Coop sociali, è sciopero della fame

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Roberto Fusciello (Terra Napoli)

CASERTA. Un anno senza ricevere fondi dall’Asl locale. Intanto, per il budget salute, vengono favoriti i privati. Pagati con regolarità.

Dodici mesi senza ricevere un euro ne una risposta. Questa è la situazione che stanno vivendo le cooperative sociali che presso l’Asl di Caserta co-gestiscono i PTRI/Budget di Salute. Una situazione così drammatica ed insostenibile da spingere Peppe Pagano, a nome della Consulta dei Cogestori, ad avviare un sciopero della fame e della sete. Un gesto estremo, ma non troppo se si pensa a tutte le azioni che lo hanno preceduto.

La nuova sfida dell’Aido

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Giulio Sensi

SANITA'. L’Associazione italiana donatori di organi ha lanciato una mobilitazione per sensibilizzare i cittadini e le Aziende sanitarie locali. In campo 12mila volontari. Il presidente Passerelli: «Troppe carenze strutturali».

Sono state 1417 le piazze animate dai 12mila volontari che per l’Aido (Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule) hanno promosso, lo scorso fine settimana, la nona giornata nazionale di informazione e autofinanziamento sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Una grande soddisfazione per l’Aido che continua a mobilitare molte energie, cercando nuove parole d’ordine.

Il ticket che ammazza l’Asl

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Tommaso Antonucci (L'Inkontro)

FINANZIARIA. Approvate nell’indifferenza generale, le nuove tasse sulla salute rendono conveniente il ricorso al privato.

Nello sforzo di risanamento dei conti pubblici, fatto in apnea da almeno due anni, tirati per la giacca prima dall’Europa, poi dai tagli di cui al federalismo e infine dai mercati finanziari in questi giorni, si è persa coscienza della vicenda dei ticket sanitari. Per la verità la situazione è così preoccupante per il sistema economico e sociale del paese, ancora prima che i per i conti della Pubblica Amministrazione, che la vicenda dei ticket è passata quasi inosservata.

Cozze alla diossina. Taranto, ora è allarme

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Vincenzo Carriero

IL CASO. Secondo l’Asl i mitili coltivati nel mar Piccolo vanno ritirati dal commercio perché fortemente contaminati. Incalcolabili i danni al settore. E di bonifiche nemmeno l’ombra.

Dopo pecore e capre adesso anche le cozze. A Taranto – la città più inquinata d’Europa – l’intera catena alimentare sembra essere preda delle enormi quantità di diossina e pcb presenti nell’ambiente circostante. Lo scorso 19 luglio, il Dipartimento di prevenzione della locale Asl, ha fornito i risultati delle analisi effettuate su nove campioni di mitili coltivati in mar Piccolo: tutti, indistintamente, presentavano caratteristiche “non conformi”.

E' Taranto la capitale meridionale dei tumori

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Vincenzo Carriero

IL CASO. Presentato a Palazzo di Città il nuovo Registro Tumori. I dati elaborati dalla Asl locale fino al 2006 evidenziano il triste primato del capoluogo ionico. L’allarme del sindaco Stefàno.

A Taranto ci si ammala di tumore più che nel resto del Sud Italia. È quanto si evince dalla lettura analitica dei dati elaborati dalla locale Asl relativi al 2006 e resi noti nell’ambito della presentazione del Registro Tumori, avvenuta a Palazzo di Città. I casi accertati nel periodo in esame sono stati 2802: 1555 hanno riguardato la popolazione maschile e 1247 quella femminile. Vanno, altresì, aggiunti altri 501 casi di tumori alla cute, per un totale di 3303 ammalati.

Montedison, le prove che inchiodano i vertici

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Giorgio Mottola

MANTOVA. Operai in mezzo alle polveri di amianto: nuove prove contro i dirigenti dello stabilimento chimico accusati della morte di 72 operai. Per anni l’Asl ha finto di non sapere.

La Montedison di Mantova è stata per anni una zona franca. Gli operai lavoravano a contatto con sostanze nocive, mortali, senza alcuna garanzia sulle norme di sicurezza sul lavoro. Lo sapevano tutti, compresa l’Asl e l’ispettorato del lavoro. Che non si è limitata a chiudere un occhio. Per vent’anni ha fatto finta di non vedere. Nella Montedison non si facevano controlli: ai dirigenti veniva concesso tutto. Anche se queste concessioni, a distanza di qualche anno, avrebbero comportato la morte di centinai di lavoratori.

La Asl nega la verità alla città

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Rossella Anitori

DENUNCIA. A Velletri i valori limite di arsenico nell’acqua potabile sono stati superati. I cittadini avvisati solo sette mesi dopo.

Arsenico, fluoro e vanadio. I valori limite previsti per l’acqua potabile «sono stati superati ». Si consiglia di usare alcune precauzioni. Questo l’oggetto di un comunicato, che i cittadini della provincia di Roma si sono visti recapitare a casa insieme alla bolletta dell’acqua.

Autobus bloccati per la psicosi sull’influenza A

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Alessandro De Pascale

NAPOLI Gli autisti incrociano le braccia, mandando in tilt l’intera mobilità cittadina. Chiedono mascherine, vaccino e più pulizia. Anm, Regione e Asl: «Non c’è alcun rischio».

La paralisi degli autobus dell’Azienda napoletana mobilità, iniziata ieri mattina, potrebbe proseguire anche oggi. E addirittura estendersi a treni regionali, metropolitane e funicolari, coinvolgendo l’intera città. Alle 8:30 di ieri mattina gli autisti del sindacato autonomo Faisa-Cisal, hanno bloccato l’uscita dei mezzi pubblici dal deposito più grande del capoluogo partenopeo: quello di Via Nazionale delle Puglie, nella zona orientale della città.
 

Terremoto: Ricostruzione e bugie

Carlo Di Stanislao (Medico, responsabile del Centro allergologico della Asl 04 de L’Aquila)

TERREMOTO. L’Aquila: a tre mesi dal sisma, silenzio e bugie. Di concreto poco e nulla. Si chiedono “Verità e giustizia”.

A L’Aquila c’è ancora tanto da dire, molto ancora da chiarire e tanto da spiegare. Cominciamo col dire che, a tre mesi dal sisma, nessuno ha mai dichiarato e aggiornato le cifre che ancora oggi italiani e stranieri versano volontariamente per soccorrere gli sfollati e cooperare alla ricostruzione delle zone terremotate. Silenzio assoluto. Numeri che, peraltro, andrebbero aggiunti alle somme di una certa rilevanza, messe generosamente a disposizione da banche e grandi imprese. E sugli importi c’è da ricordare il famoso decreto n.

Il buonsenso sotto le ceneri

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Rossella Anitori

INCHIESTA
— Il comitato dei cittadini porta alla luce gravi scorrettezze, la Asl è contraria al progetto ma la Conferenza dei servizi dice sì al gassificatore di Albano. —

Il parere della Asl locale è negativo. Il gassificatore che il Co.e.ma, la società partecipata da Manlio Cerroni - monopolista della gestione rifiuti nel Lazio - Ama e Acea, vuole costruire ad Albano, nel cuore dei Castelli romani, non si può fare. Eppure la Conferenza dei servizi, istituto giuridico deputato alla valutazione finale ha approvato il progetto.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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