Juventus, i lati oscuri del nuovo impianto

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Marco De Vidi

CALCIO. Dallo stadio dei bianconeri alla Cittadella dello sport dell’Atalanta, i centri sportivi diventano anche commerciali. Con qualche favore di troppo.

L'8 settembre è stato inaugurato il nuovo stadio della Juventus a Torino, salutato a più voci come modello da seguire per il calcio italiano. In realtà, come riporta un’inchiesta di Luca Martinelli nel numero di settembre di Altreconomia, si tratta di una vicenda con molti lati oscuri. Il nuovo stadio ha preso il posto del “vecchio” (si fa per dire, avendo solo vent’anni) Stadio delle Alpi in un’area che una variante del comune di Torino ha mutato da aree destinate a servizi pubblici in “zona urbana di trasformazione”.

Trenta partite nel mirino

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Alessio Nannini (Inserto domenicale)

CALCIO. Molto fumo e finora poco arrosto nell’inchiesta sul calcio truccato, almeno per quanto riguarda i grandi nomi che avrebbero avuto un ruolo nella vicenda. Restano riferimenti ancora vaghi alla criminalità organizzata, forse la mafia ma senz’altro la camorra. Di certo sono coinvolti un odontoiatra, un tabaccaio e qualche scommettitore seriale neanche tanto in gamba. Ma l’inchiesta potrebbe estendersi in Germania, Spagna e Sudamerica. Lì avrebbero montato fior di affari i camorristi di Castellammare di Stabia “aggiustando” alcuni match

Ci scuserà il lettore curioso di conoscere risvolti e scenari della losca faccenda che dai primi di giugno occupa le colonne dei quotidiani ma, a distanza di circa dieci giorni dall’inizio dello stesso, il suo prevedibile disorientamento è il nostro. E ciò ci pone in lieve imbarazzo, considerando la passione nel seguire il calcio e le sue vicende che, in Italia, sono spesso coincise con la storia dei nostri costumi.

Sigilli al tesoro del clan appassionato di calcio

Betta Salandra

'NDRANGHETA. Maxi-sequestro contro i Pesce di Rosarno. Tra i beni decine di società, terreni, appartamenti, auto e due squadre di serie D. Un impero economico da 190 milioni di euro.

Ci sono anche due squadre di calcio, iscritte in serie D, Ii Sapri Calcio in provincia di Salerno e l’Interpiana di Cittanova, nella Piana di Gioia Tauro, nel maxi-sequestro operato ieri dalla Guardia di Finanza e dai carabinieri di Reggio Calabria contro il clan Pesce. In tutto, sono stati messi i sigilli a beni per un valore di 190 milioni di euro, distribuiti in Calabria, Lombardia, Campania ed a Roma.
 

Messi, pallone d’oro amaro per la Spagna

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Alessio Nannini

STORIE DI SPORT. Non è piaciuto agli iberici che l’attaccante argentino del Barcellona abbia vinto per la seconda volta consecutiva il premio di miglior calciatore dell’anno che viene consegnato a Zurigo. Avrebbero preferito che sul podio salissero i campioni del mondo Andres Iniesta e Xavi, anche loro dell’equipe catalana guidata dall’allenatore Guardiola e più uomini squadra che talenti individuali.

Vanderlei de Lima, chi era costui? Forse qualche amante della podistica saprà rispondere a questa domanda, ma ai più il nome risulterà mai udito prima, tale e quale a quello di Mebrahtom Keflezighi. I due furono atleti in gara nella maratona delle Olimpiadi di Atene del 2004: il brasiliano Vanderlei era in fuga solitaria quando a dieci chilometri dal traguardo fu fermato da un esaltato in gonnellino e Bibbia alla mano che aveva eluso il servizio d’ordine.

Dieci anni di pallonate

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Alessio Nannini

CALCIO. Il decennio che si conclude ha inciso come non mai nel delineare gerarchie e valori in Europa e nel mondo. Grazie alla trasformazione della Coppa dei campioni in Champions League.

