Dietro il complotto lo scontro tra l’Iran e l’Arabia Saudita

800px-Embassy_of_Saudi_Arabia,_Washington,_D.C..jpg
Gianna Pontecorboli

ANALISI. La rivelazione di un possibile attentato contro l’ambasciatore di Riad a Washington svela le rivalità tra i Saud e gli Ayatollah, dalla produzione di petrolio al controllo geopolitico regionale.

Quando la Casa Bianca ha annunciato nei giorni scorsi il complotto contro l’ambasciatore dell’Arabia Saudita a Washington e contro le ambasciate saudita e israeliana, molti esperti americani in questioni iraniane non hanno nascosto il loro scetticismo. Nella storia che il Dipartimento di Stato e lo stesso Obama hanno raccontato, hanno osservato, ci sono molti elementi che non quadrano, a cominciare dalla scelta di un semisconosciuto e lontano gruppo di trafficanti di droga, per di più cattolici, per portare a termine il piano.

La maledizione dell’11/9

sadliberty.jpg
Luca Bonaccorsi

MERCATI. L’attentato alle Torri Gemelle scatenò la decisione di azzerare i tassi americani. Soldi gratis per tutti. E prodotti finanziari carta straccia. Ancora paghiamo la “liquidità infinita”.

L’11 settembre del 2001 causò più di un torcicollo nella sala operativa europea di Bnp Paribas. La televisione era appesa al soffitto, come al solito, ma stava alle spalle dei trader di bond. Davanti a loro c’erano i monitor. Ma era impossibile guardare gli schermi per seguire i mercati che crollavano (e il lavoro che si volatilizzava) senza voler allo stesso tempo guardare attoniti le immagini delle torri che si sbriciolavano, cancellando migliaia di vite.

Bomba fa strage a New Delhi. Torna lo spettro di Mumbay

MNB_SRequestManager.exe_.jpg
Salvo Secondini

TERRORISMO. Strage davanti a un grande complesso giudiziario della capitale. Un gruppo radicale con base in Pakistan rivendica l’attentato. Subito condannato da Islamabad.

Il primo ministro Manmohan Singh l’ha definito “un atto di codardia” aggiungendo che l’India “non si piegherà al terrorismo”. Gli ha fatto eco il ministro degli Interni dell’Unione Chidambaram che ha subito condannato l’attentato come atto terroristico. E dal canto suo il presidente pachistano Asif Ali Zardari e il primo ministro Yousuf Raza Gilani hanno immediatamente condannato quanto avvenuto ieri a New Delhi.

Anti islamico e di destra. Il ritratto dell’assassino

strage-norvegia-anders-behrin-breivik-300x300.jpg
Alessio Nannini

FOCUS. Si chiama Anders Behrin Breivik e viveva nei boschi a 150 km dal luogo del massacro. Iscritto in passato al partito nazionalista norvegese, risulta da anni affiliato a una loggia massonica.

Adesso che le foto di Anders Behrin Breivik appaiono sui giornali e nei siti internet, si cerca la spiegazione del più folle dei gesti attraverso i lineamenti e il modo di apparire di questo trentaduenne residente nelle campagne della capitale norvegese.

Scontri armati a Kabul. Nuove tensioni dopo l'attentato di Mazar el Sharif

02ok.jpg
Luca Bonaccorsi da Kabul

AFGHANISTAN. Sono 12 le vittime, tra cui almeno 7 membri stranieri dello staff Onu, dell’assalto alla sede delle Nazioni Unite di Mazar el Sharif, città dell’Afghanistan del nord.

Notizie di scontri armati alla periferia di Kabul in Jalalabad road circolano da stamattina a Kabul. Gli spostamenti in città sono divenuti più difficili e elicotteri militari hanno sorvolato la città più volte. Gli scontri, di cui ancora non si conoscono i dettagli, confermerebbero le impressioni di ieri, dopo l'attentato alla sede Onu di Mazar el Sharif, che le manifestazioni di Mazar, Herat e Kabul fossero in qualche maniera collegate.

