Australia, le trivelle che fanno tremare la barriera corallina

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Diego Carmignani

 AMBIENTE La Shell è intenzionata a cercare petrolio nei fondali a 50 chilometri da Ningaloo Reef, riserva marina Patrimonio dell’Umanità. L’allarme del Wwf e i tentennamenti del governo

Il fatto che i giacimenti di idrocarburi siano agli sgoccioli (e l’idea che l’essere umano costituisca la più grossa minaccia per la sopravvivenza del pianeta) è testimoniato dalle inquietanti notizie provenienti dal continente australiano. Le compagnie petrolifere Shell e Bp sono infatti a caccia di petrolio e gas in mare, a due passi da barriere coralline dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco e di incontaminati parchi marittimi.

Disastro oltre i limiti

Diego Carmignani

AUSTRALIA. Venti anni il tempo stimato dagli esperti per risanare l’ecosistema. E' lunga 3 chilometri la cicatrice lasciata sulla barriera corallina. La vernice tossica staccatasi dalla chiglia sta uccidendo gli organismi viventi.

Disincagliato, riportato in galleggiamento con il favore dell’alta marea e rimorchiato in porto presso Great Keppel Island al largo di Rockhampton, il cargo cinese Shen Neng 1 ha lasciato alle sue spalle un disastro peggiore del previsto. A fare un primo bilancio sono stati gli esperti scientifici dell’Authority del parco marino, incaricati di valutare l’impatto ambientale dell’incagliamento.
 

Australia, petroliera arenata. Rischio disastro ambientale

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Susan Dabbous

INCIDENTE. Procedeva al massimo della velocità in uno degli ecosistemi più delicati e protetti del mondo. La chiatta, incagliata in una secca, trasporta 950 tonnellate di carburante. E ora potrebbe spezzarsi in due.

La Grande barriera corallina non è un’autostrada dove cercare scorciatoie. Gli ambientalisti australiani sono inferociti di fronte a quello che potrebbe essere il disastro ecologico più grave della storia del Pacifico.
 
La minaccia che incombe sulla Barriera corallina a largo dell’Australia orientale si chiama Shen Neng 1, è una chiatta cinese e porta con sé 950mila tonnellate di petrolio e 65mila di carbone. Da domenica scorsa è incagliata in una secca, a 70 chilometri a est della Great Keppel Island.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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