attentati

L’Iraq alle urne tra le bombe. Ma i sunniti stavolta votano

Annalena Di Giovanni
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ELEZIONI. Oggi gli iracheni vanno a votare mentre si prepara il ritiro delle truppe statunitensi. L’affluenza, nonostante i nuovi attentati, si preannuncia tutt’altro che bassa. Dall’esito del voto dipende l’assetto del Paese e del Medio Oriente.
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Afghanistan, nuova ondata di attentati nel sud-est del Paese

Paolo Tosatti
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CONFLITTI. Attacchi dinamitardi nelle province dell’Helmand, di Nangarhar, Khost e Zabul. Oltre 10 i morti e più di 20 i feriti. L’ammiraglio Mike Mullen, capo di Stato maggiore americano, spiega che i tempi dell’offensiva alleata si vanno allungando.

Mille soldati morti in otto anni di guerra. Questo il tragico bilancio dell’intervento militare americano in Afghanistan. A rivelarlo è il sito Icasualties.org, che ha pubblicato ieri una statistica dei decessi dei combattenti statunitensi dall’inizio del conflitto, nel 2001, ai giorni nostri. Nei primi due mesi dell’anno sono stati 54 i militari Usa a perdere la vita, portando il totale alla cifra tonda di mille uomini.

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Iraq, ancora violenze e morti. L'ombra del terrore sul voto

Annalena Di Giovanni
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ELEZIONI. Baghdad continua a essere teatro di drammatici attentati. Solo ieri 18 morti ma il bilancio è ancora provvisorio. Un avvertimento di al Qaeda, secondo il governo. E il controllo dei contratti petroliferi provocherà nuove tensioni.

Altri 18 morti, ma il bilancio è ancora provvisorio, a Baghdad. Anche ieri la capitale irachena ha vissuto una giornata di autobombe e terrore. Soltanto lunedì il bilancio dei morti dopo tre attentati in contemporanea era stato di almeno 24 vittime. Un avvertimento di al Qaeda, secondo il Governo di Nouri al Maliki, che ha fatto notare la scelta precisa del luogo degli attentati di lunedì: gli alberghi della zona centrale di Baghdad dove la stampa straniera in genere stabilisce il proprio quartier generale.
 

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Tra guerriglia e sfruttamento. In India è altissima tensione

Bruno Picozzi
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ATTENTATI. Nello Stato di Assam continuano le insurrezioni. Dal 1947 più di 50mila persone hanno perso la vita, decine di migliaia i profughi. Colpa della forte instabilità sociale e della selvaggia aggressione delle multinazionali alle risorse naturali.

Non è un luogo tranquillo dove vivere, l’India. Stato di guerra perenne col Pakistan, dispute di confine con la Cina e una sanguinosa insurrezione maoista che coinvolge 13 dei 29 Stati della Federazione. E inoltre continue agitazioni sociali, lotte interetniche e scontri a sfondo religioso tra cristiani, musulmani e indù.

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Stragi e trattativa ora si riscrive la storia

Pietro Orsatti
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LO SCENARIO. Nuovi dettagli emergono dalle carte consegnate ai pm da Ciancimino. Dove nascono gli attentati e il tentativo di accordo con la politica operato dai boss.

La trattativa fra Cosa nostra e lo Stato è in quel foglio, il famoso o famigerato papello, redatto da Riina, o da qualcuno per lui, e consegnato a Vito Ciancimino da Nino Cinà, già condannato per mafia e oggi sotto processo insieme a Marcello Dell’Utri a Palermo. Dodici richieste secche, scritte a stampatello.

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Kandahar, nuove vittime civili nella roccaforte dei talebani

Alessandro De Pascale
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AFGHANISTAN Gli attentati continuano, di pari passo con l’avanzata dei ribelli. Le nazioni europee e la Nato intanto si incontrano in modo informale per decidere a tavolino il destino del Paese. Ma prima aspettano l’esito delle elezioni.

Ieri, periferia di Kandahar, roccaforte talebana nel sud dell’Afghanistan. Al passaggio di una corriera esplode una mina artigianale. Perdono la vita almeno 30 persone, tra cui 10 bambini e 17 donne. Oltre 40 i feriti. La violenza continua senza sosta. In base alle stime delle Nazioni unite sono più di 1.500 i civili uccisi nel Paese dall’inizio del 2009. Di questi il 68 per cento ha perso la vita in attacchi dei militanti islamici, il 23 in azioni militari. Proprio ieri le forze Isaf hanno dovuto ammettere un altro tragico errore.

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Dell’Utri detta la linea

Vincenzo Mulè
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SCENARI Lodo Alfano e riapertura delle indagini sugli attentati di mafia degli anni 90. Queste le reali preoccupazioni della maggioranza sulle quali l’esecutivo sta per lanciare la vera campagna d’autunno, nascosta da scandali e polemiche.

«Vedremo cosa deciderà la Consulta, ma a prescindere dalla sentenza non ci saranno conseguenze politiche. Berlusconi non passerà la mano, procederà con l’azione di governo. Niente scossoni, niente elezioni anticipate». Parla poco e con giudizio, ma quando lo fa Marcello Dell’Utri lascia il segno. E fa tremare.

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Una terza via di guerra

Dina Galano
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AFGHANISTAN A meno di dieci giorni dalle elezioni presidenziali, il ministro La Russa offre la sua ricetta: «Serve un nuovo codice adatto alle missioni internazionali». Per restare armati in un Paese dove aumentano gli attentati.

Né in pace né in guerra. Per l’intervento militare in Afghanistan occorre una strategia ad hoc, imperniata su norme nuove che regolino tutte le missioni internazionali. Questo è il messaggio inviato dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, a meno di dieci giorni dalle elezioni presidenziali nel Paese mediorientale.

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All’ombra del terrore

Paolo Tosatti
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INDONESIA Nove morti e quarantadue feriti è il bilancio dei due attentati che ieri a Giacarta hanno colpito gli hotel Jw Marriott e Ritz-Carlton. Inquirenti e analisti puntano il dito contro il gruppo musulmano radicale Jemaah Islamiah.

 

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Iraq, nuovi attentati a Sadr city e Tal Afar

Annalena Di Giovanni da Beirut
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MEDIO ORIENTE — Il “ritiro” delle truppe americane lascia il Paese in mano al nuovo esercito regolare. Mentre la violenza sembra tornare ai tragici livelli dell’anno scorso. —

Oltre 40 morti in un giorno, ed è passata poco più di un settimana dal “ritiro” delle truppe americane in Iraq. Un ritiro che è in realtà un ridispiegamento: sono infatti ancora 130mila i soldati statunitensi rimasti al chiuso dei compound militari fuori da Baghdad e dai maggiori centri urbani, probabilmente fino al prossimo settembre, col compito di restare in caserma qualunque cosa succeda.

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