Nessun fondo al Ponte. Matteoli: avanti lo stesso

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Alessia Candito

INFRASTRUTTURE. Oggi arriva il no definitivo di Bruxelles al finanziamento del progetto voluto dal governo. Il ministro non si scompone. Gli esperti: «Manca anche la verifica della sua edificabilità».

Questo Ponte non s’ha da fare. È ormai ufficiale – o meglio lo sarà fra poche ore – il no definitivo dell’Ue al ponte sullo stretto di Messina, cavallo di battaglia dei governi Berlusconi dall’ormai lontano 2001 che ha già dragato oltre 250 milioni di euro dalle casse statali.

Indignati 2.0: quando la protesta si crea da sé

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Eloisa Covelli e Dina Galano

MOVIMENTO. Da Madrid a Tel Aviv si moltiplicano le “acampada” sul modello spagnolo. Oggi a Roma iniziano due giorni di discussione su lavoro, educazione, economia, assieme al Popolo Viola.

Bisognerà aspettare il 15 ottobre per capire se il movimento degli Indignati è riuscito a radicarsi quanto meno in Europa. O se è rimasto un fenomeno tipicamente spagnolo. Da Puerta del Sol, dove i manifestanti alla vigilia del voto delle amministrative fecero tremare Zapatero, la protesta si è diffusa ovunque: da Buenos Aires a Bruxelles, da Edimburgo a Bogotà, da Città del Messico a Parigi. Pura imitazione o vero movimento di massa?

Bruxelles: nei Paesi Ue si crea troppa spazzatura

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Marco De Vidi

IL RAPPORTO. L’agenzia per l’Ambiente europea: nel 2020 ogni cittadino produrrà 558 kg di immondizia, 40 in più di oggi. Ma per tagliare le emissioni di Co2 va ridotto l’uso delle discariche.

La quantità di rifiuti prodotti dai cittadini dell’Unione europea cresce in modo costante. Secondo l’agenzia Ue per l’ambiente, nel 2020 la media di immondizia prodotta sarà di 558 chilogrammi pro capite. Il dato è in aumento, se pensiamo che nel 1995 il volume medio di spazzatura per ogni singolo cittadino era 468 chilogrammi e nel 2008 era di 524. Tutto ciò costituisce una seria minaccia per l’ambiente e l’agenzia evidenzia come una corretta gestione dell’immondizia sia una risorsa per la lotta al cambiamento climatico.

La guerra di Bruxelles alle opere mai partite

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Alessandro De Pascale

INFRASTRUTTURE. La Commissione europea modifica il proprio Piano d’azione sui trasporti. Le risorse non utilizzate dagli Stati membri serviranno a collegare l’Europa con i Paesi limitrofi.

La Commissione europea modifica il proprio Piano d’azione per i trasporti. Nuove priorità, che indirettamente serviranno a rilanciare anche l’economia dell’Eurozona. L’obiettivo è «rafforzare le connessioni ad est»: con le aree vicine (quali i Balcani, i Paesi del Mediterraneo e dell’ex Unione Sovietica) per le merci da esportare, visto che l’Ue è «il principale partner commerciale», tra Europa ed Asia per quelle da importare.

Verdi ed ecologisti: «Ilva, ora intervenga l’Europa»

Saverio Carriero da Taranto

TARANTO. II leader del Sole che ride Angelo Bonelli, ieri in città, ha annunciato «l’impugnazione della concessione dell’Aia» e sollecitato interventi dell’Ue. Di parere opposto la Regione Puglia.

«Mi batterò affinchè Taranto non abbia un cimitero più grande della stessa città». Angelo Bonelli, presidente nazionale della Federazione dei Verdi, non utilizza perifrasi per descrivere la situazione dell’Ilva di Taranto. «Al di là delle suggestioni semantiche e delle metafore più o meno indovinate, quello di Taranto è divenuto, ormai, un caso nazionale. Una pagina oscura dei grandi interessi economico-politici coltivati a danno dei cittadini», aggiungono gli esponenti delle associazioni ambientaliste.

