Sequestrata la cartella clinica di Pelle, il boss evaso a Locri

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Alessia Candito

'NDRANGHETA. Del boss calabrese ancora non c’è traccia. Lo cercano ovunque e nel frattempo i magistrati dell’antimafia svolgono accertamenti sulla struttura sanitaria dove era ricoverato.

Sembra non aver incontrato alcun ostacolo nella sua fuga, il boss della ndrangheta Antonio Pelle, uno dei protagonisti della guerra di mafia che portò alla strage di Duisburg, nel ferragosto del 2007. Una fuga meditata e pianificata nel dettaglio, alla quale Pelle lavorava dal giorno immediatamente successivo al suo arresto, ha tuonato il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri.

Sospetti di camorra la Saba perde il ricorso

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Nello Trocchia

RIFIUTI. Il Consiglio di Stato conferma l’interdittiva antimafia per l’azienda che aveva vinto l’appalto per la raccolta dei rifiuti a Caserta e non solo. Ora l’inchiesta si allarga ai Comuni.

Aveva vinto l’appalto per il comune di Caserta: 60 milioni di euro in cinque anni, raccoglieva i rifiuti in un lotto del comune di Napoli, vinceva appalti su appalti nei comuni campani poi revocati a seguito di una interdittiva antimafia. La Saba Ecologia aveva il controllo e la gestione della spazzatura in molti enti locali, fino alla prima interdittiva del luglio 2009, poi annullata da una sentenza del tribunale amministrativo regionale.

Riaperta l’inchiesta sulla strage di Capaci

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Vincenzo Mulè

MAFIA. L’annuncio del procuratore di Caltanissetta: «Presto novità anche su via D’Amelio». Intanto, il procuratore antimafia Grasso e il ministro Alfano litigano sulla riforma della giustizia.

Un nuovo filone di inchiesta sulla strage di Capaci, nonché novità entro breve su via D’Amelio e la morte di Paolo Borsellino. A diciannove anni dall’attentato a Giovanni Falcone, il procuratore capo di Caltanissetta, Sergio Lari rivela: «Certamente le dichiarazioni di Gaspare Spatuzza e non solo quelle, aprono nuovi filoni di indagine anche sulla strage di Capaci».

Ciancimino, il puparo e l'antimafia

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Vincenzo Mulè

MISTERI. Nell’udienza del processo al generale Mori, il figlio dell’ex sindaco ascoltato come testimone della presunta trattativa tra Stato e mafia: «Consegnai due lettere a Violante».

 

Milano, le piazze del lavoro nero

Lorenzo Frigerio (libera informazione)

LOMBARDIA. Cronaca di una giornata della carovana antimafia organizzata da Libera, Arci e Avviso pubblico. Tra caporali, immigrati sotto ricatto e troppa indifferenza.

 

Alle quattro del mattino, nel buio ancora della notte che non vuole finire, la tangenziale est di Milano non è quel girone infernale in cui si trasforma durante il resto della giornata. Ecco perché ci vogliono solo poche decine di minuti per andare da un capo all’altro della città. L’appuntamento è nei pressi di piazzale Lotto, dove si ritrovano i furgoni della carovana antimafia e i rappresentanti delle associazioni e dei sindacati che organizzano le tappe in Lombardia.

Basilicata terra di luce e giustizia

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Gaetano Liardo

LIBERA. Conclusa a Potenza la 16/a Giornata della memoria in ricordo delle vittime delle mafie. Presenti 80mila persone. Don Luigi Ciotti: «Il primo testo antimafia è la Costituzione».

p { margin-bottom: 0.21cUn corteo lungo e colorato ha sfilato per le vie di Potenza. Più di 50mila persone giunte da tutta Italia per abbracciare i 500 familiari delle vittime innocenti delle mafie. “Basilicata terra di Luce” è stato lo slogan della XVI Giornata della memoria e dell’impegno organizzata dall’associazione Libera e da Avviso Pubblico. A Potenza, città di ombre e misteri.

L’antimafia riparte dal Nord

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Lorenzo Frigerio (libera informazione)

MOBILITAZIONI. Dopo gli ultimi arresti, cresce la reazione alle collusioni tra colletti bianchi e interessi criminali. Siglata a Modena la carta etica delle professioni.

Tentata estorsione, tentata rapina e lesioni aggravate: queste le accuse contestate nelle cinque ordinanze di custodia cautelare con l’aggravante dell’utilizzo del metodo mafioso che, nella settimana appena trascorsa, hanno riportato sotto i riflettori della pacifica Modena i legami del mondo delle professioni con il clan dei casalesi.

Carte in regola contro le mafie

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Gaetano Liardo (libera informazione)

MODENA. Dagli avvocati ai medici: chi è colluso sarà radiato dagli Ordini. L’iniziativa del Comitato unitario delle professioni è destinata a diffondersi.

Chi l’ha detto che i professionisti sono tutti al soldo dei boss? La giornata di ieri a Modena, organizzata dal Comitato unitario delle professioni della città emiliana, in collaborazione con Libera e Libera informazione, è stata una piccola rivoluzione. Avvocati, ingegneri, commercialisti, architetti, medici, hanno sottoscritto un documento destinato a fare scuola. Un impegno concreto delle categorie professionali per contrastare il dilagare delle mafie nella provincia di Modena.

Professionisti liberi dai diktat di Cosa nostra

Norma Ferrara (libera informazione)

PALERMO. Dopo la campagna contro il racket e la promozione del consumo etico di Addiopizzo e Libero Futuro, arrivano un manifesto e un Comitato per promuovere un percorso antimafia.

Anche i professionisti di Palermo in prima linea contro le infiltrazioni mafiose nell’economia legale. Un manifesto e un comitato dedicati a “Paolo Giaccone” uno dei più grandi esperti di medicina legale ucciso da Cosa nostra, per cambiare strada e cambiare davvero. La vicenda del medico Giaccone spiega quanto oltre alla magistratura, alla politica ai giornalisti, molto spesso siano i professionisti che operano nel settore economico a fare le differenza nella battaglia per la legalità.

«La mafia ormai è ovunque»

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Alessandro De Pascale

INTERVISTA. Il capo dell’Antimafia Grasso chiede alla politica «di fare pulizia», a cittadini e istituzioni «maggiore collaborazione», al governo «una norma contro l’autoriciclaggio». Altrimenti saremo «dominati dalla criminalità».

ll magistrato siciliano Piero Grasso dall’ottobre 2005 è il Procuratore nazionale antimafia. Nel 1984 è stato giudice a latere nel primo maxiprocesso a Cosa nostra.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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