Ddl intercettazioni, il bavaglio è in arrivo

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Andrea Palladino

INFORMAZIONE. In arrivo alla Camera dei deputati il disegno di legge del governo che vieta la pubblicazione delle trascrizioni telefoniche. Inserite anche delle norme “ammazza blog”.

Conviene stilare un primo elenco di tutte quelle parole che non avremmo mai potuto sentire. Ricordate le risate degli imprenditori dopo il terremoto dell’Aquila? O quel “brucia tutto” che i tecnici di Gaia gridavano al telefono mentre ricevevano materiale pericoloso nell’inceneritore? O ancora, le parole sprezzanti dei mammasantissima, dalla Calabria fino alla Lombardia, pronunciate per dettare gli ordini di morte.

Norma “ammazza blog”. Giovedì tutti in piazza

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Valerio Ceva Grimaldi

INTERCETTAZIONI. Approda alla Camera il ddl che impone l’obbligo di rettifica per qualsiasi sito internet sulla base di una semplice richiesta. Il 29 la protesta del Popolo della Rete a Roma.

«Una misura fascista» per Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori. «Si vogliono imbavagliare i giornalisti che pubblicano le notizie e non i malfattori che commettono i reati», attacca il presidente dei Verdi Angelo Bonelli. «Una legge che non vuole colpire il marcio ma soltanto renderlo invisibile» per Giuseppe Giulietti di Articolo21, un «incredibile attacco a internet», gli fa eco Paolo Gentiloni del Pd, così come dubbi affiorano anche nell’Udc.

Un blog contro la “munnezza”

Peppe Cozzolino (Il Levante)

IDEE. Articoli riscritti in chiave satirica. Ecco come un sito sbeffeggia la tipica subcultura partenopea.

Una satira spietata sulla sottocultura napoletana. è questo e non solo, il sito Munnezza d’a gente, che raccoglie articoli su Napoli e provincia e li riscrive in chiave polemica ma ironica. Tra gli ultimi articoli, quello che parla di un gruppo di nordamericani aggrediti subito dopo essere usciti da una pizzeria del centro, dal titolo emblematico: “Napule: androidi suburbani circondano e inchiommano di mazzate turisti americani”.

Il blog che racconta tutti i caduti sul lavoro

Sirio Valent

WEB. Le storie delle vittime di un’emergenza dimenticata ora sono raccolte online in forma di diario. Su un sito che sa tenere bene i conti: le morti bianche di quest’anno hanno già superato i casi dell’intero 2009.

Di lavoro si muore sempre di più. Al 24 novembre, 501 lavoratori sono stati uccisi da incuria o mancato rispetto delle norme di sicurezza. Nello stesso periodo del 2009 erano stati 482. Caso strano, si muore di più al Nord, in Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige. A ricordare i nomi delle vittime, oltre ai familiari, c’è da tre anni un blog  - www.cadutisullavoro.blogspot.com - drammatico diario delle storie dei singoli.

A patti col nemico

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Pierpaolo De Lauro

OLTRE LA TIVVU'. Per combattere il crollo di utenti e pubblicità MySpace decide di aprire i propri contenuti a Facebook. Musica e blog troveranno spazio sulla piattaforma di Zuckerberg.

Getta la spugna MySpace e si inchina al gigante dei social network: Facebook. La comunità virtuale creata da Tom Anderson e Chris DeWolfe nel 2003, consentirà ai suoi utenti di sincronizzare con la piattaforma di Mark Zuckerberg commenti e altre attività svolte sul sito. Impossibile rincorrere il gigante che ha festeggiato pochi mesi fa i 500milioni di iscritti nel mondo.

Se internet rovina la carriera

Alessio Postiglione

UE. Un rapporto della Cross-Tab, commissionato da Microsoft, rileva che ben il 23 per cento dei curriculum vengono scartati dalle aziende in base alla reputazione in Rete. L’identikit viene costruito tramite commenti, post, blog, e social network.

Attenzione a quello che “postate” su facebook. Oggi, i manager delle risorse umane utilizzano soprattutto internet per capire veramente chi siete, non più i curriculum. E sarete scelti o scartati proprio in base all’internet reputation. È quanto emerge dall’ultimo report della Cross-Tab, commissionato da Microsoft, e presentato nell’ambito della Giornata europea della protezione dei dati personali, il primo febbraio a Bruxelles.
 

La divisione è imperfetta

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Pierpaolo De Lauro

NOVITA'. E' il primo volume firmato da Makkox. Un manage à quatre senza fine, raccontato con ironia. Una narrazione della società di oggi nata tra le pagine di un blog e che trova nuova vita in libreria.

Una serie di vignette pubblicate sul web hanno fatto la fortuna di Makkox. Un tratto arruffato, un manage à quatre simbolo della società di oggi dove vita, lavoro e amore si confondono e si intrecciano inesorabilmente. Una storia coinvolgente che un giorno, però, si interrompe lasciando tutti a bocca asciutta. Oggi Le [di]visioni imperfette (Coniglio editore) dopo l’esordio sulle pagine di un blog sbarca in libreria continuando a raccontare la vita di Piero, Roberto, Sveva e Mirella e i loro intrecci con ironia e senza trovare una fine.

La dittatura dei corpi perfetti non è solo nel piccolo schermo

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Flore Murard-Yovanovitch

CINEMA. Donne di plastica. Corpo-oggetto diventato auditel mediatico. Un breve documentario, “Il corpo delle donne”, lo denuncia. Ma manca il bersaglio: quello di una riflessione sulla sottomissione millenaria della donna, da Eva in poi, e sulle sue radici culturali.

Prima di vederlo, bisogna sapere che questo breve documentario di Lorella Zanardo e Marco Malfi è già un piccolo fenomeno del web: 240mila contatti dalla sua messa in Rete nel gennaio scorso.

Sinistra e libertà, la sfida è ripartire dai giovani

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Alessio Postiglione

PARTECIPAZIONE Al via a Napoli la festa nazionale di Sl nell’area che ospitava gli stabilimenti dell’Ilva. I nuovi linguaggi multimediali al centro del primo dibattito.

Si è aperta, a Napoli, mercoledì 16 settembre, la prima festa nazionale di Sinistra e libertà, nello scenario di Città della Scienza, lo spazio polifunzionale sorto dalle ceneri dello stabilimento Ilva di Bagnoli. E non è un caso. La nuova sinistra guarda al futuro dalle sponde dove sorgeva la vecchia fabbrica fordista simbolo della sinistra operaista. Dalla società industriale al villaggio globale postindustriale.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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