«Lavori mai partiti». La denuncia dei No Tav

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Rossella Anitori

VAL DI SUSA. Gli europarlamentari italiani ribadiscono a Bruxelles il sì all’opera ma le ruspe sono ferme e l’area presidiata dai militari non corrisponde a quella in cui dovrebbe sorgere il cantiere.

I lavori per la linea ferroviaria Torino-Lione non sono mai partiti. L’area presidiata dai militari non è quella in cui dovrebbe sorgere il cantiere. I No-Tav denunciano «l’ennesimo bluff» del governo. «Basta dare un’occhiata alla mappa per capire dove sono e dove invece dovrebbero iniziare a scavare» dice Francesco del Comitato di lotta popolare di Bussoleno. «L’area di cantiere è completamente libera. Può andarci chiunque. La zona recintata è a monte, davanti al museo archeologico di Chiomonte».

Pesca, dietro la riforma dell’Ue la privatizzazione degli oceani

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Diego Carmignani

BRUXELLES. Cambia la politica del settore ittico europeo. Critiche le associazioni ambientaliste: il sistema di quote di cattura trasferibili affida al mercato la riduzione della pressione della pesca.

Come da tempo annunciato, ieri da Bruxelles è arrivata la tanto ventilata riforma del settore ittico, mirata a stabilire un nuovo approccio globale alla gestione della pesca nel Vecchio continente. L’obiettivo è quello di garantire la sopravvivenza degli stock ittici e dei mezzi di sussistenza dei pescatori e porre un freno all’eccessiva pressione delle flotte industriali.

Papandreu chiede fiducia. Bruxelles temporeggia

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Luca Bonaccorsi

EUROPA. Il nuovo esecutivo socialista alla prova del voto parlamentare. Poi dovrà obbedire al pericoloso ricatto Ue: approvare tagli e privatizzazioni entro il 3 luglio per ottenere i fondi europei.

Hanno fallito, per ora. E a pagarne le conseguenze potrebbero essere tutti i Paesi più fragili finanziariamente: Irlanda, Portogallo, Spagna e forse anche l’Italia. Questo fine settimana l’eurogruppo doveva approvare l’erogazione della quinta tranche del pacchetto di aiuti stabilito per la Grecia l’anno scorso. Il generoso sostegno ad Atene è condizionato ad un severo piano di austerità e privatizzazioni. I progressi nella correzione dei conti vengono valutati periodicamente da ispezioni dei tecnici di Ue e Fmi.

Mentre la barca affonda nuove strategie cercasi

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Luca Bonaccorsi

PALAZZO. S’infiamma la crisi dei debiti sovrani e Bruxelles chiede una correzione sui conti pubblici dell’Italia, dove tiene banco l’ennesimo “dibattito” governativo: la riforma fiscale. Che non si farà.

La nave affonda, e i topi scappano. Difficile scampare a questa “semplificazione” nella lettura degli avvenimenti politici di questi giorni. Dopo i guai giudiziari e gli scandali genitali (dovremmo smettere di parlare di “sessualità” nel caso di festini con escort e viagra), dopo l’uno-due di amministrative e referendum, la realtà della crisi economica e finanziaria sta travolgendo Berlusconi, scatenando le forze centrifughe all’interno della maggioranza.

Crisi greca, in arrivo la soluzione di Bruxelles

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Luca Bonaccorsi

EUROPA. Sullo schema della Vienna initiative, che salvò l’est europeo dalla crisi bancaria del 2009, l’Ue si avvicina all’accordo per la ristrutturazione del debito pubblico di Atene. Con i privati.

Una giornata di tregua nella crisi greca e, di conseguenza, in quella dei debiti sovrani europei. Il merito è della conferenza congiunta Merkel-Sarkozy in cui si è delineata una uscita dall’impasse sul futuro del debito publico ellenico. I dettagli non sono ancora pienamente delineati ma quella che si profila è una soluzione di buon livello.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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