Giovani profughi vittime di tortura vanno in scena

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Dina Galano

INIZIATIVE. Dodici richiedenti asilo, sbarcati in Italia dopo detenzione e abusi, diventano protagonisti dello spettacolo “Sulle tracce delle conchiglie”, domani al teatro Ambra Jovinelli.

Occhi profondi, piedi consumati, pelle scura, voce vibrante. Eccoli danzare, cantare, recitare e mimare la propria storia e quella dei loro popoli, una vissuta e un’altra possibile. Sono in dodici e sono tutti richiedenti asilo; ognuno porta con sé un passato di torture e violenze, fisiche come psicologiche.

Mineo, si riparte da zero per le procedure d’asilo

Dina Galano

ACCOGLIENZA. Nel Centro per rifugiati non c’è ancora traccia della commissione per l’esame delle richieste di protezione. Il 90% degli ospiti proviene da altre strutture dove aveva fatto istanza, invano.

Ancora un rinvio. La commissione per la valutazione delle richieste di asilo che ieri avrebbe dovuto insediarsi a Mineo, in provincia di Catania, nel Centro di accoglienza per rifugiati (Cara) creato ad hoc due mesi fa per gestire l’emergenza dei profughi nordafricani, non è ancora operativa. La mediazione tra prefettura e migranti, in un clima di tensione accresciuta all’interno del cosiddetto “Villaggio della solidarietà”, si è conclusa con lo slittamento a giovedì prossimo dell’arrivo dei commissari che hanno il compito di riconoscere lo status di rifugiato.

Una condanna chiamata Italia per un migrante in cerca d’aiuto

Pino Di Maula

IL CASO. Fuggito dalla Nigeria, il giovane Mohammed arriva in Italia per cercare di rifarsi una vita. Le autorità però
non gli consentono di chiedere asilo politico, perché la domanda non è stata presentata al momento dell’ingresso.

Tranne per il nome di fantasia, è una tragedia vera quella di Mohammed. La ricorda bene, Ernesto Ruffini, l’avvocato che volontariamente ha fatto di tutto per difenderlo dall’ingiustiza nazionale. Sbarcato da poco in Italia, ad agosto Mohammed si aggira esplorando curioso i giardini della città. Una signora si insospettisce e chiama i carabinieri. Non faticano molto gli agenti a bloccare quel ragazzo minuto.

A Crotone, dove vagano i “nìguri”. «Qui da noi non li vogliamo»

Simone Arminio da Crotone

MIGRANTI. A Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto sorge il secondo centro di prima accoglienza più grande di tutta l’Europa. Centinaia di richiedenti asilo soggiornano senza poter allontanarsi in attesa del “verdetto”. Sognando l’integrazione

Per oltre trecento dei migranti di Rosarno, il sogno occidentale è terminato domenica scorsa nel punto dal quale era cominciato. Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, una striscia di terra bruciata a ridosso della Statale 106, che taglia in due il mondo intero. Di qua sta il Centro di Prima Accoglienza, che con una media di 1800 ospiti è il più grande d’Europa insieme a quello di Lampedusa.

Ancona, l’asilo politico è a tempo «Respinti senza essere identificati»

Giorgio Mottola

IL CASO. Gli immigrati che giungono nel porto marchigiano hanno a disposizione solo un’ora per le procedure di verifica della propria identità. Scaduto il tempo, non si ha una seconda possibilità. L’allontanamento dall’Italia è immediato.

Al porto di Ancona si sono inventati l’”asilo politico a timer”. Funziona quasi come un gioco. Servono una cinquantina di immigrati, provenienti preferibilmente da Afghanistan, Iran, Iraq e Kurdistan turco. Dopo averli messi ordinatamente in fila sul ponte di uno dei tanti traghetti, che ogni giorno attraccano ad Ancona, si fa scattare il timer.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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