Dietro il complotto lo scontro tra l’Iran e l’Arabia Saudita

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Gianna Pontecorboli

ANALISI. La rivelazione di un possibile attentato contro l’ambasciatore di Riad a Washington svela le rivalità tra i Saud e gli Ayatollah, dalla produzione di petrolio al controllo geopolitico regionale.

Quando la Casa Bianca ha annunciato nei giorni scorsi il complotto contro l’ambasciatore dell’Arabia Saudita a Washington e contro le ambasciate saudita e israeliana, molti esperti americani in questioni iraniane non hanno nascosto il loro scetticismo. Nella storia che il Dipartimento di Stato e lo stesso Obama hanno raccontato, hanno osservato, ci sono molti elementi che non quadrano, a cominciare dalla scelta di un semisconosciuto e lontano gruppo di trafficanti di droga, per di più cattolici, per portare a termine il piano.

Il ritorno del diavolo. Saleh sbarca a Sana’a

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Sonia Grieco

ARABIA INFELIX. Dopo oltre tre mesi di degenza in un ospedale saudita il presidente yemenita rientra a casa. Ed è subito protesta.

«Il diavolo è tornato». Così la giornalista yemenita Nafrah Nasser ha commentato sul suo blog (per la Cnn, tra i 10 più letti in Medio Oriente) l’inaspettato ritorno, ieri a Sana’a, di Ali Abdullah Saleh dopo oltre tre mesi di cure in Arabia Saudita per le ustioni riportate nell’attacco del 3 giugno al Palazzo presidenziale.

Damasco, Arabia Saudita e Kuwait ritirano l’ambasciatore

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Susan Dabbous

SIRIA. Dopo il massacro di domenica, in cui sono state uccise almeno 60 persone, continua l’assedio della città di Deir el Zor. Dura la condanna dei Paesi del Golfo. Anche il Bahrein si unisce.

Nonostante le pressioni internazionali sul regime di Bashar al Assad, i suoi carri armati tirano dritto. Seguendo la decisione presa domenica sera dal re Abdullah dell’Arabia Saudita, anche il Kuwait e il Bahrein hanno ritirato l’ambasciatore da Damasco. L’Italia resta l’unico Paese occidentale ad aver adottato la stessa misura. E neanche il biasimo della Lega araba, che ha espresso «preoccupazione per le violenze», è riuscito a incrinare il disegno repressivo del governo.

L’Arabia Saudita progetta un futuro con le rinnovabili

Giuliano Rosciarelli

ENERGIA Nell’ultimo anno i ricavi dell’industria solare, eolica e dei biocarburanti sono saliti del 35%. Obiettivo: liberare il Paese dalla dipendenza dal petrolio, destinando il greggio all’export

Diminuiscono le vendite ma non per le zone calde

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Pierpaolo De Lauro

ARMI Il Governo italiano presenta i dati sulla vendita degli armamenti. Crollo di autorizzazioni ma il materiale bellico in uscita dal Paese aumenta, soprattutto verso il Nord Africa

 

Rivolte d’Arabia, cresce il sostegno anti-saudita

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Diego Carmignani

CRISI. Nello Yemen salgono a 72 le vittime della repressione. Continuano le manifestazioni sciite anche in Bahrein, Iraq e Iran. A Baghdad, Parlamento chiuso per protestare contro l’uso della forza

Non si placa l’escaltion di paura e morte che sta travolgendo il mondo arabo. Nella giornata di venerdì si era parlato di 41 morti lasciati sul campo dai miliziani infiltrati nella folla e dai cecchini appostati sui tetti di Sana’a. Un bilancio provvisorio che tocca il numero di 52 vittime certe, ma che, secondo le ultime notizie, sarebbe di 72, con un totale di 400 feriti.

L’invasione del Bahrein? Cancellata

Emanuele Giordana, direttore di Ecoradio

Il Bahrein invaso dai tank, come Praga dai russi nel 1968

Cosa avreste pensato se nell’estate del 1968 uno dei maggiori quotidiani del vostro Paese avesse relegato la notizia dell’invasione di Praga a pagina 15?

Nella giornata della collera trema anche l’Arabia Saudita

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Annalena Di Giovanni

Medio Oriente. Centinaia di sciiti in piazza per chiedere più diritti. Tra loro anche donne coperte interamente come imposto dalla legge. Disordini anche in Yemen, Baghdad e Kuwait

Ancora una volta, ieri, la rabbia del venerdì ha infiammato le strade delle capitali arabe. Con una nuova variante, che potrebbe presto colpire Europa e Stati Uniti direttamente in tasca ancora più della Libia: per la prima volta il più grande produttore di petrolio al mondo, l’Arabia Saudita, ha visto sfilare centinaia di persone che chiedevano diritti e democrazia.

A Beirut, Siria e sauditi per evitare una nuova guerra

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Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. L’imminente condanna del Tribunale internazionale per l’attentato ad Hariri nel 2005 rischia di gettare il Libano nel caos. Assad e Abdallah nel paese dei cedri per scongiurare nuovi conflitti.

Ci sono due fantasmi a bussare puntuali negli incubi di ogni libanese all’inizio di ogni estate. Il primo è quello di un bombardamento israeliano. Ma i bombardamenti israeliani, come insegna l’esperienza del 1982 e poi del 2006, arrivano solo dopo che la nazionale italiana ha vinto i mondiali e dunque quest’anno c’è di che star tranquilli. Il secondo fantasma è quello della guerra civile.

Dopo il fallito attentato aereo Usa e sauditi contro lo Yemen

Emanuele Bompan

SICUREZZA. Secondo fonti di intelligence statunitensi, il nigeriano avrebbe ricevuto l’esplosivo da cellule terroriste yemenite. Riad bombarda con 700 missili le regioni dei ribelli houti. E i media americani appoggiano il nuovo fronte

La Situation room, il centro d’intelligence della Casa Bianca per monitorare crisi e gestire le comunicazioni tra Presidente, Esercito, Cia e Agenzia nazionale per la sicurezza, è in fermento. Le tensioni nelle strade in Iran, lo scampato attentato di Detroit, la rinnovata attenzione sullo Yemen e le cellule di al Qaeda, mischiatesi ai ribelli sciiti houti, politicamente vicini a Teheran, agitano Washington.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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