Berlusconi evita le toghe. Vuole un nuovo bavaglio

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Eloisa Covelli

GUAI GIUDIZIARI. Il Cavaliere cerca di evitare procure e tribunali. Intanto studia una nuova legge sulle intercettazioni da licenziare entro la fine della legislatura con l’appoggio della Lega.

Berlusconi non vuole andare dai pm senza i suoi avvocati. Lo dice a chiare lettere il suo legale Longo instaurando l’ennesimo botta e risposta con la procura di Napoli. Per i pm John Woodcock e Francesco Curcio, il premier altri non è che una semplice parte lesa nell’inchiesta che vede indagati i coniugi Tarantini e Valter Lavitola come presunti ricattatori. Invece il presidente del Consiglio, paradossalmente, vuole essere interrogato come un indagato, quindi con la garanzia di essere spalleggiato dai suoi legali.

Legge bavaglio, indietro tutta

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO Verso un accordo tra i finiani e il resto del Pdl. Presentato un emendamento secondo il quale le intercettazioni considerate rilevanti da giudice e pm potranno essere pubblicabili. I dubbi del premier

 

La protesta è in bianco e nero

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Dina Galano

INTERCETTAZIONI. Il giorno successivo al sì del Senato al disegno di legge, partiti e piazza sono in agitazione. Pagine vuote sui quotidiani, braccia fasciate in segno di lutto. Mentre si prepara una mobilitazione unitaria.

Invocato il dovere alla disobbedienza civile, si allarga la mobilitazione. L’approvazione del disegno di legge sulle intercettazioni da parte del Senato ha riacceso gli animi di tutte le categorie colpite aprendo una stagione di opposizione che coinvolgerà la piazza, assicurano tutti. L’obiettivo è mantenere alta la guardia, almeno fino alla discussione a Montecitorio del provvedimento che ora giace in commissione Giustizia alla Camera per un nuovo esame.

Editori e giornalisti, arriva il bavaglio

Valerio Ceva Grimaldi

INTERCETTAZIONI. Arresto fino a due mesi e ammende da 2 a 10mila euro per i giornalisti che pubblicheranno, in tutto o in parte, atti o documenti di un procedimento penale di cui sia vietata per legge la pubblicazione.

Arresto fino a due mesi e ammende da 2 a 10mila euro per i giornalisti che pubblicheranno, in tutto o in parte, atti o documenti di un procedimento penale di cui sia vietata per legge la pubblicazione. Se invece ad essere pubblicate saranno le intercettazioni l’ammenda aumenterà: dai 4.000 ai 20.000 euro. E per il giornalista la sospensione temporanea dalla professione. Stesse condanne per chi compie riprese e registrazioni fraudolente.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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