Nuovo bluff di Assad. Ennesimo venerdì di sangue

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Susan Dabbous

SIRIA. Dopo l’annuncio della fine delle operazioni militari l’esercito ha riaperto il fuoco contro i civili. Represse le manifestazioni pro democrazia dopo la preghiera, almeno 15 i morti in più città.

Io aveva promesso al telefono al segretario delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, mercoledì scorso, prima di annunciarlo attraverso la televisione di Stato: operazioni militari finite. Con tanto di carri armati che se ne andavano via dalla città tribale di Deir al Zor, al confine con l’Iraq, con soldati festosi accolti da una folla di abitanti muniti di foto del presidente Bashar al Assad. Stesso scenario anche a Latakia la città sulla costa dove solo tre giorni fa si contavano una trenitna di morti sopo l’offensiva iniziata domenica scorsa.

«Stop al massacro in Siria». Obama pensa a più sanzioni

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Emanuele Bompan

STATI UNITI. Con oltre tremila civili morti dall’inizio delle proteste, Oltreoceano i Repubblicani propongono di eliminare politicamente Assad per ridurre l’influenza iraniana. Cauta la Casa Bianca.

Peggiora la situazione in Siria e aumentano le pressioni sulla Casa Bianca affinché prenda una posizione più forte sui massacri. Così, di risposta, il Dipartimento di Stato Usa ha deciso di inasprire le sanzioni economiche contro Damasco. Il portavoce della Casa Bianca, Jim Carney, ha dichiarato poi che gli Stati Uniti stanno collaborando con una nutrita schiera di Paesi per indurre il presidente siriano Bashar al-Assad «a porre fine al massacro della sua gente».

Panico sui mercati. Si vende tutto, ovunque

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Luca Bonaccorsi

FINANZA. Non convince Berlusconi, nè Trichet, nè Obama. L’incertezza vince e il “liquidation selling” si estende dalle banche alle aziende industriali. In attesa della prossima recessione.

Ma chi l’ha detto che i mercati non scelgono i governi? Perché stavolta i mercati hanno scelto, eccome. Era stato troppo facile ieri prevedere che il discorso di Berlusconi avrebbe avuto ricadute disastrose. Dire alla comunità mondiale degli investitori “non avete capito” è uno degli errori più marchiani, grossolani, che si potevano fare. Tanto si gonfiò, il rospo, che scoppiò. E i mercati ieri hanno risposto: «Sei tu che non hai capito bene».

Usa, alla fine c’è l’accordo. Scongiurato il default

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Emanuele Bompan

ECONOMIA. Il presidente Obama annuncia il deal sul debito. L’intesa però lascia scontenti democratici e repubblicani. Soddisfatto invece il Tea party, che blocca qualsiasi incremento fiscale.

Deal, accordo. È la parola magica che ha messo fine all’incubo default Usa. «Mancano ancora delle importanti votazioni al Congresso, ma voglio annunciare che i leader dei due partiti, nelle due Camere, hanno raggiunto un accordo che ridurrà il deficit ed eviterà il default», ha dichiarato domenica in serata Obama.

Usa, conto alla rovescia per scongiurare il default

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Emanuele Bompan

ECONOMIA. A due giorni dalla dead-line di martedì, il Congresso è ancora lontano da un accordo sull’innalzamento del tetto del debito pubblico. In caso di stallo, Obama potrebbe agire d’imperio.

Mancano 2 giorni, e ancora non c’è un accordo definitivo per aumentare il tetto del debito pubblico Usa. Venerdì lo speaker repubblicano John Boehner, dopo numerosi tentativi, ha trovato in tarda serata i voti necessari per far passare alla Camera il piano da lui ideato, alternativo alla strategia Obama. Un testo, come previsto, dalla vita breve. Due ore dopo il Senato, controllato dai democratici, lo ha respinto, 59-41. Ieri è stato il turno del senatore democratico e leader Henry Reid, che ha tempo fino a domani mattina per arrivare al voto finale.

