Tessere l’integrazione a Castel Volturno

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Roberto Fusciello

REPORTAGE. Nella sartoria della cooperativa “Altri Orizzonti” le stoffe arrivano da molto lontano. In un bene confiscato alla camorra, i volontari confezionano abiti della migliore tradizione africana.

Dal Burkina Faso a Castel Volturno, in provincia di Caserta. Per raccontare l’esperienza della sartoria gestita dalla cooperativa sociale “Altri Orizzonti” basterebbe fotografare lo sguardo di Anna Cecere. Quegli occhi che brillano riflettono i colori dei tessuti e l’allegria dell’Africa. Nel Burkina Faso ha conosciuto Suor Marie-Blanche Hien fondatrice dell’associazione “Faa I Tuora Maria Madre di Dio Dissin Burkina Faso”. Un nome lunghissimo come la lista delle donne che dal 1998 ricevono un aiuto concreto da queste suore.

Ottimiste e anticamorra, due donne raccontano

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Eliana Iuorio (Inserto domenicale)

BUONA POLITICA. Si è conclusa ieri la IV edizione del Festival dell’Impegno civile, l’unico evento che ha come location i beni confiscati alla camorra promosso dall’Associazione Libera, coordinamento di Caserta, e dal Comitato don Peppe Diana. Abbiamo intervistato le protagoniste di questa iniziativa.

Quell’11 giugno del 1997 Alessandra Clemente era affacciata al balcone di casa e mentre il fuoco della camorra, a Napoli, spegneva il sorriso di sua madre, uccisa in strada, da un proiettile vagante esploso nel corso di un conflitto a fuoco tra clan avversari, quella bambina di dieci anni diventava donna. Alessandra, però, non è rimasta al balcone, dal quale ha assistito al tragico evento, e oggi con fierezza e decisione affronta la vita nel nome di sua madre, Silvia Ruotolo, in memoria della quale è anche nata una Fondazione.

Sotto attacco i beni confiscati alla camorra

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Vincenzo Mulè

CASERTA. Negli stessi giorni in cui si svolge il Festival dell’impegno civile, le cooperative che gestiscono i terreni sottratti alla criminalità denunciano le pressioni operate da Stato e mafia.

C'è un modello Caserta lontano da quello strombazzato dal governo. Di questo, e anche di altro. si discute in questi giorni in Campania, dove è in corso la quarta edizione del festival dell’impegno civile, rassegna che si svolge interamente in terreni confiscati alla camorra. Il modello Caserta in questione è quello che vede sotto attacco proprio i beni sottratti alla criminalità organizzata. Un’azione che ha visto in prima linea i rappresentanti locali delle istituzioni.

La borghesia mafiosa nel comune di Sgarbi

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Vincenzo Mulè

CRIMINALITA'. Sequestrati beni per circa 35 milioni di euro all’ex deputato regionale siciliano Giuseppe Giammarinaro, già accusato da Toscani di inquinare l’attività del consiglio comunale.

 

Un lifting urbanistico a partire dai beni confiscati

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Pietro Nardiello

BUONA POLITICA. E’ la proposta per alcuni territori del casertano contenuta nella Mostra “Simulazioni Urbane” ospitata a Santa Maria Capua a Vetere. A realizzarla sono stati nove laureandi in architettura che sono partiti dal riutilizzo di ciò che è stato sottratto alla criminalità organizzata. A colloquio con l’architetto Massimiliano Rendina, tra i curatori dell’esposizione.

Pensare a un intervento di lifting urbanistico in un territorio come quello della provincia di Caserta, un luogo devastato dove si colloca l’abuso edilizio più grande d’Europa (il Villaggio Coppola) e un disordine urbano che unisce senza interruzioni l’agro aversano all’area nord di Napoli, rappresenta un’operazione di coraggio se l’obiettivo è quello di dare spazio esclusivamente all’architettura eludendo le grinfie e le logiche delle lobby del mattone.

Beni confiscati e buone pratiche

Dina Galano

ANTIMAFIA. Oltre cento realtà di recupero sociale sono il volto dell’Italia che resiste alle cosche, svelato da Libera e Agenzia per le Onlus.

Dal 1996, quando è entrata in vigore la legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, sono cresciute “le buone pratiche” che hanno destinato a cittadini luoghi e occasioni di socialità e recupero. Una ricerca curata dall’Agenzia per le Onlus e Libera, l’associazione contro le mafie, ha percorso 116 di queste realtà in dodici regioni dello Stivale.

Amore per il territorio e la legalità. In cooperativa

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Danilo Chirico

LUOGHI PRECARI: Giacomo Zappia racconta l’esperienza di Valle del Marro, che aderisce all’Associazione Libera: «La cooperativa nasce nel 2004 ma di fatto abbiamo iniziato a lavorarci nel 2002, quando si iniziò a parlare della possibilità di attuare in Calabria un progetto per la gestione dei beni confiscati alle mafie». I 30 ettari iniziali sono diventati 120 e i nove soci dell’avvio sono ora quindici.

Beni confiscati in mano alla mafia. La maggioranza smentisce il Cav

Giorgio Frasca Polara

RETROSCENA. Berlusconi ripete da giorni che «nessun altro governo ha fatto tanto contro la criminalità». In Aula, però, il centrodestra blinda la manovra. E rimane al suo posto l’emendamento che mette all’asta case e terreni sequestrati.

Beni confiscati, uno su tre rimane ai clan

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Vincenzo Mulè

DENUNCIA. Continuano le polemiche sulla vendita all’asta degli immobili sequestrati alle organizzazioni mafiose. L’appello di Libera: «Più risorse per il Fondo sulla giustizia».

Una provocazione che ha indubbiamente raggiunto il suo scopo. Libera, con la vendita simulata dei beni confiscati alla mafia, ha costretto un po’ tutti a riflettere sulla questione.

Antimafia, Pdl a pezzi

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Giorgio Frasca Polara

POLEMICHE. La norma che prevede l’asta per i beni confiscati alla criminalità provoca una durissima spaccatura nella maggioranza. L’ala finiana si ribella, ma il governo fa spallucce. E Berlusconi vuole subito le norme sul processo breve.

Angela Napoli, deputata del Pdl (ma ex Aln), ha presentato ieri in commissione Giustizia della Camera un emendamento soppressivo dell’infame norma introdotta in Senato nella Finanziaria (art. 2, comma 47) in base alla quale i beni confiscati alla criminalità organizzata sono messi all’asta - con il rischio che prestanome di mafiosi e camorristi se li accaparrino se non assegnati (al volontariato, alle vittime del terrorismo criminale, ecc.) entro novanta giorni.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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