GRAN BRETAGNA. Dopo che anche la Repubblica Ceca lo ha firmato nei giorni scorsi, i conservatori inglesi rinunciano al referendum sul Trattato di Lisbona. Ma il loro leader probabile vincitore delle elezioni politiche di maggio 2010 - si predispone alla battaglia su budget, diritti e finanza dei ventisette Paesi comunitari. E si prepara a chiedere che le clausole sociali dei trattati europei escludano la Gran Bretagna. Nel suo partito c’è addirittura chi è più antieuropeo di lui.
I Tories non sotterrano l’ascia di guerra, neanche dopo la rinuncia al referendum sul trattato di Lisbona. E benché David Cameron - leader dei conservatori britannici e probabile futuro premier - volesse smorzare i toni nel confronto tra il suo partito e l’Europa, il suo discorso di mercoledì scorso ha alzato un polverone. Alcuni conservatori lo accolgono come un gesto di responsabilità, ma qualcuno si dimette e mezza Europa protesta. Anche se poi, in realtà, Cameron non ha detto proprio niente di nuovo.