Ricerca sulle staminali arrivano i dollari

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Federico Tulli

SALUTE. Via libera definitivo della corte federale Usa al decreto di Obama del 2009. I progetti che si occupano dello studio sulle cellule embrionali possono di nuovo accedere ai fondi federali.

E' la notizia che tutta la comunità scientifica impegnata nella ricerca di cure per le malattie genetiche stava aspettando. Le linee guida della ricerca sulle cellule staminali embrionali umane, emanate dal National Institutes of Health - Nih, l’agenzia nazionale responsabile per la ricerca medica negli Stati Uniti - non violano alcuna legge e possono ricevere fondi pubblici.

Curiosity alla conquista del pianeta rosso

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Federico Tulli

ASTRONOMIA. Progetto della Nasa per arrivare su Marte con una missione umana entro il 2035. Prima tappa di avvicinamento, l’esplorazione di un cratere ad opera della sonda che partirà in ottobre.

Alle spalle lo Shuttle e i suoi 30 anni di voli che hanno segnato la storia dell’esplorazione umana dello spazio, all’orizzonte le missioni umane su un asteroide entro il 2025 e su Marte verso la metà del decennio successivo. Le nuove frontiere della Nasa hanno già ricevuto l’imprimatur del presidente Usa, Barack Obama. Obiettivo, confermare (o escludere) la presenza di forme di vita su corpi celesti diverso dal nostro. L’America, insomma, non smetterà di esplorare.

Debito Usa, parte il conto alla rovescia per evitare il default

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Emanuele Bompan

MERCATI. Non ancora raggiunto l’accordo tra democratici e repubblicani per alzare il tetto legale del debito pubblico. Il nodo resta il rifiuto della destra all’abolizione degli sgravi fiscali per i ricchi.

E' iniziata la settimana finale dello scontro totale tra democratici e repubblicani per aumentare il tetto del debito pubblico americano. Ieri a Capitol Hill sono proseguite le discussioni sull’economia dopo che venerdì lo Speaker of the House John Boehner si era allontanato dal tavolo dei negoziati, sbattendo la porta rumorosamente. Poco gradita la proposta in extremis del Presidente Obama di aggiungere 400 miliardi in nuove entrate.

Obama: «Troviamo un accordo per evitare l’Armageddon»

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Paolo Tosatti

CRISI. Il presidente Usa pressa i Repubblicani per raggiungere un’intesa e scongiurare il default del 2 agosto. L’obiettivo del leader è aumentare il tetto del debito di almeno 4mila miliardi di dollari.

Oltre la catastrofe. Siamo a un passo dalla Geenna, dall’Apocalisse, dall’Armageddon. L’inferno finale di fuoco e di zolfo del default è dietro l’angolo e se non si raggiunge subito un accordo sull’innalzamento del tetto del debito, il 2 agosto gli Stati Uniti d’America perderanno la propria credibilità finanziaria nei mercati di tutto il mondo. Sono scenari biblici quelli che ha evocato ieri Barack Obama durante il suo discorso del sabato alla nazione.

Deficit, continua lo stallo. Obama è a rischio default

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Emanuele Bompan

STATI UNITI. Il presidente preme per alzare il tetto del debito oltre i 14,3 miliardi di dollari, ma i Repubblicani non ci stanno. Il segretario del Tesoro: «Il fallimento dei negoziati non è un’opzione».

Prosegue a Washington lo stallo dei negoziati sul piano di riduzione del deficit e del debito. L’amministrazione Obama preme per alzare il tetto del debito oltre i 14,3 mila miliardi e individuare 4 mila miliardi di tagli in 10 anni. Il tutto con un accordo da siglare entro il 2 agosto, prima delle ferie, per evitare il rischio default. Ma i repubblicani non ci stanno. E a Washington le temperature equatoriali che ieri hanno superato la soglia fatidica dei 100°Farenheit si scaldano ulteriormente. Per il segretario del Tesoro, Tim Geithner, bisogna trovare un accordo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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