Romano, primo sì all’uso delle intercettazioni

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Valentino Corvi

POLITICA. La Giunta per le autorizzazioni della Camera vota a favore dell’utilizzo dei contenuti delle telefonate nell’ambito delle indagini a carico dell’ex ministro dell’Agricoltura. Carroccio decisivo.

La Giunta per le autorizzazioni della Camera ha votato ieri a favore dell’uso delle intercettazioni, disposte dalla Procura di Palermo, nei confronti dell’ex ministro dell’Agricoltura del governo Berlusconi, Saverio Romano. A favore hanno votato il Pd, Fli, Idv e, elemento di novità dopo la (temporanea?) rottura dell’asse politico con il Pdl, la Lega. Astenuto l’Udc. Terzo Polo, dunque, spaccato. Con il Pdl, contrario, ha votato il radicale Maurizio Turco.

Tribunale italiano per i pirati del Corno d’Africa

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Enzo Mangini

SOMALIA. Convalidato a Roma l’arresto dei ribelli presi dalla forze speciali britanniche dopo il sequesto della “Montecristo”. I giovani africani rischiano adesso dai dieci ai vent’anni di carcere.

Disorientati, magri, dinoccolati, con addosso pantaloncini e magliette di squadre di calcio provenienti da chissà quale carico, di chissà quale preda tra le tante degli ultimi anni. Così si vedono nelle foto dell’agenzia Ansa i presunti pirati somali arrivati nella notte di mercoledì nella caserma dei carabinieri del quartiere Casilino, a Roma. A scortarli fuori dall’autobus della Marina militare, un gruppo di carabinieri che li aveva presi in consegna a Gibuti, dove erano arrivati dopo il trasferimento dal cacciatorpediniere Andrea Doria.

Confermato l’arresto per la “cricca” di Ponza

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Andrea Palladino

CRIMINALITA'. Il Gip di Latina ha convalidato le misure cautelari in carcere per il sindaco e i tre assessori dell’isola pontina. Sette gli arresti eseguiti nei giorni scorsi, con pesanti accuse.

Resta in carcere il sindaco di Ponza Pompeo Rosario Porzio, arrestato la settimana scorsa con ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Latina, accusato di truffa aggravata, abuso d’ufficio e turbativa d’asta. Respinte le richieste di scarcerazione anche per i tre assessori finiti in carcere, Franco Schiano, Mario Pesce e Silverio Capone. Il Giudice per le indagini preliminari Costantino De Robbio ha respinto le istanze dei difensori, che avevano chiesto gli arresti domiciliari.

Milanese salvo, ma la Lega prepara il conto

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Eloisa Covelli

POLITICA. La maggioranza per ora tiene. Anche il ministro Romano rischia la graticola.

Berlusconi accarezza la testa di Bossi, appena entrato nell’aula della Camera per il voto sulla richiesta di arresto di Marco Milanese. E dopo i conti si gira imbufalito verso il ministro Ignazio La Russa alla sua destra sussurrando: «Solo sette...?». In realtà sono sei i voti di scarto che salvano dalla galera l’ex braccio destro di Tremonti. Quei 312 voti contro 305, che il premier vede sul display, sono frutto di un errore della tecnologia.

Voto su Milanese, prova del nove per la maggioranza

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Augusto Romano

L'ANALISI. Anche nel Pdl si stanno preparando per il dopo Berlusconi. E c’è chi vorrebbe un governo di transizione, pur di non perdere il posto.

«Se arrestano anche Milanese Berlusconi va a casa». La secca analisi di un deputato dell’opposizione seduto su un divanetto del transatlantico. Pd e Idv lo sperano, il Pdl lo teme. In mezzo la Lega, divisa tra fedeltà a Berlusconi (Reguzzoni e i suoi) e chi (Maroni) spinge per il cambiamento. Il voto su Marco Milanese potrebbe essere lo spartiacque della legislatura. C’è un clima di sospensione e di nervosa attesa.

Corruzione, Tremonti e Bossi salvano Milanese

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Giorgio Frasca Polara

GIUSTIZIA. No della giunta alla Camera per le autorizzazioni all’arresto del deputato Pdl.

Al primo round l’ha sfangata, il deputato Marco Milanese, l’ex uomo-ombra del ministro Tremonti. Undici voti a dieci, la richiesta di arresto formulata dalla procura di Napoli – per corruzione, in un giro vorticoso di soldi, gioielli, appartamenti, consulenze parastatali e redditi da capogiro – è stata respinta dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera. Milanese dev’esser grato al suo ex inquilino: il ministro anche delle Finanze Giulio Tremonti, che pagava in nero l’affitto di un appartamento del suo sottoposto.

La Camera vota per l’arresto di Papa

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Giorgio Frasca Polara

POLITICA. Nonostante lo scrutinio segreto l’Aula di Montecitorio ha deciso con 319 sì e 293 no di autorizzare la misura cautelare per il deputato del Pdl coinvolto nell’inchiesta di Napoli sulla P4.

In galera. La Camera ha deciso iersera, a voto segreto (319 sì, 293 no), che al deputato berlusconiano Alfonso Papa sia tolta l’immunità parlamentare e che vada in carcere in attesa del processo per concussione, corruzione ed altri gravi reati comuni legati alla lurida vicenda della P4.

Tedesco e Papa, in Aula è il giorno del giudizio

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Giorgio Frasca Polara

POLITICA. La Camera deciderà oggi se il deputato Pdl, invischiato nell’affare P4, va arrestato per estorsione e concussione. Proprio mentre il Senato esaminerà la richiesta per il parlamentare Pd.

Uno a uno e palla al centro. Giusto mentre la Camera deciderà, oggi pomeriggio con voto segreto, se il deputato Pdl Alfonso Papa va arrestato per estorsione, concussione e altri reati comuni connessi alla vicenda P4, in Senato si discuterà la richiesta degli arresti domiciliari per il senatore Alberto Tedesco autosospesosi dal gruppo Pd per lo scandalo sanità in Puglia.

Lega, Papa e rimpasto. Quante spine per il Cav

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. Berlusconi ieri si è recato al Quirinale: al centro del colloquio con il Presidente Napolitano manovra ed economia. Ma sui nuovi ingressi al governo è ancora buio.

È durato un’ora il colloquio di ieri al Quirinale tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente Giorgio Napolitano. Un secco comunicato precisa che all’incontro era presente anche il sottosegretario Gianni Letta. Niente di più. L’esito è top secret, date le difficoltà economiche del momento. Il presidente del Consiglio e il presidente della Repubblica hanno di sicuro discusso della situazione economica e di quella politica dopo il varo della manovra approvata la settimana scorsa a tempo di record.

Dopo il sì alla manovra scatta il “totoministri”

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. Superata la prova di coesione istituzionale, da lunedì dovrebbe partire l’“operazione rimpasto” di Berlusconi, in attesa del traballante voto sull’arresto di Alfonso Papa.

Con l’approvazione sprint della manovra economica venerdì da parte della Camera, da lunedì i rapporti tra maggioranza e opposizione tornano alla loro fisiologia. Pd, Terzo polo e Idv hanno dato prova di responsabilità evitando di ritardare il via libera ai provvedimenti - come chiesto con forza dal presidente Giorgio Napolitano - ma non hanno ottenuto né il governo istituzionale, né le elezioni anticipate. Silvio Berlusconi, secondo le indiscrezioni, sarebbe già impegnato a definire la “operazione rimpasto”.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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