Fini-Lega, rissa poco onorevole

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Mariachiara Ricciuti

POLITICA. Scontro in Aula dopo le parole del leader Fli sulla moglie di Bossi «baby pensionata». I deputati del Carroccio chiedono le dimissioni.

Chi pensava che la riforma delle pensioni potesse scatenare una rissa all’interno del governo, si sbagliava. La rissa c’è stata sì, ma in Parlamento. E se tutto si è concluso solo con minacce e spintoni e nulla di più, è stato grazie all’intervento dei solerti commessi della Camera, accorsi a separare i deputati che stavano per darsela di santa ragione.

Un governo agli sgoccioli

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Aldo Garzia

CRISI. Dalla telefonata a Ballarò, all’invito a Casini sull’appoggio esterno per concludere con la richiesta di dimissioni a Gianfranco Fini. Il premier arranca in difesa e prova a giocare l’ultima carta: la piazza.

Martedì sera Silvio Berlusconi sta vedendo Ballarò. Si discute dell’emergenza rifiuti a Napoli. Il premier alza il telefono e chiama in diretta, come ha fatto altre volte ma come non verrebbe mai in mente di fare ad Angela Merkel, Nicolas Sarkozy o a Luis Rodriguez Zapatero. Non è una prassi democratica, indica piuttosto l’attitudine all’intimidazione. «Siete prepotenti e mistificatori, le promesse fatte sono state mantenute». Berlusconi si riferisce al passato.

Cadute di stile

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Pierpaolo De Lauro

IL SOPRABITO. Massimo D’Alema a Ballarò perde le staffe e manda a quel paese Alessandro Sallusti de Il Giornale. Finalmente qualcosa di sinistra? No, semplice volgarità.

E' l’ora della telerissa e finalmente Massimo D’Alema qualcosa l’ha detta, seppur non di sinistra come auspicava Nanni Moretti in Aprile. Quel “Vada a farsi fottere”, a dir la verità dal sapore vagamente leghista nei modi, urlato dalle poltrone di Ballarò all’indirizzo di Alessandro Sallusti, vicedirettore de Il Giornale, è del tutto inedito. Mai il lider Maximo del Partito democratico aveva osato tanto, mai si era esposto in questo modo.

Annozero. Ballarò: 3 a 1

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Betta Salandra

TELEVISIONE. Iconograficamente interessante la battaglia delle bionde: la De Gregorio per la sinistra e la Ravetto per la destra. Egualmente impreparate.

Dopo la sbornia elettorale sono tornati i talk show tanto odiati dal premier, Annozero e Ballarò, e la crisi economica si è riguadagnata la prima serata. Il problema è che con la crisi bisogna parlare d’economia. E sull’economia, si sa, è facile scivolare. I due talk show, così diversi per impostazione e conduzione, questa settimana affrontavano lo stesso tema e il paragone è d’obbligo.

Gli sciuscià del potere

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Alessio Nannini

INFORMAZIONE Salta la prima puntata di “Ballarò” perché sul primo canale deve andare lo speciale di “Porta a Porta” su L’Aquila, con ospite in studio Berlusconi.

Strano Paese il nostro. Nella settimana di unanime cordoglio per la morte del più longevo presentatore televisivo, il servizio pubblico fornisce altro materiale per far parlare male di sé. Il caso: la prima puntata di “Ballarò”, da tempo fissata per il 15 settembre, salterà perché sul primo canale deve andare lo speciale di “Porta a Porta” su L’Aquila, con ospite in studio Berlusconi.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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