Comuni in sciopero a fianco degli indignados

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Paolo Tosatti

ISRAELE. I dipendenti pubblici si uniscono alla “Protesta delle tende” e in 150mila incrociano le braccia. Netanyahu tenta di correre ai ripari, ma le sue proposte non convincono i manifestanti.

Un giorno di sciopero in segno di solidarietà con i giovani accampati nelle strade di Tel Aviv. La “Protesta delle tende” in Israele continua a guadagnare forza, alimentata dal malcontento e dalla frustrazione di un ceto medio che sembra aver preso definitivamente consapevolezza dell’insostenibilità del modello di spesa portato avanti dal governo di Benjamin Netanyahu a discapito delle esigenze e dei bisogni dei suoi cittadini.

Siria, più di un milione in piazza contro Assad

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Susan Dabbous

MEDIO ORIENTE. Diciottesimo venerdì di protesta nel Paese. Ad Hama, nel Nord, la manifestazione più grande: oltre 400mila persone. Le forze di sicurezza sparano e uccidono 17 civili.

Ennesimo venerdì di protesta finito nel sangue. Quello di ieri per l’esattezza era il diciottesimo. A morire sarebbero stati almeno 17 manifestanti. «Nove civili sono morti a Damasco - ha specificato Abdel Karim Rihaoui della Lega siriana per i diritti dell’uomo - altri tre a Idlib nel nord-ovest, due a Daraa, nel Sud, tre a Douma, vicino alla capitale. Una quarantina di persone, invece, sono rimaste ferite».

Israele-Usa la pace è fatta

Annalena Di Giovanni

DIPLOMAZIA. Si conclude oggi la visita del premier Benjamin Netanyahu a Washington. In scena i soliti convenevoli da alleati amici e la crisi è già alle spalle. A orchestrare gli incontri tra i due governi la lobby sionista americana Aipac.

«Sarà una delle settimane più importanti nella storia delle relazioni fra Stati Uniti e Israele è cominciata», commentava domenica Ami Eden, direttrice della Jta, l’agenzia news degli ebrei nel mondo. «I discorsi, le conferenze a porte chiuse, le chiacchiere di corridoio, e le reazioni dei presenti potrebbero determinare le relazioni fra Usa e Israele, il processo di pace in Medio Oriente e la lotta per impedire che l’Iran acquisisca armi nucleari, per gli anni a venire».
 

Biden: «No agli insediamenti»

Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. Nonostante l’amicizia che lega il vicepresidente americano allo Stato di Israele, ieri l’accoglienza dell’uomo di Stato a Gerusalemme è stata freddata dall’annuncio di altre costruzioni. Ma gli Usa si oppongono.

Benvenuto, ma non troppo: è toccato persino a Joe Biden bere l’amaro calice dell’insofferenza del governo Netanyahu verso qualsiasi interferenza esterna. Lui, Biden, vicepresidente in viaggio per conto di Obama, in Israele ci era atterrato martedì come chi torna a casa.

Silvio and Benjamin

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Annalena Di Giovanni

DIPLOMAZIA. Il presidente del Consiglio vola a Gerusalemme per incontrare Netanyahu. «Ho un sogno: che possiate entrare anche voi nell’Unione europea». Il premier israeliano replica: «L’Italia è uno dei nostri amici più grandi».

E' arrivato a Tel Aviv in pompa magna, Silvio Berlusconi, con un seguito di ben sette ministri (Matteoli per le Infrastrutture, Scajola per lo Sviluppo economico, Frattini per gli Esteri, Ronchi per le Politiche europee, Sacconi per il Welfare, Fazio per la Salute e Prestigiacomo per l’Ambiente). Il che non lascia spazio a dubbi sull’altissimo profilo diplomatico della sua visita a Israele.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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