«Ammorba l’aria». La Cei contro il premier

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Vincenzo Mulè

POLITICA. L’apertura dei lavori della Conferenza dei vescovi è stata caratterizzata dal durissimo attacco del cardinale Bagnasco che, senza mai nominare Berlusconi, ne ha di fatto decretato la fine.

Incompatibile con le istituzioni. Per la Cei, l’avventura di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi può considerarsi conclusa. «I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie – afferma il presidente della Conferenza episcopale, Angelo Bagnasco davanti al consiglio permanente dei vescovi - sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune».

«Ammorba l’aria». La Cei contro il premier

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Vincenzo Mulè

POLITICA. L’apertura dei lavori della Conferenza dei vescovi è stata caratterizzata dal durissimo attacco del cardinale Bagnasco che, senza mai nominare Berlusconi, ne ha di fatto decretato la fine.

Incompatibile con le istituzioni. Per la Cei, l’avventura di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi può considerarsi conclusa. «I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie – afferma il presidente della Conferenza episcopale, Angelo Bagnasco davanti al consiglio permanente dei vescovi - sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune».

Indignati e precari anti-Brunetta

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Francesco Servino (Terra Napoli)

POLEMICHE. I campani umiliati dal ministro comunque in piazza a Ravello, nonostante la sua trovata di spostare le nozze.

Renato, Renato, Renato... Al matrimonio non ci hai invitato!» e «Vieni avanti, Cretino»: questi gli slogan di protesta urlati da precari e “indignati” della provincia di Salerno accorsi a Ravello per contestare le nozze di Brunetta. Gente che ha macinato chilometri per manifestare il proprio sdegno nei confronti di un personaggio che «prima si diverte a ferire la popolazione e poi a sfruculiarla».

Una bozza che scontenta

Giannandrea Mencini (Terra a Nordest)

VENEZIA. Molte polemiche sul testo della nuova legge speciale per la città presentata dal ministro Brunetta.

La nuova bozza della legge speciale di Venezia è già immersa in una “marea” di polemiche. Lo sbarco del Ministro Brunetta a Venezia venerdì 13 novembre non ha portato probabilmente i frutti sperati. Il ministro doveva relazionare prima in Provincia e poi in Comune di Venezia dove lo attendevano i consiglieri e i sindaci dei comuni della gronda lagunare. Ebbene, come al dire il vero la storia insegna dai lontani anni ’70 in cui fu presentata la prima proposta, la bozza legislativa ha suscitato notevoli proteste, tensioni e polemiche a non finire.

Venezia, Orsoni vince le primarie Bene il verde Bettin con il 35%

Giannandrea Mencini

ELEZIONI Per il dopo Cacciari lo scontro sarà tra il ministro Brunetta e l’avvocato e procuratore di San Marco che nelle consultazioni di ieri ha ottenuto il 46% dei voti. Per l’ex sottosegretario Fincato solo il 18%. E' in arrivo il sostegno dell’Udc.

L’avvocato Giorgio Orsoni ha vinto le primarie a Venezia ed è il candidato sindaco del centrosinistra che sfiderà il ministro Brunetta, candidato Pdl alle imminenti elezioni amministrative. Ha vinto con il 46% dei voti superando il leader verde Gianfranco Bettin (35%) e Laura Fincato, ex socialista ora nel Pd (18%).

«Da Brunetta proposta assurda Forse pensa alla sua pensione...»

Giuliano Rosciarelli

WELFARE. Silvano Miniati, consigliere del Cnel, boccia la riflessione del ministro. Nel nostro Paese, secondo l’esperto, il valore reale delle pensioni è calato negli ultimi anni a causa di un meccanismo che segue male l’aumento dell’inflazione.

«La proposta del ministro Renato Brunetta di dare ai giovani 500 euro al mese intervenendo sulle pensioni di anzianità non solo è senza senso, ma è pericolosa perché può innescare conflitti intergenerazionali di difficile previsione».

La conoscenza in sciopero

Jole Dominedò

PROTESTE Oggi allo sciopero generale partecipano scuola, dipendenti comunali, centri di ricerca e ospedali.

 

Brunetta, show di insulti

Pietro Orsatti

POLEMICHE Secondo il ministro la sinistra è «di merda» e deve «andare a morire ammazzata». Perché, per lui, è in mano a un’élite che sta tentando un golpe.

«Ci sono élite irresponsabili che stanno preparando un vero e proprio colpo di Stato» afferma Renato Brunetta. Dice sul serio? A quanto sembra l’identikit che fa il ministro della Pubblica amministrazione è chiaro: le élite in questione sono quelle «della rendita parassitaria, burocratica, finanziaria, editoriale». Ecco qui svelato il complotto.

Chi ha paura del grande schermo

Diego Carmignani

POLEMICHE Rivolgendosi al ministro della cultura Bondi, Brunetta ha gridato «Ti dico, Sandro, di chiudere quel rubinetto del Fus, facciamolo al più presto», offendendo pesantemente Michele Placido per il suo film sul ’68 e con lui i tanti colleghi dello spettacolo che si sono indignati e hanno replicato in massa.

La politica materialista del nostro governo è tutta nella sequenza di esternazioni rilasciate dal ministro della Funzione pubblica nell’ultima settimana. A proposito della scomparsa di Mike Bongiorno, ha affermato: «È stato certamente un grande intellettuale popolare che, contrariamente a tanti altri intellettuali con molte sottolineature e virgolette, è stato utile al suo Paese. Purtroppo la stragrande maggioranza degli intellettuali è infatti del tutto inutile».

L'attesa del Caimano

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Augusto Romano

RETROSCENA
— Le inchieste e gli scandali che hanno coinvolto Silvio Berlusconi nell’ultimo mese indeboliscono la sua forza politica. Mentre Fini, Casini e altri big del Pdl restano alla finestra. E il Palazzo si attrezza per ricevere nuove bordate. —

Aprire un’inchiesta per induzione alla prostituzione in cui sarebbe coinvolto l’imprenditore Tarantini. Sarebbe questa, secondo indiscrezioni, l’intenzione della Procura di Bari, che vorrebbe fare luce sulle presunte feste in casa del premier. Come «utilizzatore finale», per usare l’espressione del suo avvocato Niccolò Ghedini nel tentativo di escludere eventuali responsabilità penali.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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