Missili e istruttori, escalation italiana nella guerra di Libia

Enrico Campofreda

CONFLITTI. Costeranno oltre 250mila euro l’una le “bombe intelligenti” che i nostri caccia scaricheranno su Gheddafi. Dopo la Cia e le Sas, arrivano anche i militari del Col Moschin.

C'è tuttora Misurata al centro delle reciproche offensive dei lealisti, che l’attaccano a colpi di missili Grad, e delle forze ribelli che confidano nei raid della Nato grazie ai quali in queste ore la città risulta liberata. Ogni fonte ufficiale del conflitto libico sostiene quel che più le aggrada, c’è chi vede Gheddafi accerchiato e chi gli anti raìs in ritirata.
 

L’ombra di Monaco ’72 sui Mondiali di calcio

Alessio Nannini

TERRORISMO. Un gruppo vicino ad al Qaeda minaccia attentati durante la partita fra Usa e Inghilterra. Nel mirino anche l’Italia. Il ministro Maroni: «Stiamo seguendo la situazione».

La CBS, rete televisiva statunitense, ha riportato la notizia secondo cui il gruppo terrorista Mushtaqun Lel Jannah, vicino ad al Qaeda, starebbe preparando un attentato da mettere in atto durante il mondiale in Sudafrica.

Ancora bombe su Gaza. Vittime nella popolazione

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Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. La risposta israeliana sarebbe dovuta a una serie di razzi Qassam lanciati da gruppi palestinesi indipendenti, per i quali Tel Aviv incolpa Hamas. Abu Mazen e la diplomazia araba assistono muti.

«Non permetteremo che i bambini israeliani vengano allevati nei rifugi antimissile. Siamo contretti a lanciare una nuova operazione militare». Con queste parole il vice-premier israeliano Silvan Shalom ha giustificato ieri l’ondata di attacchi aerei contro la Striscia di Gaza.

L’Iraq alle urne tra le bombe. Ma i sunniti stavolta votano

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Annalena Di Giovanni

ELEZIONI. Oggi gli iracheni vanno a votare mentre si prepara il ritiro delle truppe statunitensi. L’affluenza, nonostante i nuovi attentati, si preannuncia tutt’altro che bassa. Dall’esito del voto dipende l’assetto del Paese e del Medio Oriente.

Cluster bomb, il mercato della morte che guarda al profitto

Alessio Postiglione

DENUNCIA. Multinazionali e imprese continuano ad alimentare il business delle bombe a grappolo. E a circa un anno dalla stesura della Convenzione di Oslo per la messa al bando dei micidiali ordigni, le proteste non accennano a placarsi.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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