Non c'è ecologia senza democrazia

Luca Bonaccorsi

Le regole di Terra sono semplici: TUTTI gli ecologisti (verdi e non) possono scrivere e commentare. Nessuna minaccia sarà più accettata senza l'immediata denuncia alle autorità di tutela della libertà d'informazione.

Giovedì è successa una cosa molto grave. Sono stato pesantemente minacciato perché mi accingevo a pubblicare una lettera di due dirigenti Verdi in dissenso con il presidente Bonelli. Visto che la temperatura del dibattito politico nei Verdi è destinata a salire da qui all’Assemblea nazionale, mi sembra il caso di chiarire qui, ancora una volta, le nostre regole. Terra è accessibile a TUTTI i commenti, di tutta la comunità ecologista.

Siamo al bivio: scomparsa o rilancio ecologista

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Marco Boato

VERSO IL CONGRESSO C’è il rischio reale dell’estinzione dei Verdi, di un loro suicidio politico dopo troppi anni in cui sono rimasti confinati nell’ambito dell’estrema sinistra. Un errore culturale, perché sono nati, storicamente, all’insegna della trasversalità.

Verdi italiani, dopo le sciagurate esperienze nella Sinistra arcobaleno alle politiche del 2008 e in Sinistra e libertà alle europee del giugno scorso, si trovano in una situazione al limite della sopravvivenza, al limite di un vero e proprio suicidio, perseguito con una determinazione e una tenacia, meglio una coazione a ripetere, degne davvero di miglior causa. Questa crisi profonda viene da lontano, forse da molto più lontano di quanto ci si immagini nelle piccole polemiche quotidiane.

Sinistra libertà ecologia. Inizia un nuovo percorso

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Fabio Roggiolani

VERSO IL CONGRESSO La mozione “Il nostro futuro”* non è la fine dei Verdi ma un nuovo inizio. Oggi le sedi sono vuote ma possiamo far fruttare l’immenso capitale di idee del Sole che ride che è stato più forte dei limiti e ha cambiato in meglio l’Italia.

Entrai nei Verdi nel 1989, ferveva il dibattito se ci dovessero stare i verdi verdi o anche gli ex comunisti libertari come me, Edo Ronchi o i radicali come Franco Corleone, Adelaide Aglietta e, ahimé, Francesco Rutelli. Ci costrinsero a fare i Verdi Arcobaleno e in quelle elezioni europee le due liste ottennero complessivamente il 6% dei voti. Poi ci riunimmo sotto la Federazione dei Verdi e il simbolo del Sole che ride e dimezzammo subito i voti per poi ondeggiare tra l’1,7% e il 2,3% nei quindici anni successivi.
 

Autonomia ai territori per un nuovo centrosinistra

Gianluca Carrabs

VERSO IL CONGRESSO Un documento che mette al centro le Federazioni regionali affinché elaborino proposte per presentarsi alle elezioni regionali con un soggetto autonomo e contribuire alla nascita di un nuovo Ulivo e un centrosinistra vincente.

Alla vigilia dell’Assemblea nazionale dei Verdi, prevista a Fiuggi per il 9, 10 e 11 ottobre, per il rinnovo degli organismi (Presidente, Esecutivo, Consiglio federale nazionale), si è ritenuto necessario proporre una mozione che riprendesse un metodo di lavoro e di elaborazione politica legata al territorio e non al verticismo politico romano che contraddistingue la tradizione di ogni classico partito.

Il congresso del Sole che ride: da venerdì un confronto decisivo

Damiano Vozzolo

VERDI Presentata l’assemblea nazionale e la mozione “Il nostro futuro”* sostenuta dalla portavoce Francescato.

E’ stata presentata ieri a Roma la mozione “Il nostro futuro”, che a oggi può contare su oltre il 60% dei delegati. Alla conferenza stampa di lancio della trentesima Assemblea nazionale della Federazione dei Verdi, in programma a Fiuggi da venerdì a domenica prossima, hanno preso parte Grazia Francescato, Loredana De Petris, Paolo Cento, Massimo Fundarò, Marco Lion, Fabio Roggiolani, Mimmo Lomelo, Dino Di Palma e Filiberto Zaratti.

Sinistra e libertà, la stella polare è l’ecologia

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Valerio Ceva Grimaldi

PROSPETTIVE L’assemblea nazionale di Napoli fissa le prime fondamenta e delinea il futuro del progetto politico. Accolta la richiesta dei Verdi sulla modifica del simbolo.

Il progetto politico di Sinistra e libertà, dopo l’assemblea nazionale di Napoli, continua e rafforza il suo percorso, puntando sempre più alla centralità dell’ecologismo. Individuando un primo step di organizzazione e un preciso cronoprogramma.

È una svolta obbligata

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Aldo Garzia

POLITICA Tante le incognite che condizionano il futuro della sinistra nazionale. Dall’affermazione di Pierluigi Bersani alla segreteria del Pd, alla tenuta di Sinistra e libertà che il 19 settembre è a Napoli per la prima assemblea nazionale.

Cosa accadrà nel Pd e nella sinistra nei prossimi mesi? Gli occhi sono puntati innanzitutto sull’esito del Congresso del Pd. Se nelle primarie del 25 ottobre fosse eletto segretario Pierluigi Bersani, come tutti gli indicatori fanno prevedere, gli scenari possibili sono due. Il primo prevede che il nuovo segretario, avendo ricollocato il partito a sinistra senza presunte autosufficienze, possa porre il tema delle alleanze al primo posto del suo impegno.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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