alfano attacca la Costituzione»

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Anna Pellizzone (Terra Milano)

INTERVISTA. La riforma della giustizia secondo Manuela Massenz, componente della Giunta distrettuale di Milano dell’Anm.

Alfano ne aveva annunciato la discussione prima della pausa estiva, ma nel calendario della Camera di luglio non c’è traccia della riforma della giustizia, che sarà quindi esaminata dopo il mese di agosto. Per parlare di giustizia e riforme, incontriamo Manuela Massenz, pubblico ministero presso la Procura di Monza e componente della Giunta distrettuale di Milano dell’Associazione Nazionale Magistrati.
 

Arrestato Gambino, Pdl nel caos

Giuseppe Parente (Terra Napoli)

POLITICA. Il sogno del “Partito degli onesti” s’infrange sulle accuse al consigliere regionale fermato ieri e accusato di vicinanza ai clan.

Angelino Alfano, primo segretario nazionale del Popolo delle libertà, ha sicuramente un grande merito, quello di aver finalmente fissato dei paletti all’interno del partito per cui finalmente si parla, concretamente, di regole e sanzioni, di talento e di merito, di partecipazione democratica da parte degli iscritti e dei militanti.

Tre anni di ingiustizia. Pesa l’eredità di Alfano

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Dina Galano

POLITICA. Nominato segretario del Pdl, il Guardasigilli per ora non abbandona. Dal suo mandato, il sistema giudiziario esce sfinito. Le carceri mai così affollate. E Pannella rafforza il suo digiuno.

Per il governo sarà difficile trovare un degno successore a Via Arenula. In campo ci sono ancora i progetti di separazione delle carriere giudicante e inquirente, la responsabilità civile del magistrato, il processo breve e la prescrizione brevissima, la legge sulle intercettazioni mai abbandonata. Alfano si è speso molto, con tutti i lodi costituzionali che hanno portato il suo nome in seguito cassati dalla Consulta, cosicché la recente acclamazione a segretario del Pdl vale molto più di una ricompensa.

Angelino Alfano guida il Pdl: un sogno da jingle

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POLITICA. Eletto con un applauso l’avvocato siciliano e ministro della Giustizia, che dichiara: «Chi se lo immaginava». Ma in platea Frattini, Alemanno, Scajola e Formigoni non ridono.

Silvio Berlusconi non si arrende. Varata la manovra economica, approvata la delega per la riforma fiscale nel Consiglio dei ministri di giovedì, ottenuta dalla riunione dei capigruppo di Montecitorio la messa in calendario della riforma delle intercettazioni a fine luglio, il premier conclude una affannosa settimana rilanciando il Pdl con l’elezione a leader di Angelino Alfano. L’appuntamento era alle 10 presso l’Auditorium di via della Conciliazione, lo stesso dove Gianfranco Fini pronunciò la famosa frase rivolta al premier «Che fai?

«Basta strumentalizzare». Le toghe contro Alfano

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Alessandro De Pascale

GIUSTIZIA. Per l’Associazione nazionale dei magistrati è «singolare che la politica si preoccupi di modificare le norme sulle intercettazioni. Le riforme urgenti sono certamente altre».

Possibile espulsione dalla magistratura per Alfonso Papa, giudice campano in aspettativa e deputato Pdl, sul quale pende una richiesta d’arresto nell’inchiesta di Napoli sulla cosiddetta P4. Il comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati, riunito ieri, ha deciso quasi all’unanimità che della questione verrà investito il collegio dei probiviri, che valuta le coerenze tra le finalità dell’Anm e i suoi membri. Del resto i fatti che emergono «appaiono oggettivamente gravi e inquietanti».

Governo sotto due volte sul ddl anticorruzione

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. Ieri giornata nera per la maggioranza, battuta in Senato su due emendamenti. Il primo prevedeva un comitato di coordinamento guidato dal premier Berlusconi.

Governo battuto due volte al Senato. Due episodi significativi proprio perché avvenuti a Palazzo Madama, dove Pdl e Lega dispongono di una maggioranza più larga che alla Camera. L’esecutivo è andato sotto la prima volta nella votazione su un emendamento del senatore Lucio Malan, Pdl, al disegno di legge anticorruzione. Si prevedeva l’istituzione di un comitato di coordinamento delle iniziative anticorruzione presieduto addirittura dal premier. L’opposizione ha contestato la proposta.

«Alfano vice, anzi no». Il mesto day after del Pdl

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. Dopo la sconfitta al voto amministrativo, il premier Berlusconi prova ad uscire dall’angolo convocando i maggiorenti del partito. Dal 20 dibattito in Aula sulla fiducia.

Silvio Berlusconi sembrava intenzionato a dare subito una scossa al Pdl e al governo. Per ieri sera, alle 20, aveva convocato a Palazzo Grazioli l’Ufficio di presidenza del Pdl. Ieri mattina, da Bucarest, dov’era impegnato nel vertice bilaterale Italia-Romania, ha fatto sapere che è meglio rinviare l’appuntamento a oggi pomeriggio. Il premier, fanno sapere i suoi collaboratori, ha preferito saggiare gli umori dei maggiorenti del Pdl con incontri ad personam.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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