Giappone indietro tutta. Le baleniere fanno rientro

16b.jpg
Alessio Nannini

AMBIENTE. La flotta nipponica lascia le acque antartiche e abbandona la caccia alle balene. Una vittoria per gli attivisti di Sea Shepherd, che da anni combattono la mattanza di cetacei. Dietro la decisione, anche la crisi del mercato della carne.

Il Giappone ha deciso di ritirare la sua flotta di baleniere dalle acque antartiche. Tatsuya Nakaoku, un funzionario dell’Agenzia della pesca nipponica, ha così riferito ieri alla stampa: «La nave Nisshin Maru ha sospeso le operazioni a partire dal 10 febbraio per motivi di sicurezza e stiamo studiando la situazione, non escludendo la possibilità di fermare la missione prematuramente».

Caccia alle balene, contro il Giappone c’è Godzilla

05.jpg
Bruno Picozzi

NUOVA ZELANDA. Ricomincia la stagione della mattanza nell’Antartico, gli animalisti della Sea Shepherd pattugliano le acque per bloccare le baleniere nipponiche intercettate da un nuovo battello.

Pastori contro predatori, nelle acque dell’Antartico è ricominciata la guerra. Da un lato Steve Irwin e Bob Barker, le imbarcazioni in dotazione agli animalisti di Sea Shepherd, i “pastori del mare”. Al loro fianco un elicottero e il trimarano supertecnologico da 4 milioni di dollari Godzilla, che nel 1998 fu primatista del mondo di circumnavigazione del pianeta a biodiesel.

Balene, obiettivo meno mille. Tokyo dà il via alla mattanza

Simone Celli

GIAPPONE. La “caccia scientifica” dei nipponici è alle porte con l’arrivo dell’estate australe. Gli animalisti: «Per la legge internazionale è illegale». L’Australia denuncia il Paese alla Corte internazionale di giustizia.

Per loro l’estate australe è sinonimo di morte. Le balene dell’Oceano meridionale, minacciate dalla riapertura della caccia da parte delle flotte giapponesi, pronte a “profanare” il santuario marino che costeggia l’Antartide per ben 50 chilometri quadrati. Arpioni puntati contro i grandi cetacei, fino a toccare quota mille. Sembra la descrizione di un gioco come tanti, fatto di missioni e di punteggi. In realtà è l’obiettivo del Sol Levante: abbattere un migliaio di balene, suddivise in tre specie.

Una tassa sul binocolo per salvare le balene

07.jpg
Bruno Picozzi

GIAPPONE. L’accademico australiano Clevo Wilson vorrebbe tassare i whale watchers, gli osservatori di cetacei, con un’imposta di 5 dollari per incentivare l’abolizione della caccia. E la proposta fa discutere.

I cetacei, la caccia e la salvaguardia dell’ambiente. Se c’è un soggetto sul quale sembra impossibile mettersi d’accordo, è questo. I giapponesi, e non solo loro, danno la caccia alle balene e ai delfini in base a ragioni culturali, storiche ed economiche. Gli ambientalisti gridano alla barbarie invocando l’intelligenza delle specie, il pericolo di estinzione e la violenza dei sistemi di caccia. La discussione a tutt’oggi è un dialogo tra sordi.
 

La settimana della balena

04.jpg
Lanfranco Sbardella

CAMPAGNA. Aperti in Marocco i lavori della Commissione baleniera internazionale. Si teme che le lobby della caccia abbiano il sopravvento. Il Sunday Times denuncia: rischio corruzione e compravendita di voti.

Si apre con un punto interrogativo la 62esima riunione della Commissione Baleniera Internazionale (IWC) apertasi ieri ad Agadir, in Marocco: c’è il forte rischio, infatti, che l’esito della votazione del documento finale possa essere influenzato da tentativi di corruzione e compravendita di voti.

Balene ancora a rischio

balene.jpg
Paolo Tosatti

AMBIENTE. Al via domani ad Agadir il vertice della Commissione baleniera internazionale. Il no di Australia, Nuova Zelanda e tutto il mondo ambientalista alla proposta per legalizzare la pesca.

«Achab e l’angoscia giacquero coricati insieme nella stessa branda». Le parole usate da Herman Melville in Moby Dick per descrive l’ansia che non lasciava riposare il capitano del Pequod, ossessionato dal bisogno di trovare e uccidere la grande balena bianca, si prestano bene a descrivere il clima di inquietudine e apprensione con cui il mondo dell’ambientalismo guarda al vertice della Commissione baleniera internazionale (Iwc), che apre i suoi lavori domani ad Agadir, in Marocco. 
 

Leader della Sea Shepherd agli arresti. Mossa mediatica di Tokyo

pesca.jpg
Diego Carmignani

CACCIA. Come promesso dal Giappone, Pete Bethune, comandante degli attivisti che si battono per fermare le stragi di cetacei da parte delle navi baleniere, è stato condotto prigioniero sulla terra ferma. L’accusa è di “imbarco illegale”.

Gli eco-pirati della Sea Shepherd sono da 30 anni l’incubo delle baleniere giapponesi. Battendo bandiera Jolly Roger, compiono atti di sabotaggio al confine della legalità pur di bloccare le mattanze di cetacei e, nella loro ottica, la parola “impresa” significa garantire che il sangue non venga versato, ma anche ottenere cicatrici di guerra, sanzioni e visibilità mediatica.

Caccia alle balene, verso la revoca parziale del bando

balene.jpg
Bruno Picozzi

MATTANZA. La Commissione internazionale sarebbe orientata a introdurre limiti più stringenti alle «attività di ricerca scientifica» per ridurre il numero dei cetacei uccisi ogni anno. Intanto tra Giappone e Australia è scontro diplomatico.

La Commissione internazionale baleniera potrebbe revocare parzialmente la messa al bando della caccia approvato nel 1986 ponendo però dei limiti più stringenti alle cosiddette “attività di ricerca scientifica” condotte da Giappone, Norvegia e Finlandia, responsabile della morte di circa 3mila cetacei ogni anno.
 

Battaglia navale per le balene

Diego Carmignani

CACCIA. Duri scontri nella acque antartiche tra le baleniere giapponesi e gli eco-pirati della Sea Shepard. Marinai feriti, imbarcazioni speronate e aspri botta e risposta diplomatici. Grazie agli attivisti, da dieci giorni non vengono uccisi esemplari.

Nei mari antartici, la caccia alle balene da qualche giorno si è trasformata in una caccia alle baleniere. Tra gli attivisti che difendono i cetacei e i cacciatori giapponesi è in atto un’epica battaglia navale senza esclusione di colpi, con danni, feriti e conseguenti botta e risposta diplomatici.

Ancora una strage di balene in Nuova Zelanda

BALENE.jpg
Assunta Gammardella

ESTINZIONE. Centinaia di cetacei spiaggiati nonostante i tentativi da parte di volontari e marina di salvarli. Non si conoscono ancora nel dettaglio le cause.

Circa 126 balene sono state ritrovate in fin di vita, lo scorso fine settimana, sulle spiagge della Nuova Zelanda, nonostante gli sforzi compiuti dalle autorità locali per salvarle. 105 balene pilota sono arenate sabato sulla zona a ovest dell’isola del Sud, a Farewall Spit. I corpi di altri 21 cetacei, invece, sono stati recuperati domenica sulla costa est dell’arcipelago del Nord.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31
OpinioneIl precariato nella tragedia della Concordia
da pietro ancona
 - 15/01/2012 - 12:29