Quando José Mourinho lasciò a maggio l’Inter per il Real Madrid, una delle frasi pronunciate da egli stesso suonava più o meno così: ho vinto in Inghilterra e in Italia, ora mi manca solo la Spagna. Dietro questa riflessione apparentemente giustificatoria di un rocambolesco cambio di casacca, ci sono in realtà dieci anni di calcio, gli ultimi nonché i primi del millennio.

Noi, tifosi dell’Inter in sofferenza

Carmelo Cantone* (L'inkontro.info)

INTERVENTI. La crisi della squadra di Benitez vista da uno spettatore speciale: il direttore del carcere romano di Rebibbia.

Noi interisti ci aggiriamo per le nostre stanze come Cesare Augusto dopo la disfatta dei Romani nella battaglia della selva  di Teutoburgo (Benitez, ridammi le mie legioni!). Elaborazione del lutto oppure momento di crisi artistica? Dopo l’inizio del nuovo anno mi piacerebbe raccontare che è passata la seconda tesi, adesso c’è solo la speranza.

Barcellona, la poesia su un prato verde

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Alessio Nannini

STORIE DI SPORT. Lo scorso 29 novembre si è assistito a un match che resterà nella storia del calcio. La squadra di Guardiola ha rifilato un 5 a 0 al Real Madrid di Mourinho, il filosofo di Setubal. Oltre al risultato, ha colpito il tipo di gioco: testa alta e movimenti ad aggredire gli spazi, andirivieni dall’attaccante più avanzato al difensore più arretrato.

Agitare la mano aperta stando seduti nella tribuna dello stadio è un gesto irrefrenabile che può avere due soli significati: o che si ha di fronte una telecamera e una mamma da salutare, o che la squadra per cui si fa il tifo ne ha appena rifilati cinque agli avversari.

Il calcio cambia: Russia e Qatar Paesi ospitanti

Marco Meccia

MONDIALI. Uno stuolo di teste coronate, fotomodelle e monumenti dello sport di ogni epoca ha fatto da cornice, ieri a Zurigo, all’evento globale organizzato dalla Fifa per stabilire quali Paesi ospiteranno i mondiali di calcio 2018 e 2022, per la prima volta una decisione “di coppia”.

Uno stuolo di teste coronate, fotomodelle e monumenti dello sport di ogni epoca ha fatto da cornice, ieri a Zurigo, all’evento globale organizzato dalla Fifa per stabilire quali Paesi ospiteranno i mondiali di calcio 2018 e 2022, per la prima volta una decisione “di coppia”. Sullo sfondo del terremoto Wikileaks che rischia di far esplodere i rapporti fra le maggiori potenze mondiali, la combutta “sportiva”, che include importanti tornaconto economici e d’immagine, ha premiato due nazioni a sorpresa, sancendo una piccola rivoluzione geopolitica.

Pelé, la Perla nera reclusa nel Brasile dei militari golpisti

Aldo Garzia

STORIE DI SPORT. Ha da poco compiuto settant’anni e per tutti resta la leggenda vivente del calcio più spettacolare. I suoi primati sportivi sono innumerevoli ma c’è anche la macchia nera del silenzio nel periodo buio della dittatura.

Proviamo a difendere Pelé dall’ombra sportiva di Diego Armando Maradona, perché da quella politica – come vedremo – è quasi indifendibile. Nato il 23 ottobre 1940 nella località di Tres Corações, zona mineraria di Minas Gerais, suo papà si chiamava Dondinho (giocava centravanti nell’Atletico San Lorenzo), sua mamma Celeste. A scuola e sui campetti di calcio diventa, chissà perché, subito “Pelé”.

Squadrismo d’Italia

Enrico Campofreda

TIFO VIOLENTO. Un viaggio attraverso le coperture politiche agli ultrà che popolano le curve dei nostri stadi. Spesso ospiti dei talk show di alcune emittenti locali, e talvolta a braccetto con esponenti di destra.

Finora gli Ivan nostrani non si sono vestiti da uomo ragno e non hanno vissuto “momenti di gloria” televisiva umiliando ai loro piedi i celerini come ha fatto mister Bogdanov. Hanno però fatto di peggio, nella migliore tradizione nazifascista hanno esaltato, aggredito, ucciso. E una volta catturati hanno minimizzato, proprio come il serbo pluritatuato, capace di definire la sua performance un’esuberanza alcolica.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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