Furti, superstizione e arsenico. I rinoceronti ancora nel mirino

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Bruno Picozzi

IL CASO. In Cina, Vietnam e Sudafrica i bracconieri continuano a spadroneggiare. Mentre i fondi per la conservazione della specie diminuiscono a causa della crisi. Sempre più vicino il rischio estinzione.

«Un corno di rinoceronte vale più dell’oro», titolava ieri in prima pagina il Jornal de Notícias. «Più di molte opere d’arte o del traffico di droga», ribadiva sul Público Carlos Dias, coordinatore della polizia giudiziaria di Coimbra. Ragione di tali giudizi, un’indagine internazionale durata vari mesi e culminata ieri nell’arresto all’aeroporto di Lisbona di due australiani, padre e figlio, presi con sei corni nel bagaglio per un valore stimato di mezzo milione di euro.

Specie protette, pene diminuite per i bracconieri

Valerio Ceva Grimaldi

IL CASO. Un decreto per i bracconieri.

Fucili ai sedicenni. Caccia nei Parchi. E ora, il catalogo delle econefandezze del governo Berlusconi s’arricchisce di uno schema di decreto legislativo proposto dal ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, all’esame delle Commissioni Giustizia, Ambiente e Politiche Europee della Camera, in cui viene ridotta la pena per l’uccisione di animali protetti.

Largo ai bracconieri

Giulio Finotti

IL CASO. In Campania i centri di recupero per la fauna selvatica sono costretti a chiudere per mancanza di fondi. Ed ora è quasi impossibile soccorrere gli animali colpiti dai cacciatori di frodo. La denuncia del Wwf.

Neppure un centro di recupero per la fauna selvatica attivo. E’ questa la triste realtà della Campania, una delle terre maggiormente martoriata dal fenomeno del bracconaggio. L’ennesimo primato negativo, per una regione che nel suo recentissimo passato ha visto lo svelamento di intere “oasi” artificiali gestite dalla camorra, per il piacere dei cacciatori di frodo; una sorta di Las Vegas del fucile. La legge prevede due tipi di centri autorizzati: i Cras (Centri recupero avifauna), e i Crss (Centri recupero fauna selvatica).

Bracconieri in gabbia

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Alessandro De Pascale

CACCIA. Inizia oggi il processo a 12 persone accusate di avere organizzato nel casertano una grande attività venatoria illegale. Il presidente della Lipu, Tallone: «Un momento significativo per riaffermare la legalità».

A Santa Maria Capua Vetere inizia oggi il processo “volo libero”. Sul banco degli imputati 12 persone accusate di associazione per delinquere, danni all’ambiente e alla collettività, bracconaggio, utilizzo illegale delle acque, truffa a enti pubblici, lottizzazione abusiva, danneggiamento della rete idrica e occupazione di aree demaniali. Molti sarebbero esponenti della criminalità organizzata che avevano occupato un’ampia area umida a Villa Literno, in provincia di Caserta.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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