INTERVISTA. Antonino Di Matteo, pm a Palermo, che indaga sulle stragi dei primi anni Novanta, ci tiene a mettere in evidenza la professionalità e i sacrifici di magistrati e forze dell’ordine. E avverte su un rischio: «I provvedimenti governativi, alcuni già approvati e altri in discussione, potrebbero favorire il ricompattamento di Cosa nostra». Si riferisce al disegno di legge sulle intercettazioni, al controverso provvedimento sullo “scudo fiscale” e alla possibile riforma del Codice penale. E con lui parliamo pure delle dichiarazioni rese da Gaspare Spatuzza e Massimo Ciancimino.
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha annunciato per le prossime settimane una serie di provvedimenti che andranno a costituire, queste le dichiarazioni alla vigilia di Capodanno, un piano per sconfiggere in poco tempo, definitivamente, la mafia. Questa affermazione muscolare del ministro si fonda sui numerosi successi conseguiti negli ultimi mesi e simboleggiati nella cattura di alcuni latitanti di spicco di Cosa nostra fra novembre e dicembre in Sicilia. Ma è davvero così?