Nel Vesuvio l’indignazione è verde

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Francesco Servino (Terra Napoli)

DENUNCIA. Una delegazione di ecologisti si è calata nel cratere per protestare contro i tagli all’ambiente. «Subito i fondi per le bonifiche».

Una delegazione di Verdi e indignati si è calata ieri nel cratere del Vesuvio per protestare contro i tagli imposti dal governo al ministero dell’Ambiente, che si ritrova di fatto senza fondi e nell’impossibilità di far partire le opere di bonifica dei territori inquinati, in particolar modo dell’area vesuviana, devastata dalle discariche abusive e di Stato.

Cozze alla diossina. Taranto, ora è allarme

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Vincenzo Carriero

IL CASO. Secondo l’Asl i mitili coltivati nel mar Piccolo vanno ritirati dal commercio perché fortemente contaminati. Incalcolabili i danni al settore. E di bonifiche nemmeno l’ombra.

Dopo pecore e capre adesso anche le cozze. A Taranto – la città più inquinata d’Europa – l’intera catena alimentare sembra essere preda delle enormi quantità di diossina e pcb presenti nell’ambiente circostante. Lo scorso 19 luglio, il Dipartimento di prevenzione della locale Asl, ha fornito i risultati delle analisi effettuate su nove campioni di mitili coltivati in mar Piccolo: tutti, indistintamente, presentavano caratteristiche “non conformi”.

Discariche e bonifiche, il gioco delle tre carte

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Anna Fava

PROCESSO IMPREGILO. Ai pm l’ex commissario de Biasio dice di aver rilasciato autorizzazioni per rifiuti non a norma da stoccare. Ma nel 2004 il progetto fu presentato come «recupero morfologico».

Il punto d’incontro tra emergenze passate e presenti è a Napoli, nell’aula bunker di Poggioreale dove si celebra il processo Romiti-Impregilo, in cui i vertici della multinazionale e dell’ex Commissariato per l’emergenza rifiuti devono rispondere di truffa ai danni dello Stato, frode in pubbliche forniture, falso e abuso d’ufficio.

I soldi per le bonifiche usati per salvare Alitalia

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Giorgio Mottola

IL CASO. Nel 2007 il governo Prodi stanziò 3,3 miliardi di euro per la riqualificazione di 57 Siti contaminati. Ma con l’arrivo di Tremonti, il fondo è stato cancellato e il denaro dirottato altrove.

I soldi per le bonifiche  non ci sono più. Nel 2007 il ministero per lo sviluppo economico stanziò 3 miliardi e 300 milioni di euro per la riqualificazione di 57 siti, ex discariche o ex aree industriali diventate bombe ecologiche. Tra il 2008 e il 2009, quel fondo è stato prosciugato. Il governo ha infatti dirottato il denaro verso altre emergenza: Alitalia, Ici, terremoto in Abruzzo, cassa integrazione. E per le bonifiche non è rimasto più nemmeno un euro. Nessuna di quelle 57 micro Chernobyl è stata risanata.

Terzigno invasa dai rifiuti

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Andrea Romani (Terra Napoli)

IL CASO Dai Verdi un reportage fotografico per denunciare il degrado del territorio. «Dove sono le bonifiche?»

L’accusa di Pecorella

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Giorgio Mottola

LOMBARDIA Parla il presidente Pdl della Commissione bicamerale d’inchiesta sulle Ecomafie. Sulla questione delle bonifiche delle ex aree industriali, denuncia: «Sono mancati i controlli innanzitutto da parte dell’Arpa»

 

Ancora bidoni tossici sulle rive dello Scrivia

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Dina Galano

INQUINAMENTO. A venticinque anni dal disastro ambientale, sulle sponde del fiume del basso Piemonte i fusti nocivi spuntano come funghi. Sono la prova di bonifiche mai eseguite.

Una storia di bidoni durata oltre 25 anni e che non sembra trovare un epilogo. Sulle sponde del fiume Scrivia, nel basso Piemonte, proprio durante le operazioni di riqualificazione, una nuova scoperta di fusti di sostanze altamente tossiche. Un materiale che doveva essere individuato e rimosso già nel 1984 quando fu rinvenuta una mole di circa 30mila bidoni scaricati nelle acque e nel circondario del torrente.

Il bluff delle bonifiche

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Giorgio Frasca Polara

MANOVRA. Nel bilancio dello Stato erano stati previsti tre miliardi da destinare al risanamento di ventisei siti industriali. Ma la massima parte di queste ingenti risorse è finita a finanziare le grandi opere, tra cui il Ponte sullo stretto di Messina.

Il governo Berlusconi si dedica al gioco delle tre carte sulla pelle - addirittura - degli interventi di bonifica dei siti inquinati, e per sostenere nientedimeno che la lobby del mitico Ponte sullo Stretto di Messina. I fatti.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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