Armi, guerre e pace: il paradigma Taiwan

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Bruno Picozzi da Taipei (Inserto domenicale)

ESTERI. E se si proibisse su scala internazionale la vendita di armamenti? È una buona utopia per evitare interventi armati contro gli ex alleati di ieri. Il caso della storia dell’isola di Formosa, ora diventata un ostacolo per avere fecondi rapporti con la Cina, è esemplare.

Per evitare la guerra dobbiamo smettere di vendere armi?”. Charles Glaser, autorevole professore di scienze politiche alla George Washington University, scrive un articolo in materia sulla rivista Foreign Affairs e il Wall Street Journal si pone la domanda in modo più che serio. Oggetto della discussione è la questione taiwanese ma di sicuro domande e risposte potrebbero essere ugualmente applicate a buona parte dei conflitti nel mondo.

Diminuiscono le vendite ma non per le zone calde

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Pierpaolo De Lauro

ARMI Il Governo italiano presenta i dati sulla vendita degli armamenti. Crollo di autorizzazioni ma il materiale bellico in uscita dal Paese aumenta, soprattutto verso il Nord Africa

 

Russia-India, intesa su armamenti e nucleare

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Paolo Tosatti

DIPLOMAZIA. Il presidente russo Medvedev e il premier indiano Manmohan Singh firmano accordi per la costruzione di due nuovi reattori e lo sviluppo congiunto di caccia di ultima generazione.

Sono state le armi e l’energia le grandi protagoniste del primo giorno di colloqui tra il premier indiano Manmohan Singh e il presidente russo Dmitrij Medvedev, giunto ieri a Nuova Delhi per una visita di due giorni che ha lo scopo dichiarato di stringere i legami economici e strategici esistenti tra le due potenze.

L’ira degli Usa per la corsa agli armamenti di Pechino

Emanuele Bompan

CINA. Spesi 150 miliardi di dollari per rafforzare l’esercito nel 2009. La Repubblica popolare ha rinnovato la flotta e acquistato nuovi sottomarini nucleari. In un dossier Washington esprime la propria preoccupazione.

ll dipartimento della Difesa americano ha pubblicato ieri il nuovo rapporto sullo stato dell’esercito cinese, il Pla, People Liberation’s Army.

Armi e strane omissioni

Irene Testa

DENUNCIA. Il 29 marzo il premier ha presentato il “Rapporto sui lineamenti di politica del Governo in materia di armamenti”. Ma manca l’elenco dettagliato delle banche coinvolte. Interrogazione della senatrice Poretti.

Lo scorso mese di marzo - guarda caso proprio il giorno 29, quando le teste di ognuno e i riflettori dei media erano sintonizzati a seguire l’esito delle elezioni regionali - il presidente del Consiglio ha presentato il “Rapporto annuale relativo al 2009 sui lineamenti di politica del Governo in materia di controllo dell’esportazione, dell’importazione e del transito dei materiali d’armamento”, come previsto dalla legge n°185 del 1990.

Nucleare, Obama cerca di rilanciare la non proliferazione

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Emanuele Bompan

ARMAMENTI Quarantuno anni fa la firma del trattato per limitare le testate atomiche. Oggi, davanti al Consiglio di sicurezza, il presidente Usa chiede agli Stati impegni più precisi e stringenti per arrivare a una messa al bando definitiva.

Obama presiederà oggi il meeting del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite per la non proliferazione nucleare, primo presidente Usa a ricoprire questo incarico.

Clinton in India incontra Singh, si parla di armamenti e nucleare

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Paolo Tosatti

DIPLOMAZIA
Sfumata la possibilità di un’intesa per la lotta al riscaldamento globale, il segretario di Stato Usa e il primo ministro padrone di casa si concentrano su armi e centrali atomiche. Mentre si rafforzano le relazioni tra i due Paesi.

Nessuna intesa su clima e ambiente, avanti invece con armamenti e nucleare. Nel secondo giorno di visita del segretario di Stato Usa in India, il dialogo tra Nuova Delhi e Washington sulla riduzione delle emissioni di gas serra si è definitivamente arenato, mentre l’attenzione di Hillary Clinton e del primo ministro padrone di casa, Manmohan Singh, si è focalizzata su due trattati, uno per la vendita di sofisticate armi americane al colosso asiatico, e l’altro per la costruzione di due centrali atomiche sul suolo indiano a opera di imprese statunitensi.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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