Attentato all’aeroporto. Il kamikaze era un uomo

05.jpg
Susan Dabbous

RUSSIA. Dopo l’esplosione di lunedì che ha provocato 35 morti, la procura russa ha aperto un’indagine su presunte violazioni della sicurezza dello scalo moscovita di Domodedovo.

«Staneremo i responsabili e il castigo sarà inevitabile». Il premier russo Vladimir Putin dà ancora una volta una risposta muscolare al terrorismo. Con lo stesso linguaggio in passato disse: «I terroristi saranno annientati». La Russia non deve mostrare di aver paura. Ma intanto la pista caucasica acquista sempre più peso nelle indagini sull’esplosione avvenuta lunedì scorso all’aeroporto di Mosca Domodedovo, in cui sono morte 35 persone e altre 168 sono rimaste ferite.  

Mosca, attentato all’aeroporto. Oltre 30 morti, centinaia i feriti

06OK.jpg
Alessandro De Pascale

RUSSIA. L’attacco suicida è avvenuto al Domodedovo, il principale scalo del Paese. I ribelli del Caucaso avevano più volte promesso di attaccare la capitale. Stato di allerta in tutta la Federazione.

In Italia erano le 14:40 quando l’aeroporto Domodedovo di Mosca è stato interessato da una forte esplosione. Tutta la zona è stata invasa dal fumo, la gente è scappata attraverso le uscite di sicurezza, lo scalo è stato immediatamente chiuso e sul posto è iniziato il via vai di ambulanze e polizia. Fonti locali parlano di almeno 31 morti e 130 feriti, di cui venti in condizioni gravi, per quello che al momento ha tutte caratteristiche di un attentato suicida, forse organizzato dai separatisti del Caucaso settentrionale.

Attentati ed estrema destra, la Svezia si scopre infelix

23.jpg
Alessandro Bassini da Stoccolma

MONDO. Lo scorso 11 dicembre il centro di Stoccolma è stato colpito da un’azione dei fondamentalisti islamici che poteva fare una strage. È l’ultimo episodio che indica il processo di omologazione in corso nella realtà svedese rispetto al modello socialdemocratico dei decenni passati. Nelle elezioni politiche di settembre 2010 c’è stato anche l’ingresso in Parlamento di un partito xenofobo. I socialdemocratici restano in crisi d’identità come il loro Paese.

L’attentato suicida che la sera dell’11 dicembre 2010 ha scosso il centro di Stoccolma resterà senza dubbio nella coscienza collettiva svedese come il segno più devastante della crisi d’identità che da tempo agita il Paese. Quella sera in molti, scorrendo i primi dispacci d’agenzia che cominciavano ad apparire sulle pagine on-line dei quotidiani, devono aver avuto la sensazione di leggere il risvolto di copertina di un nuovo giallo di Henning Mankell.
 

Attentato kamikaze nella moschea di Chabahar

07.jpg
Annalena Di Giovanni

IRAN. L’attacco è avvenuto nella mattina contro una folla di fedeli sciiti che stava celebrando la festa religiosa dell’Ashura. Almeno 41 i morti e 50 i feriti. Il gruppo armato sunnita Jundallah rivendica l’azione.

E' stata subito caccia al complotto ieri in Iran, quando si è diffusa la notizia del massacro portato a termine da tre kamikaze infiltratisi durante le preghiera del mattino nel sud-est del Paese, il Sistan-Balucistan.

Baghdad, strage di cristiani. La convivenza è impossibile

04.jpg
Annalena Di Giovanni

IRAQ. Fanno irruzione dentro una chiesa durante la messa e prendono i fedeli in ostaggio. Poi l’arrivo della polizia che uccide i terroristi ma muoiono anche i civili. Sono 52 le vittime di un massacro dai contorni oscuri.

Ci sarebbe l’ombra della questione copta in Egitto dietro al massacro di domenica scorsa che ha provocato la morte di 52 persone, fra attentatori e civili, durante un blitz di uomini armati nella chiesa siriaco-cattolica di Karrada, a Baghdad, durante la messa.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31
OpinioneIl precariato nella tragedia della Concordia
da pietro ancona
 - 15/01/2012 - 12:29