Venezia chiama la nuova Bosnia

Picture3 017.jpg
Davide Carnemolla (Terra Nord Est)

INIZIATIVE. Da diversi anni il capoluogo veneto organizza iniziative e scambi culturali tra giovani attivisti italiani e bosniaci.

«Srebrenica non è una tragedia bosniaca, o balcanica, o europea. Srebrenica è una tragedia dell’umanità. È la tragedia». Così l’attrice Roberta Biagiarelli definisce il genocidio dei musulmani avvenuto nel luglio 1995 nella città balcanica. Più di 10mila “bosniacchi” (bosniaci musulmani) massacrati dalle truppe serbe. Il più grande stermino dalla fine della Seconda guerra mondiale. Oggi Srebrenica ha appena 3.000 abitanti, sia serbi che musulmani.

«Basta lacrimogeni». No Tav, prove di dialogo

MNB_SRequestManager.exe1_.jpg
Rossella Anitori

PROTESTE. Gli attivisti del movimento contro l’alta velocità denunciano il sistematico ricorso al gas da parte delle forze dell’ordine. Ieri organizzato un presidio informativo presso la Italcoge.

Bossoli di lacrimogeni. Sono i “prodotti tipici” della Val Susa che gli attivisti del movimento No Tav hanno portato ieri al mercato per denunciarne l’uso quotidiano da parte delle forze dell’ordine per disperdere i manifestanti. Uomini, donne e bambini che frequentano abitualmente il campeggio e partecipano alle iniziative di protesta. Gente che non si rassegna e continua ad opporsi con determinazione alla linea ferroviaria Torino-Lione.

Anonymous, poco criminali molto attivisti

aMNB_SRequestManager2.exe_.jpg
Pierpaolo De Lauro

WEB. Un’operazione della polizia delle comunicazioni porta al fermo di alcuni hacker. Per le forze dell’ordine preso il capo degli anonimi italiani.

L'operazione è scattata all’alba col nome altisonante di “Secure Italy”. L’obiettivo era noto da tempo: la rete di hacker Anonymous. Era da mesi che il Cnaip, il Centro nazionale anticrimine informatico, gli stava alle calcagna. La rete di hacker, divenuta famosa in tutto il mondo dopo l’appoggio a Julian Assange, era la stessa che nei giorni scorsi aveva bloccato il sito della camera dei deputati e dell’Agcom.

«Niente paura, noi butteremo giù le reti»

notav.jpg
Luca Tornatore

OPINIONI. Tra gli attivisti che hanno tentato l’occupazione del cantiere montano resta la determinazione nel riconquistare fisicamente il territorio. Ecco una testimonianza.

Reti e blindati. Perimetri escludenti, recinzioni potenti, truppe indifferenti. È questo il “cuore dello stato” che abbiamo visto in Val di Susa, nella libera Repubblica della Maddalena. Un cuore imposto con un trapianto a torace aperto, lacerato dalle ferite di assalti brutali e senza altro significato che quello di fermare il cuore vivo e pulsante della Libera Repubblica. Libera lei, liberi noi tutt@.

Israele contro l’inchiesta

Annalena Di Giovanni

GIUSTIZIA. Per i legali delle Ong israeliane non è più possibile indagare dopo l’espulsione di massa degli attivisti. Inoltre il governo sta studiando una legge che impedisce alle Ong di collaborare a indagini internazionali.

Per fortuna l’inchiesta si farà lo stesso, nonostante la decisione del nostro paese di schierarsi con chi non vuole piena luce su questo massacro in acque internazionali», ha commentato ieri il presidente dei Verdi Angelo Bonelli dopo il voto italiano contro la commissione d’inchiesta internazionale chiesta dal Consiglio dei Diritti Umani Onu sul blitz israeliano contro la Freedom Flotilla.

Israele ora cancella le tracce

02OK.jpg
Annalena Di Giovanni

DIRITTI. Le Ong israeliane denunciano violazioni gravissime: «Rilascio? Qui stanno deportando le persone come criminali. Alcuni sono stati processati in ebraico e senza difesa. Stanno sparendo tutte le prove dei reati».

«Non li stanno liberando, è diverso. Li stanno deportando come chi ha commesso un crimine, condannandoli prima ancora di garantire loro la possibilità di difendersi in un regolare processo», denunciava ieri a Terra l’avvocato israeliano Gaby Rubin, parlando delle centinaia di attivisti della Freedom Flotilla espulsi ieri da Israele. «Stanno cercando di chiudere il caso, di liberarsi di questo pasticcio diplomatico il più in fretta possibile.

Dopo l’aggressione il sequestro

02.jpg
Annalena Di Giovanni

PALESTINA. Ancora nessuna notizia sulle condizioni di salute degli attivisti detenuti illegalmente dalle autorità israeliane. Non è possibile avere neanche la lista delle persone morte durante l’attacco di lunedì.

Battaglia navale per le balene

Diego Carmignani

CACCIA. Duri scontri nella acque antartiche tra le baleniere giapponesi e gli eco-pirati della Sea Shepard. Marinai feriti, imbarcazioni speronate e aspri botta e risposta diplomatici. Grazie agli attivisti, da dieci giorni non vengono uccisi esemplari.

Nei mari antartici, la caccia alle balene da qualche giorno si è trasformata in una caccia alle baleniere. Tra gli attivisti che difendono i cetacei e i cacciatori giapponesi è in atto un’epica battaglia navale senza esclusione di colpi, con danni, feriti e conseguenti botta e risposta diplomatici.

Le strade dell’anti G8 per la non violenza

g8-ansa.png
Vincenzo Mulè

IDENTITE'- LIBERTE' - MANIFESTAZIONE
— Ieri prove tecniche di guerriglia pacifista, oggi un grande corteo percorre la Capitale. Si chiedono nuove trasformazioni sociali contro il razzismo di Stato. —

Due simboli. Un unico obiettivo: contestare il pacchetto sicurezza varato dal governo italiano.
Nabruka Mimuni è il nome della donna che si è tolta la vita nella notte tra il 6 e il 7 maggio nel Centro identificazione ed espulsione (Cie) di Ponte Galeria, alle porte di Roma. Nella stessa notte 227 persone venivano respinte verso la Libia, inaugurando la linea dura del ministro Maroni sui respingimenti in mare.

Alla riconquista del verde in città

AMB.png
Rosanna Calabrò

TENDENZE
— Si agisce di notte piantando semi per far rifiorire le metropoli grigie e maltrattate. È il Guerrilla gardening, il movimento che da anni fa rivivere le aiuole da New York a Milano. —

Lo chiamano giardinaggio politico, e da alcuni anni è diffuso anche in Italia, soprattutto a Milano e a Torino. Gruppi di attivisti, amanti del verde e delle piante, persone capaci di coinvolgere comunità intere, con la voglia di riappropriarsi di spazi erbosi, colorare e migliorare le proprie città.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31