attentati

Quegli agenti deviati

Vincenzo Mulè
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STRAGI. Tre dirigenti di polizia, ancora in servizio, sono indagati dalla procura di Caltanissetta. Facevano parte del gruppo speciale d’indagine “Falcone-Borsellino”. L’accusa: depistaggio. Fari puntati ora sull’Aisi.

Millenovecentonovantadue. Secondo la Corte d’appello di Palermo, che ha condannato tre giorni fa Marcello Dell’Utri a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, questo è un anno che segna uno spartiacque nella storia personale del senatore del Pdl. L’anno però non è uno qualunque. È quello della morte di Falcone e Borsellino.

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Alba di sangue a Bagdad

Annalena Di Giovanni
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IRAQ. Nel caos politico post elettorale, i terroristi tornano a colpire in diverse città oltre alla capitale. Nel mirino un mercato, una moschea e molti posti di blocco. Il bilancio è di oltre 85 morti e almeno 243 feriti.

Almeno 85 morti e 243 feriti nella peggior giornata dell’Iraq post-elettorale, al punto che ancora ieri pomeriggio il conteggio degli attacchi ancora risultava impossibile; sarebbero stati 5 gli attentati dinamitardi a Baghdad – secondo la ricostruzione di al Jazeera, con altre nove sparatorie contro posti di blocco della polizia o dell’esercito iracheno, mentre a Mossul e Falluja altre tre esplosioni facevano sei ulteriori vittime.

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Sei ordigni devastano Baghdad. Oltre 30 i morti

Annalena Di Giovanni
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MEDIO ORIENTE. Cinque attacchi sono stati compiuti con autobombe parcheggiate a Shula, Shukuk e Alawi. Il sesto da un kamikaze che si è fatto esplodere nei pressi della ex sede dell’ambasciata britannica.

Oltre 30 morti, e Al Qaeda come sola pista. Sei le esplosioni, a poca distanza l’una dall’altra; quanto basta per sospettare un’attenta pianificazione. Cinque sono stati compiuti con autobomba parcheggiate a Shula e a Shukuk, nel nord-ovest della città, ma anche ad Alawi, nel centro, e nel quartiere meridionale di Shurta Rabaa.
 

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Peshawar sotto attacco talebano, 30 morti nel Paese

Annalena Di Giovanni
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PAKISTAN. Prima l’assalto al consolato americano nella regione già bombardata dagli Usa, poi le esplosioni nel Nord. La nazione sembra ormai sull’orlo di una guerra civile tra islamisti e governo inesistente.

Una serie di esplosioni e più di trenta morti, il Pakistan sembra ormai ad un passo dalla guerra civile. Ha fatto scalpore l’esplosione di ieri al consolato statunitense di Peshawar. Due veicoli carichi di esplosivo avrebbero forzato l’ingresso della sede diplomatica, per poi detonare di fronte all’edificio. Sette i morti accertati, tutti di nazionalità pachistana. Un grave colpo, viste le misure di sicurezza che il consolato vantava; gli attentatori sembravano certi di dove andare e di come portare a termina la missione.
 

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Kamikaze ancora in azione. Dopo Mosca, colpita Kizliar

Alessio Nannini
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RUSSIA. Doppia esplosione nella città del Daghestan, a pochi chilometri dal confine con la Cecenia. Dodici i morti, tra cui il capo della polizia locale. Il governo si prepara a inviare nel Caucaso del nord i “treni da guerra”.

Altre due bombe, questa volta a Kizliar, nella repubblica di Daghestan, collegabili probabilmente con gli attentati di lunedì mattina nella metropolitana di Mosca. Dodici i morti, ventitré i feriti; ma il bilancio è parziale e ancora impreciso: i servizi di sicurezza hanno dapprima diffuso una nota nella quale identificavano le vittime in due poliziotti. Successivamente Rashid Nurgalev, il ministro degli Esteri russo, ha riferito dinamica e dettagli.
 

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I giorni difficili della Grecia, tra bombe e crisi economica

Annalena Di Giovanni
EUROPA. Quello di domenica è stato soltanto l’ultimo di una serie di attentati dinamitardi. Il Paese si agita nell’incertezza incalzato dagli ultimatum dell’Unione europea. Crescono scontento e paura.

Sono giorni di rabbia e incertezza in Grecia. A fare le spese dell’ultimo attentato dinamitardo ad Atene, domenica, è stato un quindicenne afgano (la Grecia è il primo Paese d’approdo per chi fugge dall’est) che passava di fronte al centro di addestramento per pubblici ufficiali. Ferite anche la madre e la sorellina, nessuna rivnedicazione. Difficile capire chi sia il mandante, quale l’intento, e che cosa stia succedendo in Grecia.
 

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L’Iraq alle urne tra le bombe. Ma i sunniti stavolta votano

Annalena Di Giovanni
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ELEZIONI. Oggi gli iracheni vanno a votare mentre si prepara il ritiro delle truppe statunitensi. L’affluenza, nonostante i nuovi attentati, si preannuncia tutt’altro che bassa. Dall’esito del voto dipende l’assetto del Paese e del Medio Oriente.
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Afghanistan, nuova ondata di attentati nel sud-est del Paese

Paolo Tosatti
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CONFLITTI. Attacchi dinamitardi nelle province dell’Helmand, di Nangarhar, Khost e Zabul. Oltre 10 i morti e più di 20 i feriti. L’ammiraglio Mike Mullen, capo di Stato maggiore americano, spiega che i tempi dell’offensiva alleata si vanno allungando.

Mille soldati morti in otto anni di guerra. Questo il tragico bilancio dell’intervento militare americano in Afghanistan. A rivelarlo è il sito Icasualties.org, che ha pubblicato ieri una statistica dei decessi dei combattenti statunitensi dall’inizio del conflitto, nel 2001, ai giorni nostri. Nei primi due mesi dell’anno sono stati 54 i militari Usa a perdere la vita, portando il totale alla cifra tonda di mille uomini.

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Iraq, ancora violenze e morti. L'ombra del terrore sul voto

Annalena Di Giovanni
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ELEZIONI. Baghdad continua a essere teatro di drammatici attentati. Solo ieri 18 morti ma il bilancio è ancora provvisorio. Un avvertimento di al Qaeda, secondo il governo. E il controllo dei contratti petroliferi provocherà nuove tensioni.

Altri 18 morti, ma il bilancio è ancora provvisorio, a Baghdad. Anche ieri la capitale irachena ha vissuto una giornata di autobombe e terrore. Soltanto lunedì il bilancio dei morti dopo tre attentati in contemporanea era stato di almeno 24 vittime. Un avvertimento di al Qaeda, secondo il Governo di Nouri al Maliki, che ha fatto notare la scelta precisa del luogo degli attentati di lunedì: gli alberghi della zona centrale di Baghdad dove la stampa straniera in genere stabilisce il proprio quartier generale.
 

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Tra guerriglia e sfruttamento. In India è altissima tensione

Bruno Picozzi
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ATTENTATI. Nello Stato di Assam continuano le insurrezioni. Dal 1947 più di 50mila persone hanno perso la vita, decine di migliaia i profughi. Colpa della forte instabilità sociale e della selvaggia aggressione delle multinazionali alle risorse naturali.

Non è un luogo tranquillo dove vivere, l’India. Stato di guerra perenne col Pakistan, dispute di confine con la Cina e una sanguinosa insurrezione maoista che coinvolge 13 dei 29 Stati della Federazione. E inoltre continue agitazioni sociali, lotte interetniche e scontri a sfondo religioso tra cristiani, musulmani e indù.

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