La Terra si scalda, in attesa di un accordo

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Alessandro De Pascale

GLOBAL WARMING. Sulle Alpi il 26 per cento di ghiacciai in meno dal 1985, in Groenlandia sciolti 100 miliardi di tonnellate solo nel 2010, mentre le acque britanniche si popolano di cetacei.

Ieri è stata una giornata speciale nella Safiental, Cantone dei Grigioni, in Svizzera. Gli enti locali hanno inagurato il primo skilift fotovoltaico al mondo. Un impianto lungo 450 metri e dotato di 82 pannelli fotovoltaici che forniranno complessivamente circa 90mila kilowattora di energia pulita l’anno: 25mila per azionare la risalita e il resto da far confluire nella rete elettrica locale. Lo sviluppo e la realizzazione del progetto è costato poco più di 1,1 milioni di euro ma per il momento nessuno ha potuto provarlo.

A Durban, si tratta per il futuro del pianeta

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Emanuele Bompan

AMBIENTE. Si è aperta ieri a Durban, Sud Africa, la 17esima Conferenza delle Parti (COP) delle Nazioni Unite nel tentativo di siglare quanto prima un trattato internazionale per fermare il riscaldamento globale.

Si è aperta ieri a Durban, Sud Africa, la 17 Conferenza delle Parti (COP) delle Nazioni Unite nel tentativo di siglare quanto prima un trattato internazionale per fermare il riscaldamento globale. Per i climatologi la necessità di agire si fa ogni giorno più urgente: continuando di questo passo l'aumento delle temperature medie (previsto in caso di inazione intorno ai 4°C) nel corso del secolo potrà avere effetti catastrofici.

Niente sviluppo umano con il climate change

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Susan Dabbous

DOSSIER. Allarme Onu sulla devastazione ambientale: colpirà aree sempre più vaste. Il rapporto che fotografa le condizioni di vita in 187 Stati quest’anno si concentra sui cambiamenti climatici.

Centottantasei. È questo il numero di Paesi che divide, in base alla qualità della vita, la Norvegia dalla Repubblica democratica del Congo. Va da sé che la nazione scandinava è il posto migliore al mondo dove svolgere la propria esistenza in quanto a salute, istruzione, diritti, e parità di genere. L’Italia si posiziona al 24esimo posto su 187.

Clima e green economy, le vere priorità del Paese

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Oriella Savoldi

COMMENTI. Contrastare con forza i cambiamenti climatici è una via obbligata già avviata. Altrettanto lo è modificare l’intera economia. Ma l’Italia è troppo indietro.

Dalla sottoscrizione del Protocollo di Kyoto è cresciuta la consapevolezza delle persone, assieme a quella delle istituzioni internazionali, nell’affrontare il tema della sostenibilità ambientale in termini di salvaguardia del Pianeta e di crescita delle energie da fonti rinnovabili. In questa prospettiva l’attuale organizzazione produttiva e sociale deve riposizionare il consumo energetico in termini di risparmio ed efficienza energetica. Bisogna superare il ricorso a fonti fossili per ridurre le emissioni di gas a effetto serra.

Quei 30 milioni di ecoprofughi in cerca di una sistemazione

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Susan Dabbous

ASIA. Il dossier della Banca asiatica per lo sviluppo censisce gli sfollati regionali. L’istituto suggerisce alle istituzioni meccanismi per far fronte all’impatto dei cambiamenti climatici.

Le alluvioni scatenate dalle piogge torrenziali in diverse aree della Cina hanno finora provocato almeno 57 morti accertati e 29 dispersi, mentre 1,21 milioni di abitanti sono stati costretti a lasciare le loro case per essere evacuati verso zone più sicure. Oltre 129.000 le case crollate o gravemente lesionate, 650mila gli ettari di coltivazioni alluvionati e 580mila quelli dove i raccolti sono andati distrutti in tutto o in parte.

Nel 2100 Berlino come Roma. L’Italia sembrerà il Nordafrica

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Marco De Vidi

CLIMA. Gli studiosi riuniti a Trento parlano dell’innalzamento delle temperature e degli effetti su flora e fauna. Ma la principale minaccia alla biodiversità resta il comportamento dell’uomo.

Entro la fine del secolo l’impatto dei cambiamenti climatici sarà tale che una città come Berlino avrà un clima tipicamente mediterraneo analogo a quello di Roma. E la nostra capitale presenterà temperature simili a quelle che si registrano oggi ad Algeri, Tripoli, Tunisi, o di regioni come l’Andalusia. A dirlo sono Wilfierd Endlicher dell’università berlinese di Humboldt e Massimiliano Fazzini, climatologo dell’ateneo di Ferrara, che hanno presentato a Trento le proiezioni di alcuni studi sul cambiamento climatico.

Oceani più bassi e siccità diffusa. Colpa di La Niña

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Alessio Nannini

CLIMA Il livello dei mari si è ridotto di 5 millimetri su scala mondiale. Sarebbe una delle dirette conseguenze del corrispettivo “caldo” di El Niño

Del tutto inatteso arriva l’annuncio da parte della Nasa di un cessato allarme: nel 2010 il livello del mare è sceso di circa cinque millimetri. Una cifra che sembra ininfluente ma che invece, a fronte dei quattro quinti di pianeta ricoperti di mari e oceani, è al contrario molto rilevante. Lo è ancora di più in considerazione della tendenza che negli ultimi decenni aveva preoccupato non poco la comunità scientifica.
 

Crescono di forza i tornado e le siccità

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Emanuele Bompan

URAGANI Emergenze ambientali e cambiamenti climatici. Parla James B. Elsner professore di geografia naturale ed esperto di fenomeni metereologici della Florida State University.

Molti fenomeni meteorologici sembrano diventare sempre più frequenti e intensi. È stato un anno record per tornado, siccità ed allagamenti. Abbiamo raggiunto al telefono James B. Elsner, professore di geografia naturale ed esperto di uragani della Florida State University.
 
In che modo stanno cambiando gli uragani?

In fuga dalle isole del Pacifico dove il clima vince sull’uomo

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Maurizio Torretti

ECOPROFUGHI. Sono luoghi dove i cambiamenti climatici sono realtà. E hanno già prodotto devastanti conseguenze. Con popolazioni intere costrette a lasciare i luoghi dove sono nate.

Piccoli puntini nell’Oceano Pacifico stanno scomparendo dalle carte geografiche. Alcuni luoghi che tanto hanno affascinato gli occidentali, si stanno trasformando in aree di sfollamento di rifugiati ambientali. La causa è il cambiamento climatico.

Non di solo CO2 soffre la nostra atmosfera

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Valentina Perugini

EMISSIONI. Uno studio della rivista Nature individua altre sostanze nel “gas serra”. Dimenticato per anni il ruolo del metano, dell’ossido di azoto e di tante altre sostanze pericolose.

Erroneamente si pensa che dicendo “gas serra” ci si riferisca soltanto all’anidride carbonica. Non è così. Uno studio pubblicato recentemente su Nature viene in soccorso a sfatare questo luogo comune, sottolinea quanto sia sbagliato incentrare la battaglia contro i cambiamenti climatici unicamente sulla riduzione di CO2.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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